Come è gestita la raccolta dei rifiuti nell’isola di Ischia?

Chi si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti ad Ischia?

E a chi si devono rivolgere gli isolani per smaltire i rifiuti speciali, quelli cioè non assimilabili ai rifiuti urbani?

Leggete questo articolo per avere maggiore chiarezza sull’argomento.

Raccolta Differenziata Ischia: come è gestita?

Ischia Ambiente S.P.A. è l’azienda incaricata della gestione urbana dei rifiuti  sul’isola di Ischia. L’azienda si occupa di raccogliere a giorni alterni i rifiuti privati dei cittadini ma anche i rifiuti prodotti dai tanti alberghi e stabilimenti balneari presenti su tutta l’isola.

Ischia Ambiente si occupa anche di pulire spiagge, parchi e verde pubblico da rifiuti ordinari quali: organico, secco, vetro.

Di seguito vi riportiamo anche l’utile calendario per il ritiro dei rifiuti ad Ischia:

  • Lunedì Rifiuti Organici: sacchetti rigidi
  • Martedì Rifiuti Indifferenziati: sacchetti neri
  • Mercoledì Rifiuti Misti (plastica, alluminio, carta, cartone, bagna stagnata): sacchetti gialli
  • Giovedì Rifiuti Organici: sacchetti rigidi
  • Venerdì Rifiuti Vetro: sacchetti azzurri
  • Sabato Rifiuti Organici: sacchetti rigidi

Rifiuti Ischia: chi si occupa dei Rifiuti Speciali Pericolosi e Non?

Sia che siate privati che aziende operative sull’isola di Ischia forse vi state chiedendo chi si occupa dell gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Stiamo parlando di tutti quei rifiuti che non possono essere conferiti nelle discariche comuni perchè pericolosi o non riciclabili.

Tra i rifiuti speciali ci sono per esempio: toner e cartucce, tv, monitor e pc (rifiuti raee), materiali edili pericolosi come guaine bituminose, amianto o Eternit.

La nostra ditta con sede a Napoli, gestisce anche la raccolta dei rifiuti speciali ad Ischia. Basterà prendere un appuntamento per il ritiro dei rifiuti dopo aver accettato il preventivo online. Sia che siate un privato che un’azienda contattateci subito.

Un nostro responsabile commerciale per la zona di Ischia vi illustrerà subito tempi e costi per il ritiro dei vostri rifiuti speciali. Usa subito la form accanto oppure contattaci telefonicamente.

 

Perché è utile la raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti a Napoli

Fra le varie info sulla raccolta rifiuti ingombranti a Napoli bisogna sottolineare che la loro raccolta differenziata per il riciclo e la trasformazione è utile sia per ottenere più materie prime e fonti energetiche senza sfruttare ulteriormente la natura che per evitarne l’abbandono e l’accumulo in diverse zone della città. Infatti, lasciare in giro i rifiuti e, per giunta, all’aperto fa in modo che essi attraggano polvere, parassiti, insetti e animali infestanti oppure che emettano inquinanti mentre si degradano al contatto con gli agenti atmosferici.

Al riguardo, la raccolta dei rifiuti ingombranti urbani, come i mobili, i materassi e gli oggetti voluminosi in genere, offre evidenti vantaggi in ambito ecologico, energetico, igienico ed economico. Ma che cosa sono i rifiuti ingombranti? Ecco qui di seguito tutte le info sulla raccolta rifiuti ingombranti a Napoli inerenti! Come se non bastasse, puoi visitare il sito Web per i dovuti approfondimenti e per contattare la nostra ditta di smaltimento rifiuti che ritirerà presso il tuo domicilio i rifiuti ingombranti di cui vuoi sbarazzarti.

Che cosa sono i rifiuti ingombranti e come avviene la raccolta a Napoli?

In Italia, sono considerati rifiuti ingombranti, in particolare, i mobili, i materassi, le tappezzerie, gli specchi, i sanitari, i quadri, gli sfalci di erba, le potature degli alberi e degli arbusti, le bombole del gas ormai vuote, i termosifoni, gli elettrodomestici, le tecnologie elettroniche ed informatiche, gli imballaggi e tutti gli oggetti voluminosi in genere. In merito a ciò, bisogna evidenziare che alcuni rifiuti ingombranti come gli elettrodomestici e le apparecchiature elettroniche vengono inclusi nella categoria Raee e riciclati come tali.

Lo smaltimento dei rifiuti ingombranti è necessario soprattutto quando si effettuano gli sgomberi di locali, come ad esempio magazzini, appartamenti, cantine, soffitte, garage.

Detto ciò, come liberarsi dai rifiuti ingombranti a Napoli e dintorni rispettando le norme in vigore nel nostro paese? Ebbene, questi beni durevoli dismessi caratterizzati da grosse dimensioni, composti da molteplici materiali, nonché inidonei alla comune raccolta differenziata del secco e ad essere posti nei piccoli cassonetti urbani devono venire raccolti e trasportati a delle isole ecologiche specializzate con dei mezzi di trasporto idonei e capienti. Per esempio, come quelli della nostra ditta di smaltimento rifiuti a Napoli di esperienza pluriennale nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti.

Più nello specifico, i componenti metallici dei rifiuti ingombranti vengono inviati alle fonderie, mentre quelli costituiti da legno, una volta puliti, triturati e compressi per formare dei pannelli vengono impiegati nel settore dell’arredamento e del mobile. Inoltre, i rifiuti inerti, cioè i rifiuti solidi derivanti dalle costruzioni e dalle demolizioni, vengono trattati e poi sfruttati nuovamente nel settore dell’edilizia, invece gli sfalci di erba vengono usati per produrre fertilizzanti per l’agricoltura. Per di più, bisogna evidenziare che gli scarti del legno vengono usati nell’industria cartiera per produrre carta e cartone. Infine, il vetro viene impiegato nelle vetrerie artigianali o industriali dove si producono sia il vetro stesso che gli oggetti con esso realizzati.

Ditta di smaltimento rifiuti a Napoli per la raccolta dei rifiuti ingombranti

In tema di raccolta differenziata la nostra ditta di smaltimento rifiuti a Napoli si occupa da diversi anni dei servizi di prelievo, trasporto, gestione, riciclo, trasformazione, incenerimento e smaltimento dei rifiuti ingombranti a seconda del caso. Al riguardo, utilizziamo i nostri mezzi di trasporto per lo stoccaggio e lo spostamento dei rifiuti ingombranti fino ad un’isola ecologica (o ecocentro) o ad una discarica autorizzata al loro smaltimento. Inoltre, trattiamo anche la raccolta di spazzatura urbanacome: acciaio, allumino, amianto, batterie, carta, cartone, cartucce, ferro, gomme, legno, oli esausti, pile, plastica, pneumatici, Raee, rifiuti sanitari, scarti di potature, toner, vetro, ecc.

A questo proposito, per contattare la nostra azienda specializzata nei servizi di raccolta, riciclo e smaltimento dei rifiuti differenziati vai alla pagina contatti e richiedi tutte le info sulla raccolta rifiuti Ingombranti a Napoli. Per di più, puoi anche richiedere un preventivo e un sopralluogo in modo gratuito e senza impegno compilando il modulo appositamente dedicato sul sito stesso.

Grazie anche agli incentivi promessi dallo stato per l’acquisto di elettrodomestici ad alta resa energetica, a volte ci si ritrova con la necessità di dover provvedere allo smaltimento dell’elettrodomestico vecchio. Frigoriferi, forni, cappe, lavatrici, tutti elettrodomestici che rientrano a pieno titolo nella categoria conosciuta come Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Come smaltire una lavatrice?

Partendo dal presupposto che è totalmente illegale procedere allo smaltimento della lavatrice in autonomia del proprio elettrodomestico, c’è da domandarsi come lo smaltimento di lavatrici e frigoriferi debba avvenire. L’ampiezza del problema, (basti pensare che nel 2013, ultimo anno in cui si hanno a disposizione i dati, erano oltre 35.000 tonnellate i rifiuti di questa categoria) non fa altro che amplificare una problematica che però ha una soluzione abbastanza banale: quella di rivolgersi a personale specializzato in rottamazione lavatrice. Solamente quest’ultimi infatti possono procedere al ritiro e alla successiva concentrazione presso discariche autorizzate, degli elettrodomestici dismessi, lavatrici comprese.

Come avviene la rottamazione della lavatrice?

La fase di smaltimento inizia con la chiamata del personale specializzato, esso una volta giunto presso il domicilio della committenza provvederà al trasporto del rifiuto da smaltire, trasporto che vedrà il suo fine nella location dell’azienda che si occuperà della vera e propria rottamazione. La lavatrice una volta arrivata alla fine della sua vita operativa, contiene al suo interno dei componenti che possono essere riutilizzati, essi verranno smontati dal Raee e successivamente avviati in linee produttive separate.

Il resto viene invece triturato e inserito in processi di recupero delle materie prime. Da sottolineare come una volta che l’elettrodomestico entra nel circuito di rottamazione le operazioni che avvengono sono tutte “tracciate”. In tale contesto è giusto evidenziare come l’impresa che si occupa del ritiro deve essere non solo iscritta all’Albo Gestori Ambientale, ma deve rilasciare il prescritto formulario rifiuti (FIR) che attesta l’esatta ottemperanza delle norme che regolano lo smaltimento.

Cosa si rischia se non si usano le ditte autorizzate?

Oltre il canale delle ditte autorizzate allo smaltimento c’è quello che porta al negozio che vende l’elettrodomestico nuovo, quest’ultimo è però di difficile attuazione, anche perché le grandi catene (dove di solito si acquista la nuova lavatrice) tendono a evitare il ritiro. Al di fuori di queste due modalità previste dalla legge nessun altra metodologia di smaltimento è consentita. Giova in tale contesto ricordare che “lasciare” la lavatrice sul marciapiede o ancor peggio “buttarla” in un luogo pubblico porta a pesanti sanzioni amministrative, sanzioni che a volte possono contemplare anche una denuncia penale. Anche l’intervento di imprese di ferrovecchio è illegale, e anche in questo caso la committenza rischia pesanti sanzioni, stante che il comportamento è vietato dalle pregnanti norme che regolano la salvaguardia dell’ambiente (in primis il cosiddetto decreto Ronchi)

Chi si occupa dello smaltimento lavatrici a Napoli?

Da molti anni a Napoli è attiva un’impresa che ha fatto del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, anche di lavatrici vetuste, la propria mission imprenditoriale. L’impresa che è conosciuta come Raccoltarifiuti.com, ottempera in maniera puntuale a tutte le prescrizioni di legge, ed è in grado di rilasciare l’attestazione nel momento in cui provvede al ritiro di un Raee. Le maestranze dell’impresa una volta concordato l’orario del ritiro dell’elettrodomestico provvederanno al carico su un mezzo autorizzato, quest’ultimo in possesso di tutte le autorizzazioni previste porterà l’elettrodomestico in una discarica autorizzata. Il contatto con il personale della Raccoltarifiuti.com potrà avvenire in maniera del tutto gratuito, l’impresa mette infatti a disposizione dell’utenza un sito molto esaustivo. Quest’ultimo raggiungibile all’indirizzo internet www.raccoltarifiuti.comcontiene un form, totalmente gratuito, tramite il quale contattare gli operatori dell’azienda.

La città di Napoli vive costantemente sull’orlo dell’emergenza rifiuti, dovuta a numerosi fattori. Attualmente è in corso una crisi particolarmente grave, dovuta all’arresto temporaneo di un termovalorizzatore in cui venivano smaltiti i rifiuti cittadini. L’emergenza riguarda principalmente la raccolta di rifiuti solidi urbani, che si accumulano per le strade.

Emergenza rifiuti a Napoli

La gestione dei rifiuti è uno dei punti più critici di tute le grandi città. Napoli ha sofferto negli ultimi anni di numerose emergenze relative proprio ai rifiuti, dovute a numerose cause. Fra di essere vie erano una cattiva pianificazione, ritardi amministrativi nell’approntare discariche e termovalorizzatori. Ad aggravare ulteriormente la situazione è intervenuta anche la malavita organizzata. Diversi cantieri di inceneritori sono infatti stati bloccati per infiltrazioni della Camorra nelle gare per l’assegnazione degli appalti.

Questi problemi riguardano in genere il prelievo e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e non i rifiuti prodotti dalle aziende, che vengono smaltiti tramite da imprese specializzate e non tramite il servizio offerto dal Comune di Napoli, che invece si occupa dei rifiuti prodotti dai privati cittadini.

In caso di ritardo nel ritiro dei rifiuti questi si accumulano per le strade, fuoriuscendo dai cassonetti pieni. Si crea così anche un’emergenza sanitaria, perchè l’accumulo di rifiuti porta alla comparsa di topi, ratti e insetti e alla proliferazione dei batteri. La Campania ha una media bassissima di raccolta indifferenziata, il che tende ad acuir ancora di più il problema dello smaltimento dei rifiuti.

La gestione dell’immondizia in Campani a e a Napoli

Dal 1994 al 2012 la Campania, e Napoli in particolare, ha sofferto di una lunga crisi della gestione dei rifiuti, che ha portato anche alla alla nomina di un Commissario Straordinario per i rifiuti. L’emergenza è poi gradualmente rientrata, ma la gestione dei rifiuti della città metropolitana di Napoli è sempre rimasta molto critica, tanto che anche quest’anno la situazione è sfuggita di mano. Nel mese di aprile, a causa del blocco di un termovalorizzatore, fermo per manutenzione per alcuni mesi, i rifiuti hanno ricominciato ad accumularsi per le strade della città. La situazione si è poi quasi normalizzata grazie ad alcuni interventi straordinari.

Rimangono comunque tutti i problemi di una gestione dei rifiuti solidi urbani insufficiente alle necessità della città, che in pochi giorni di disservizio rischia sempre di precipitare di nuovo nell’incubo della crisi. Il punto critico dell’intero sistema è, più che la raccolta e il trasporto dell’immensa massa di rifiuti prodotti da una grande città ciome Napoli, lo smaltimento. Discariche, punti di raccolta, inceneritori e termovalorizzatori si sono più volte dimostrati insufficienti alle necessità cittadine. Basti pensare che la chiusura di una linea del termovalorizzatore di Acerra, peraltro già programmata per manutenzione da oltre un anno, è stata sufficiente a mettere in ginocchio la città.

Possibili soluzioni per l’emergenza spazzatura a Napoli

La Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli hanno tentato di bandire gare per il trasporto dei rifiuti fuori regione, ma nessuna azienda si è aggiudicata l’appalto. Una possibile soluzione sarebbe una maggiore sensibilità verso il riciclo dei rifiuti e quindi verso la raccolta differenziata. Questo porterebbe meno rifiuti a discariche ed inceneritori, perchè una frazione più consistente verrebbe avviata al riciclaggio. Napoli e la Campania finora riescono a riciclare solo una frazione abbastanza bassa di rifiuti, fra le minori in tutta Italia. La separazione fra umido e secco e la differenziazione di una maggiore quantità di rifiuti riciclabili potrebbe portare a notevoli benefici per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti urbani, che oggi finiscono in buona parte in discarica o vengono destinati alla combustione per produrre carburante.

In che zone di Napoli interveniamo?

La nostra azienda opera come smaltimento rifiuti nei quartieri di:

  • Acerra
  • Afragola
  • Agerola
  • Anacapri
  • Arzano
  • Bacoli
  • Barano d’Ischia
  • Boscoreale
  • Boscotrecase
  • Brusciano
  • Caivano
  • Calvizzano
  • Camposano
  • Capri
  • Carbonara di Nola
  • Cardito
  • Casalnuovo di Napoli
  • Casamarciano
  • Casamicciola Terme
  • Casandrino
  • Casavatore
  • Casola di Napoli
  • Casoria
  • Castellammare di Stabia
  • Castello di Cisterna
  • Cercola
  • Cicciano
  • Cimitile
  • Comiziano
  • Crispano
  • Ercolano
  • Forio
  • Frattamaggiore
  • Frattaminore
  • Giugliano in Campania
  • Gragnano
  • Grumo Nevano
  • Ischia
  • Lacco Ameno
  • Lettere
  • Liveri
  • Marano di Napoli
  • Mariglianella
  • Marigliano
  • Massa Lubrense
  • Massa di Somma
  • Melito di Napoli
  • Meta
  • Monte di Procida
  • Mugnano di Napoli
  • Napoli
  • Nola
  • Ottaviano
  • Palma Campania
  • Piano di Sorrento
  • Pimonte
  • Poggiomarino
  • Pollena Trocchia
  • Pomigliano d’Arco
  • Pompei
  • Portici
  • Pozzuoli
  • Procida
  • Qualiano
  • Quarto
  • Roccarainola
  • San Gennaro Vesuviano
  • San Giorgio a Cremano
  • San Giuseppe Vesuviano
  • San Paolo Bel Sito
  • San Sebastiano al Vesuvio
  • San Vitaliano
  • Sant’Agnello
  • Sant’Anastasia
  • Sant’Antimo
  • Sant’Antonio Abate
  • Castellammare di Stabia
  • Santa Maria la Carità
  • Saviano
  • Scisciano
  • Serrara Fontana
  • Somma Vesuviana
  • Sorrento
  • Striano
  • Terzigno
  • Torre Annunziata
  • Torre del Greco
  • Trecase
  • Tufino
  • Vico Equense
  • Villaricca
  • Visciano
  • Volla

Non sono rari gli oggetti quotidiani che alla fine della loro vita operativa pongono il problema, spesso difficilmente risolvibile, del loro smaltimento. Essi spesso non sono articoli provenienti da lavori particolari, come ad esempio quelli di ristrutturazione, ma non per questo possono introdotti nel normale circuito dello smaltimento cittadino. I materassi sono l’esempio perfetto di quanto detto.

Materassi usati: rifiuti ingombranti

I materassi dismessi vengono classificati dalla legislazione italiana come oggetti ingombranti destinati a rifiuto. Questa settorizzazione vieta l’introduzione del manufatto una volta dismesso nel circuito dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e impone uno smaltimento separato da avviare nelle discariche autorizzate.

Le norme abbastanza pregnanti del codice ambientale (conosciuto come decreto Ronchi, integrato dal decreto legislativo nr.152/06) considerano i materassi alla stregua di divani, poltrone, mobili ecc, e contemplano in caso di abbandono delle sanzioni amministrative anche abbastanza pesanti. La sanzione amministrativa verrà elevata in caso di abbandoni singoli, discorso a parte quando la dismissione interessa una grossa quantità di materassi, in questo caso in caso di abbandono si rischia una denuncia penale con la pesante fattispecie di reato di creazione di discarica non autorizzata.

Chi si occupa dello smaltimento di un materasso usato a Napoli?

La legge ha previsto un canale preferenziale per lo smaltimento degli oggetti ingombranti, in questo caso in carico alla committenza rimane l’obbligo di contattare gli addetti comunali, che dovrebbero predisporre il ritiro dei manufatti. Per onor di verità bisogna dire che tale canale scelto dal legislatore non riesce a sopportare le richieste dell’utenza, cosa questa che impone la ricerca di un canale alternativo. In caso poi di dismissioni di grosse quantità o quando questo è accompagnato dalla presenza di altri materiali da smaltire la scelta sembra obbligata, ed è quella di rivolgersi ad un’impresa specializzata.

Gli addetti di quest’ultimi provvederanno al ritiro, al trasporto, alla cernita dei materiali e al successivo conferimento presso le discariche autorizzate in tutta la provincia di Napoli. Al termine di tutta la procedura l’azienda rilascerà il prescritto formulario rifiuti, debitamente compilato. Da sottolineare che solamente la presenza della ricevuta che attesta il conferimento solleverà la committenza da obblighi penali. Importante in tale contesto sottolineare come l’azienda che si occupa dello smaltimento deve necessariamente essere iscritta ad un albo speciale, registro questo nella quale sono iscritti tutte le imprese che si occupano di smaltimento. Tale documento consultabile anche online è l’albo gestori rifiuti ambientali, solo le ditte che sono iscritte possono rilasciare il formulario previsto dalla legislazione vigente nel caso di trasporto di rifiuti, siano essi pericolosi o non pericolosi.

Come avviene il ritiro materassi usati?

Da molti anni nella capitale del Bel Paese è presente un’azienda che ha fatto della gestione dei rifiuti la sua mission imprenditoriale. Tale azienda è la Discarica.it. L’impresa grazie alla dirigenza capace, alla flessibilità d’intervento e alla professionalità delle maestranze, è in grado di gestire qualsiasi tipologia di rifiuto.

Il personale della Discarica.it interverranno nel rispetto delle tempistiche concordate in fase di ordinativo, e provvederanno alla cernita del materiale da concentrare in discarica, successivamente tale materiale verrà trasportato, grazie all’utilizzo di automezzi autorizzati, presso le discariche presenti all’interno della città dell’urbe. Qui i prodotti verranno classificati in caso alla tipologia e alcuni saranno avviati presso le imprese che si occupano di riciclo.

La dirigenza della discarica.it non avrà problemi ad effettuare un sopralluogo gratuito, al termine di quest’ultimo sarà redatto un esaustivo preventivo di spesa, da questo è possibile confrontare la grande convenienza economica proposta anche rispetto ai competitor della zona. L’eventuale sopralluogo potrà essere richiesto sfruttando il form, del tutto gratuito presente sul sito dell’impresa, quest’ultimo è raggiungibile all’indirizzo internet www.discarica.it.

Il riciclo della plastica a pagamento è un’attività estremamente importante perché consente di recuperare un materiale impiegato in modo massiccio nel nostro vivere quotidiano evitando che si disperda nell’ambiente. Le aziende producono una cospicua quantità di rifiuti in plastica; ne deriva che, per gestirli correttamente, devono avvalersi del supporto di ditte specializzate in smaltimento che operino nel rispetto della normativa e forniscano, al termine del lavoro, il certificato di avvenuto smaltimento della plastica per procedere con il riciclaggio.

Perché è importante riciclare la plastica?

riciclo bottiglie plasticaIl termine materie plastiche comprende un lungo elenco di materiali diversi prodotti comunemente a partire dal petrolio e usati in una vasta gamma di applicazioni (a seconda della lunghezza media delle catene polimeriche), ma accomunati da alcune caratteristiche quali leggerezza, duttilità, economicità e riproducibilità in serie. In Italia consumiamo annualmente 7 milioni di tonnellate di plastica, principalmente imballaggi, che costituiscono più del 50% della plastica contenuta nei rifiuti.

Numeri impressionanti se si considera l’impatto ambientale di questo materiale non biodegradabile il cui processo di smaltimento è decisamente lento: basti pensare che una bottiglia di plastica impiega indicativamente dai 100 ai 1000 anni per decomporsi. Senza contare che l’80% dei rifiuti che inquinano i nostri mari derivano dalla plastica delle bottiglie e dei sacchetti.

Pur essendo formate da elementi biodegradabili quali carbonio, idrogeno e ossigeno, le macromolecole che si formano dalla loro unione (polimeri) sono troppo complesse per essere decomposte in natura. Inoltre, se incenerite, le materie plastiche generano sostanze altamente tossiche, come la diossina.

Come risolvere il problema dello smaltimento della plastica?

La soluzione più efficace al problema, insieme ad un uso più razionale del materiale, è il riciclaggio, grazie al quale in Italia si risparmiano ogni anno circa 22 milioni di m³ di rifiuti di plastica, in linea con le migliori prestazioni europee. Con la plastica riciclata si ottengono prodotti con prestazioni uguali o molti simili a quelle dei prodotti ottenuti con il materiale vergine: imballaggi ed edilizia, che da soli costituiscono il 50% del totale, igiene (sacchi), arredo urbano, casalinghi, fibre tessili, articoli elettronici ed automobilistici.

Chi immette imballaggi sul mercato deve preoccuparsi di gestire tutta la filiera dalla raccolta all’avvio al recupero/riciclaggio per perseguire gli obiettivi previsti dalla legislazione europea. Il riciclo della plastica include le fasi di raccolta, stoccaggio, separazione, purificazione, suddivisione per tipologia di polimero e ottenimento di nuovi prodotti tramite:

  • riciclo meccanico, il più economico, con il quale i rifiuti vengono ridotti in frammenti e successivamente lavati, asciugati e impiegati tali e quali o miscelati con il materiale vergine;
  • riciclo chimico, che consente di scomporre i polimeri in prodotti chimici ben definiti, ad esempio monomeri, da utilizzare per produrre nuove catene polimeriche o combustibili.

Quali materie plastiche sono riciclabili?

Il tipo di plasica più diffuso è il polietilene (PE) usato per la fabbricazione di sacchetti di plastica, sacchi per la spazzatura, bottiglie per il latte, tappi, e così via. Non tutti i tipi di plastica però sono riciclabili: secondo la classificazione delle materie plastiche dettata dalla direttiva europea 94/62/CE, le tipologie da conferire nell’indifferenziata sono 7:

01 PET (Polietilene tereftalato): bottiglie, sacchi dell’immondizia, flaconi dello shampoo;
02 HDPE (Polietilene ad alta densità): flaconi per shampoo e detergenti;
03 PVC (Cloruro di polivinile): vaschette per uova e frutta, tubazioni e piastrelle;
04 LDPE (Polietilene a bassa densità): sacchetti per cibi surgelati, pellicola per alimenti;
05 PP (Polipropilene): oggetti d’arredamento, buste della pasta, confezioni per gelato e yogurt;
06 PS (Polistirene): bicchieri, posate, piatti, imballaggi protettivi per elettrodomestici. Viene riciclato per produrre pannelli isolanti e giocattoli.
07 O (Other): tutte le altre plastiche.

Nel circuito domestico si ricicla soprattutto PET (bottiglie di bevande), HDPE (flaconi di detersivi), LDPE (film plastico che avvolge gli alimenti) e PP (imballaggi misti).
Nel circuito del commercio e dell’industria, vengono raccolti e riciclati principalmente imballaggi flessibili in PE utilizzati per avvolgere il pallet durante il trasporto.

Richiedi subito un preventivo per lo smaltimento della tua plastica

Al giorno d’oggi gestire l’imballo da recupero come pallet, pedane e bancali in legno è divenuta una necessità ecologica per la salvaguardia dell’ambiente. Infatti, queste tipologie di rifiuti rappresentano i 2/3 degli imballi di legno immessi al consumo. Dunque, riciclare i rifiuti legnosi consente di ridurre gli sprechi economici, energetici e ambientali.

Nello specifico, i pallet sono strumenti logistici che si presentano come piattaforme orizzontali su cui vengono impilate varie tipologie di materiali e di merci imballate per poterle movimentare e immagazzinare con i carrelli elevatori. Le pedane sono degli elementi rialzati che sospendono e isolano dal pavimento e i bancali sono strutture portanti, entrambi impiegati per differenti tipi di oggetti.

E’ importante sapere che i pallet, le pedane e i bancali fatti in legno, materiale organico ed ecologico rinnovabile e biodegradabile al 100%, al termine del loro ciclo produttivo, possono venire riciclati come truciolare per creare pannelli e semilavorati nell’industria del mobile, per i rivestimenti di ambienti interni ed esterni in edilizia e come biomassa nell’industria energetica.

Ma dove portare gli imballaggi in legno per il loro riciclo? Ebbene, gli imballaggi legnosi devono essere consegnati alle piattaforme di raccolta legno convenzionate per essere, poi, trasportati alle industrie di riciclo che si occuperanno di pressare, triturare e riciclare il legno.

Perché riciclare gli imballaggi legnosi come pallet, pedane e bancali?

Gli imballaggi in legno diffusi su larga scala che, normalmente, vengono utilizzati per lo stoccaggio delle merci sono ideali per il riciclo ottenibile con la raccolta differenziata. Per esempio, i pallet di legno, imballaggi legnosi standardizzati, possono venire trasformati in scaffali, in pannelli decorativi per muri e in armadi.

Al riguardo, attualmente più del 50% dei pallet in legno vengono riciclati per diventare dei nuovi mobili ed essere venduti dall’industria dell’arredamento. Inoltre, i materiali recuperati da pallet, pedane e bancali in legno vengono impiegati come blocchi mescolati al cemento nella bioedilizia per costruire edifici oppure trasformati in compost per le piante o in combustibile per produrre elettricità ed energia termica.

In particolare, per raccogliere, recuperare e riciclare gli imballaggi di legno è bene conoscere il consorzio nazionale Rilegno operante all’interno del Conai, il consorzio nazionale degli imballaggi.

Come avviene il recupero dei bancali, pallet e pedane in legno?

Per salvare il legno lo si deve sottoporre a trattamenti termici o di fumigazione. In particolare, la sigla HT, specifica il trattamento con calore, mentre, la sigla MB, sottolinea l’utilizzo di bromuro di metile. Inoltre, per essere recuperati, i rifiuti come i pallet, le pedane e i bancali in legno devono venire puliti dalla sporcizia e ridotti in scaglie presso gli impianti di riciclo.

Ma, prima di tutto, è necessario verificare che essi non siano stati impiegati per il trasporto di sostanze chimiche tossiche e che non presentino germi pericolosi per la salute. Fra l’altro, per non diffondere gas inquinanti nell’aria è opportuno smaltire queste tipologie di rifiuti evitando di bruciarli e, soprattutto, di abbandonarli in discarica, in quanto, il legno, decomponendosi, rilascia nell’atmosfera gas metano e anidride carbonica imputati nell’effetto serra, cioè l’eccessivo e anomalo riscaldamento del pianeta.

Se vivi a Napoli chi contattare per il riciclo di pallet, pedane e bancali in legno?

Sul nostro sito puoi trovare i professionisti per la raccolta del legno per privati e aziende campane, soprattutto, della provincia di Napoli, nonché i contatti e le informazioni per la gestione di attrezzature d’appoggio come pallet, pedane e bancali in legno, rovinate o semplicemente inutilizzate.

Inoltre, sul sito Internet troverai i dettagli riguardanti altri servizi di smaltimento e riciclo, per esempio, della carta, del cartone, delle pile, delle batterie e dei pneumatici, e i relativi codici CER. Al riguardo, il codice CER per i rifiuti legnosi come pallet, pedani e bancali è 17 02 01.

Fra gli altri vantaggi, su raccoltarifiuti.com hai anche la possibilità di richiedere dei sopralluoghi e dei preventivi gratuiti e di accordarti per il ritiro del legno per avviarlo al recupero. A tal proposito, per smaltire o riciclare pallet, pedane e bancali in legno è importante affidarsi ad una ditta di smaltimento con comprovata esperienza e professionalità come la nostra.

In cosa consiste la scarificazione asfalto?

L’asfalto, come tutti gli altri componenti edili, ha una vita limitata e va sostituito quando è danneggiato. Per staccare il manto stradale e rimuovere l’asfalto vecchio al fine di mettere quello nuovo è opportuna un’operazione di scarificazione. Questa consiste nell’incisione del manto asfaltato per una successiva rottura e rimozione a placche. La scarificazione si accompagna all’operazione di fresatura, cioè di separazione del manto di asfalto dal solco della strada.

Con l’aiuto della fresa, un macchinario in grado di scalzare l’asfalto, si staccano i pezzi come se fossero quelli di un intonaco. Una volta scarificato, infatti, l’asfalto può essere caricato per il trasporto e per lo smaltimento.

Quando il manto stradale viene rifatto, di solito si coglie l’occasione per controllare lo stato di salute della strada in generale, soprattutto delle eventuali tubature che ci passano sotto. Ecco perché la scarificazione dell’asfalto e la sua rimozione devono essere operazioni comunque svolte con delicatezza e competenza, al fine di non danneggiare quello che c’è sotto.

Qual’è il codice CER dell’asfalto?

L’asfalto rimosso dalla strada viene fatto in pezzi per essere posizionato su degli appositi convogli e portato nelle aree di smaltimento. Come rifiuto edile, l’asfalto stradale è dotato del codice 17 03 02. Lo smaltimento è quindi realizzato ad opera delle discariche ma il residuato viene considerato non pericoloso, quindi trasportabile senza particolari procedure e precauzioni sanitarie.

Bisogna aggiungere che lo smaltimento in discarica del fresato d’asfalto è affiancato da un’altra possibilità: quella del riciclo. In Italia si stima che venga riciclato solo il 20-25% dell’asfalto potenzialmente riutilizzabile. Alcune aziende, infatti, usano all’interno del loro ciclo produttivo i composti bituminosi (realizzati, cioè, con una base di pece o bitume). Il conglomerato inorganico noto con il nome di fresato d’asfalto può essere quindi utile per alcune lavorazioni. Le aziende che vogliono usare questi composti all’interno della propria produzione devono comunque essere autorizzate da permessi speciali: non è possibile riciclare l’asfalto edile in modo autonomo e privo di controllo.

Perché il fresato d’asfalto è considerato un rifiuto speciale?

Essendo un residuato edile, l’asfalto stradale è considerato un rifiuto speciale. Il suo codice di riferimento già menzionato è il primo riconoscimento di questo suo status. Quando si effettua la scarificazione dell’asfalto, prima ancora del trasporto e dello smaltimento in discarica, è bene apporre il codice giusto al rifiuto. Nelle aree di smaltimento, infatti, i rifiuti hanno bisogno di essere catalogati con ordine.

Il fresato d’asfalto è considerato un rifiuto speciale per via delle sue componenti inorganiche bituminose che non permettono di inserirlo nel ciclo classico di smaltimento di rifiuti. Il bitume, infatti, ne impedisce sia la degradazione naturale che l’assorbimento nel ciclo dei rifiuti non riciclabili di natura domestica o industriale.
Tuttavia, il fresato d’asfalto è nella categoria di rifiuti speciali non pericolosi. È quindi possibile maneggiarlo, conservarlo, trasportarlo e smaltirlo senza rischi per la salute.

Quali sono le leggi che regolamentano lo smaltimento dell’asfalto stradale

Lo smaltimento in discarica dell’asfalto stradale segue delle norme precise. In particolare, si fa riferimento al Dm 5/02/1998 sullo smaltimento generale dei rifiuti. Nel paragrafo introduttivo del decreto si indica che tutti i rifiuti devono essere smaltiti in modo da non arrecare danno all’uomo e all’ambiente che li circonda. L’asfalto è diviso in conglomerati vetrosi (ottenuti a base di carbone) e conglomerati bituminosi come il comune asfalto edile. Nel decreto sono anche specificati i valori limite per le emissioni di sostanze inquinanti nella produzione e nello smaltimento dell’asfalto: essi corrispondono al valore limite della norma nazionale diminuito del 10%.

Perché rivolgersi ai professionisti della raccolta rifiuti?

La raccolta e lo smaltimento di rifiuti come l’asfalto prevede che siano dei professionisti del settore ad occuparsene. Ecco perché un’azienda come www.raccoltarifiuti.com tiene particolarmente al rapporto con il cliente. Si può contattare l’azienda per telefono, per mail oppure visitando il sito internet. Tramite questi canali è possibile richiedere maggiori informazioni e preventivi per conoscere i prezzi dello smaltimento di asfalto e di altri rifiuti.

Cos’è il toner e come classificare i toner esausti in rifiuto speciale?

Eco box per Toner esausti
Eco box per Toner esausti

Il toner è il contenitore di inchiostro delle grandi macchine da stampa, come le comuni fotocopiatrici che ci sono in quasi ogni ufficio.

I toner a fine vita devono essere raccolti in delle ecobox, dei contenitori appositi che si trovano presso i luoghi di stampa e vengono svuotati regolarmente dalle ditte che si occupano di smaltimento.

Per sapere come smaltire i toner e la polvere di toner bisogno sapere in che classificazione di rifiuto vengono inseriti.

Esiste un codice, denominato codice CER, che i produttori di toner hanno l’obbligo di apporre sul prodotto, proprio al fine di consentirne il corretto smaltimento.

CER Toner

I due codici che occorre saper riconoscere sono

  • 08 03 17
  • 08 03 18

I primi sono quelli pericolosi, i secondi invece non sono ritenuti tali. Le due tipologie di toner e cartucce prevedono una diversa modalità di smaltimento, più semplice nel primo caso e più complessa invece nel secondo.

Ritiro toner con codici CER 08 03 17

Una volta chiarito il fatto che i toner e le cartucce codici CER 08 03 17 sono i più complicati da smaltire, partiamo innanzitutto dal presupposto che le aziende e in generale le attività che fanno uso di questo tipo di prodotti devono richiedere preventivamente presso la Camera di Commercio del territorio di riferimento un apposito registro.

Sullo stesso verranno segnati il carico e lo scarico, così da tenere sotto controllo l’esatto numero di prodotti che vengono smaltiti. I dati segnati sul registro devono poi essere conservati obbligatoriamente per almeno 5 anni, così da poter rispondere ad eventuali controlli che possono sempre essere effettuati.

Insieme al Registro si dovrà tenere conservato anche il MUD, cioè il modello unico di dichiarazione ambientale, anch’esso finalizzato a riepilogare i prodotti che sono stati smaltiti e destinato ad essere trasmesso una volta all’anno direttamente alla Camera di Commercio.

Dopo aver provveduto anche all’iscrizione al SISTRI, occorre dotarsi di un sistema di raccolta, un luogo dedicato all’interno dell’azienda, con accesso riservato ai soli addetti ai lavori. Una volta definito tutto questo, si può procedere con il contattare la ditta specializzata che si occuperà dello smaltimento dei rifiuti e che prenderà in carico anche la gestione di tutte quelle pratiche burocratiche che sono richieste per toner e cartucce.

In particolare, spetta al personale addetto della ditta la compilazione di un apposito documento che viene redatto in molteplici copie nel momento in cui si provvede al ritiro dei prodotti considerati pericolosi. Tale documento prende il nome di PIR, acronimo che sta per Formulario Identificativo del Rifiuto.

Richiedici un preventivo per lo smaltimento dei tuoi toner

Il ferro, i materiali ferrosi e le leghe metalliche sono elementi che si possono facilmente recuperare e riciclare, utilizzando i rifiuti come fonte di nuova materia prima. Il ferro è un materiale estremamente prezioso in quanto molto utilizzato, e una buona parte dei prodotti in uso sono ottenuti da materia riciclata, tanto che il 40% dell’acciaio (una lega metallica con oltre il 98% di ferro) prodotto nel mondo è a base di ferro riciclato. Provvedere al corretto smaltimento dei rifiuti ferrosi è importante per rispettare l’ambiente, non sprecare preziosa materia prima, per rispettare la legge e non rischiare di incorrere in sanzioni amministrative anche salate.

I rifiuti come una risorsa: il valore ferro vecchio

I rifiuti, se correttamente separati e riciclati, possono essere un’importante risorsa economica. Dalla carta straccia si può ottenere nuova carta riciclata risparmiando energia, acqua e cellulosa, i contenitori usati in vetro possono essere fusi per recuperare la materia prima e lo stesso vale per i metalli.

La legge e i regolamenti di moltissimi Comuni italiani prevedono il riciclaggio di una gran parte di tipologia di rifiuti perché questi ultimi, invece che danneggiare l’ambiente, possono diventare una risorsa e una fonte di materie prime.

Diverso invece il discorso per i rifiuti speciali, che sono altamente inquinanti e quindi vanno separati e smaltiti con speciali procedimenti perché non danneggino la natura e le persone liberando sostanze nocive e velenose. Il ferro è un materiale facilmente recuperabile e riutilizzabile. Chi possiede del ferro vecchio da recuperare in notevole quantità può rivenderlo guadagnando qualche soldo e facendo un favore all’ambiente. La quotazione del ferro oscilla in continuazione in base a moltissimi fattori, un po’ come quella dei metalli preziosi.

Smaltimento del ferro e dei metalli ferrosi

Il prezzo ferro vecchio può variare in base all’attuale quotazione del ferro al kg, in base alla purezza del materiale contenuto nei rifiuti ferrosi da riciclare e in base agli accordi commerciali con chi lo acquista. Il costo del ferro al kg può quindi essere molto variabile a seconda soprattutto della tipologia di prodotto che si intende riciclare. Chi del ferro vecchio da recuperare può rivolgersi ad un’azienda specializzata che provvederà a ritirarlo e rilasciare un certificato che attesti il regolare smaltimento del metallo.

Abbandonare rifiuti ferrosi o rivolgersi ad una discarica abusiva è invece un reato molto grave, punito dai Comuni con multe spesso molto salate. Il controllo amministrativo dei rifiuti, sebbene regolato da leggi statali, è demandato agli Enti Locali e in particolare ai Comuni. Raccoltarifiuti.com offre un servizio di raccolta a domicilio nella zona di Napoli, trasporto e smaltimento di una grande tipologia di rifiuti fra cui materiali riciclabili, ferro compreso, e rifiuti speciali. Attraverso il sito web dell’azienda è possibile contattare i responsabili che provvederanno a stendere un preventivo personalizzato, completamente gratuito e senza impegno

Riciclare e vendere il ferro vecchio

La scelta di riciclare il ferro vecchio è una decisione etica ed ecologica. Il materiale viene prelevato direttamente a domicilio negli orari stabiliti con i responsabili di Raccoltarifiuti.com, che provvederanno al trasporto e allo smaltimento dei componenti non riciclati, recuperando invece il metallo per riutilizzarlo. La separazione quando il ferro e i metalli riciclabili sono mischiati con rifiuti di altro genere, avviene magneticamente.

Il ferro recuperato viene quindi lavorato ed utilizzato per produrre un’ampia gamma di articoli. Il ferro ottenuto da materiale riciclato e da ferro vecchio da recuperare è in tutto identico alla materia prima ed è quindi una risorsa preziosa. Il ferro ottenuto dal riciclo può essere utilizzato in varie forme fra cui le leghe come acciaio e ghisa, entrambe costituite da ferro e da una percentuale variabile di carbonio.

Il recupero dei materiali ferrosi, così come in generale il riciclo dei rifiuti, permette di diminuire l’impatto ambientale dei rifiuti riducendone la quantità che viene avviata allo smaltimento indifferenziato. Raccoltarifiuti.com opera a Napoli ed è contattabile direttamente dal sito web per lo smaltimento ferro e il trattamento di rifiuti, materiali riciclabili e rifiuti speciali.

La carta catramata e la carta siliconata siliconata rappresentano la soluzione ideale a diverse esigenze nell’ambito dell’edilizia e del fai da te. Ma come e quando vengono utilizzate e cosa fare se occorre smaltirle a Napoli?

Carta Catramata: cos’è?

Si tratta di un materiale che trova ampio utilizzo in ambito edilizio ed è particolarmente adatto all’impermeabilizzazione di superfici. Venduta in rotoli di carta, viene spesso applicata per creare una guaina impermeabilizzante su terrazzi e tetti.

La sua applicazione non è però alla portata di tutti perché richiede attrezzature adatte ed anche esperienza e manualità nella posa. La carta è tipicamente disponibile in vari spessori. Insieme ad essa occorre disporre di un cannello a gas e del primer cioè un liquido bituminoso necessario a fissare la guaina.

Anche la rimozione della carta catramata richiede cura e attenzione. Un primo metodo fai da te consiste nell’uso di una miscela costituita da acqua e aceto. Dopo aver bagnato la carta si potrà procedere alla sua rimozione dopo qualche ora.

In alcuni casi però è necessario applicare sostanze più efficaci come l’acqua raggia o solventi per sverniciare.

Carta siliconata

Si tratta di un materiale usato a diversi scopi per le sue caratteristiche. Questa carta si presenta flessibile e soprattutto antiaderente. Per questa ragione viene utilizzata quando è necessario operare su materiali e superfici con poteri altamente adesivi.

La carta viene frapposta tra l’elemento adesivo ed eventuali strumenti da lavoro per agire con facilità. La carta può essere siliconata solo da un lato o bisociliconata.

Esempi pratici del suo uso sono forniti dalla rifoderatura di alcuni dipinti e in generale da interventi in cui occorre usare il ferro da stiro per poter consentire l’adesione tra due superfici. L’uso della carta permette al ferro di scivolare senza attaccarsi e senza provocare danni.

La carta siliconata viene venduta in molti modi diversi e trova ampie applicazioni perfino in cucina. La carta da forno può infatti essere considerata un tipo di carta siliconata.

L’importanza di un corretto smaltimento di carta catramata e carta siliconata

Smaltire correttamente i rifiuti e operare il riciclo dei materiali ogni volta che è possibile è un’importante gesto di civiltà. Se ad esempio si pensa alla carta si comprende che lo smaltimento consente il riciclo che a sua volta permette di ridurre l’abbattimento degli alberi e di risparmiare sull’energia necessaria alla produzione di nuova carta.

Questo vale per materiali ordinari e soprattutto per quelle sostanze trattate con agenti chimici che devono essere smaltite con procedure dedicate. Il tema della sostenibilità ambientale non è più rinviabile e questo dovrebbe essere un motivo valido e sufficiente per provvedere alla raccolta differenziata dei rifiuti di ogni genere. A questa importante motivazione va aggiunto anche il bisogno di smaltire correttamente i rifiuti perchéimposto dalla legge.

Privati che eccezionalmente devono rimuovere rifiuti speciali o aziende e uffici che abitualmente producono specifici rifiuti devono occuparsi del corretto smaltimento. Alla luce di quanto detto sulla carta catramata e per il modo in cui è trattata e rimossa è chiaro che non può essere mischiata ai comuni rifiuti e che un discorso analogo vale per la carta siliconata, quando usata in grandi quantità.

Per maggiori info sul nostro servizio di smaltimento della carta leggi l’articolo di approfondimento: smaltimento carta

Lo smaltimento di questi materiali a Napoli è particolarmente semplice grazie ai servizi offerti da Raccolta Rifiuti. L’azienda è specializzata nello smaltimento dei rifiuti e opera nel pieno rispetto delle regole imposte dalla legge e dell’etica professionale.

Raccolta Rifiuti si rivolge ai privati cittadini, che eccezionalmente devono rimuovere rifiuti speciali e ad aziende che devono abitualmente trattare specifici materiali. La ditta può occuparsi del ritiro dei rifiuti e concordare una periodicità abituale con cui procedere alla raccolta.

Per chi necessita di consulenza sul modo migliore per organizzare la raccolta la ditta è sempre pronta ad offrire le sue competenze in materia e a far sì che tutto sia pensato per ottimizzare i tempi e i costi della raccolta. Dove richiesto, la società provvederà a predisporre e compilare correttamente tutti i documenti previsti dal caso.

Stai cercando il servizio di smaltimento fanghi nella città di Napoli? I fanghi sono delle sostanze solide che vengono eliminate nel processo di depurazione delle acque reflue urbane ed extraurbane.

La pulizia avviene in trattamenti depurativi necessari per evitare contaminazioni chimico fisiche sia all’ambiente che ai suoi abitanti.

Le acque contenenti fanghi possono, oltre che inquinare le acque dei mari e dei fiumi, trasportare micro-organismi patogeni come la Salmonella e lo Streptococco.

Se vi occorre lo smaltimento di fanghi e materiale di risulta in una delle zone di Napoli e provincia contattateci subito per un preventivo gratuito e senza impegno.

Siamo a vostra disposizione per qualunque dubbio o chiarimento.

 

Avete bisogno di smaltire la plastica a Napoli? Il codice CER, nella specifico, della plastica da auto è il seguente  16 01 19.

Smaltimento Plastica: procedimento e normativa

La plastica è costituita da macromolecole che vengono chiamate polimeri. Queste molecole sono create da catene di molecole più piccole che invece sono monomeri e di conseguenza, riuscire a smaltire questo materiale facilmente tutt’altro che un processo rapido.

Si tratta di un rifiuto che è altamente inquinante ed è per questo però che sarà necessario, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, fare tutto in modo corretto e rispettare la filiera garantita dalla legge.

Ci sono diversi tipi di plastica che sono diverse tra loro sia per quanto riguarda l’uso che ne viene fatto che per l’aspetto esteriore. La plastica in ogni caso resta un tipo di materiale che può essere riciclato ed è per questo che nel trattamento dei rifiuti bisogna fare in modo che, nel rispetto della normativa venga tutto organizzato per un corretto riciclo e smaltimento.

Effettuare il servizio di smaltimento della plastica sulla città di Napoli è fondamentale anche perché è obbligatorio per legge. Coloro che devo necessariamente accettare l’avvenuto smaltimento della plastica dovranno riferirsi a degli esperti del settore e quindi di conseguenza, a coloro che hanno iscrizione presso l’albo di riferimento.

Questa azienda dovrà necessariamente fornire alla fine del lavoro effettuato anche il certificato che attesta l’avvenuta consegna per dare il via alla fase di riciclaggio. In alcune città è possibile ottenere anche gli sgravi fiscali rispettivamente a questa procedura.

Perché è necessario riciclare la plastica?

In base al codice ambientale ed a quella che è anche la normativa europea, smaltire la plastica è fondamentale per salvaguardare l’ambiente. Questo prodotto infatti ha una lenta degradabilità e quindi nell’ambiente, abbandonandola a sè stessa la plastica se potrebbe finire per impiegare almeno 100 anni fino ad un massimo di 1000 anni e solo per distruggere una singola bottiglia di plastica.

Invece questo materiale riciclato permetterà di evitare fonti di inquinamento ed in più garantirà anche un riciclo fondamentale che vi aiuterà per quello di cui avete bisogno garantendo in alcuni casi anche degli agevolazioni tipo fiscale.

A Napoli ci sono molte ditte come la nostra che si occupano di questo settore e vi permetteranno di ottenere tutti certificati, con un adeguato preventivo di spesa per dare il via a questa attività che è fondamentale, sia per il pianeta ma anche da un punto di vista della normativa vigente.

Il riciclaggio della plastica o di tutti i suoi prodotti derivati, risulterà quanto complesso ma potrebbe dar vita a nuovi prodotti utili e applicabili in vari settori.

Avete bisogno di smaltire gli scarti di verde e l’umido? Se avete la necessità di intraprendere questa strada dovete affidarvi a degli esperti del settore per lo smaltimento: dovete fare molta attenzione a quelli che sono i costi e soprattutto trovare coloro che sono in grado di garantire il rispetto della normativa vigente in materia.

Infatti, esistono numerosi tipi di aziende che si occupano dello smaltimento della frazione verde e dell’umido.

In base alla normativa già citata del 1997, in base a quelle che sono le direttive europee sui rifiuti, bisogna fare in modo che lo smaltimento del verde e dell’umido venga effettuato in piena tutela dell’ambiente ed inoltre, bisognerà anche stare attenti al fatto che gli scatti di verde e l’umido siano di fatto da tenere sotto osservazione.

Se avete intenzione di scegliere una ditta del settore a Napoli, allora dovete informarvi se effettivamente si tratta di una società che sarà poi in grado di garantirvi l’emissione di un certificato che attesti l’avvenuto smaltimento in maniera corretta.

Quando si effettua lo smaltimento del verde e dell’umido vuol dire che si ha la necessità di dover anche verificare e permettere agli organi inquirenti di controllare se tutto è venuto secondo la procedura stabilite dalla norma.

La nostra azienda di Raccolta Rifiuti è regolarmente iscritta all’Albo dei Gestori Ambientali.

Come si procede per lo smaltimento dell’umido e del verde

I rifiuti come il fogliame e le ramaglie devono essere necessariamente spartiti presso discariche autorizzate che potrebbero anche produrre energia dagli scarti di questi tipi di materiale.

Invece per quanto concerne l’umido, anche in questo caso si potrebbe lavorare in modo tale da riuscire a smaltire il tutto riuscendo ad ottenere un composto che potrebbe servire nel giardinaggio e per vari tipi di attività.

Si tratta sempre in un tipo di rifiuto molto particolare che vale la pena prendere in esame e soprattutto capire bene a quale categoria appartiene prima di muoversi in qualunque senso.

Il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani verdi e umidi a Napoli, viene effettuato da vari esperti del settore. Soltanto chi è accreditato vi potrà fare ottenere un certificato dell’avvenuto smaltimento.

Smaltimento del vetro? Ecco come fare per smaltire il vetro in maniera adeguata.

Smaltire il vetro: normativa

Per quanto riguarda il vetro proveniente da autoveicoli parliamo del codice CER 16 01 20.

Secondo quelli che sono i dettami della normativa vigente, il vetro deve essere smaltito con tutto ciò che gli compete in modo tale da poter essere anche riciclato.

Il vetro infatti, è un materiale che può essere definito pulito, in quanto non ha delle sostanze inquinanti e perciò può essere riciclato svariate volte.

Tra i rifiuti di vetro riciclabili ci sono i vetri rotti, i vasetti in vetro, le bottiglie di vetro tutto quello che è composto da questo particolare materiale. C’è però del vetro non riciclabile che non bisogna mischiare insieme a quello riciclabile, si tratta di specchi, ceramiche, cristalli e non solo.

Il vetro non brucia in un impianto di termovalorizzazione e quindi non servirà per creare energia ed in più, se viene lasciato in un ambiente abbandonato potrebbe anche essere necessario aspettare 1000 anni per vederne lo smaltimento. È per questo che il modo migliore per smaltire il vetro è provvedere al suo riciclaggio.

Riciclare il vetro vi permetterà di risparmiare energia ed inoltre vi darà anche la possibilità di poter utilizzare le cose riciclate risparmiando quindi, su altre materie prime. Il riciclaggio del vetro è un processo che deve essere analizzato in tutti i suoi aspetti e deve essere fornito da ditte specializzate nel settore.

Smaltimento del vetro sulla città di Napoli: costi

Il servizio dello smaltimento e quindi il riciclaggio del vetro sulla città di Napoli deve essere seguito da persone accreditate presso l’albo competente ed in più coloro che vi accetteranno l’avvenuto smaltimento, vi daranno anche la possibilità di ottenere, dove è possibile, degli sgravi di natura fiscale.

Il costo per smaltire il vetro a Napoli in realtà riguarda praticamente il trasporto e la rimozione, mentre invece in via generale si avrà l’opportunità di ottenere il riciclaggio del vetro in maniera anche agevolata dopo tutto quello che ci siamo già detti relativamente ai vantaggi che questa procedura può portare. Il vetro infatti, viene portato in impianti appositi per la raccolta differenziata e poi successivamente verrà lavorato in una selezione e poi una macinazione presso istituti competenti.

È proprio una serie di passaggi che il vetro alla fine verrà ripulito e macinato e se potrà essere di nuovo materia prima per una fusione che dà vita a nuovi prodotti. Oltre a risparmiare da un punto di vista energetico, il vetro così riutilizzato cercherà anche di prevenire l’inquinamento.

Se avete necessità di smaltire l’olio e le pastiglie per i freni sarà importante seguire tutte quelle che sono le normative in materia e fare attenzione che non si violi alcuna legge. I codici CER per i filtri dell’olio e le pasticche dei freni sono rispettivamente 16 01 07 e 16 01 12.

Smaltimento filtri olio motore: normativa

Infatti in base a quello che è il decreto legislativo Ronchi del 1997 e tutte quelle che sono le normative successive acquisite dall’Italia anche su indicazione dell’Europa, sarà importante definire questi tipi di rifiuti come speciali e inquinanti.

È per questo che bisogna fare una distinzione tra i vari tipi di rifiuto e poi successivamente provvedere allo smaltimento.

Questo servizio di smaltimento di filtri dell’olio e pasticche dei freni deve essere effettuato sulla scia della distinzione ed in più analizzando anche quelli che sono i costi del servizio.

Gestire un rifiuto speciale pericoloso o non pericoloso nella città di Napoli può costare anche diverse centinaia di euro per peso, ma sarà importante farsi fare un preventivo dettagliato e omnicomprensivo di una ditta specializzata nel settore.

Riferirsi ad esperti sarà importante perché alla fine sarà necessario fornire un documento che attesti l’avvenuto smaltimento attraverso coloro che sono abilitati ad effettuarlo e anche utilizzando quelle che sono le discariche autorizzate per questo particolare tipo di rifiuto.

Come gestire i rifiuti speciali da autofficina

A Napoli ci sono diverse ditte che si occupano di gestire il servizio di smaltimento di rifiuti da officina a dei prezzi più o meno vantaggiosi. Bisogna informarsi bene su quelli che sono diversi servizi effettuati e soprattutto fare molta attenzione a riferirsi ai soggetti giusti.

In generale i filtri dell’olio, rientrano nei rifiuti speciali pericolosi mentre invece quelli delle pastiglie dei freni, i rifiuti speciali non pericolosi. Una volta registrato il tipo di rifiuto servirà almeno un’intera settimana per l’operazione e tutto deve essere certificato e registrato in maniera adeguata con tanto di documentazione fiscale.

Una volta che il trasportatore avrà effettuato nella salvaguardia tutela dell’ambiente tutta la procedura necessaria, alla fine dovrà rilasciare un documento che accerti tutta l’operazione di smaltimento in discarica. Ci dovrà essere una data del formulario un codice di smaltimento di recupero dei singoli prodotti in base alla tipologia differente e al codice che li caratterizzano.

Ogni anno si dovrà fare la denuncia degli stessi rifiuti prodotti e deve essere trasmessa alle autorità competenti. Si tratta di un calcolo da effettuare per chi decide di gestire questo tipo di attività e di conseguenza si trova a dover smaltire rifiuti come i filtri per l’olio le pasticche dei freni.

Richiedici subito un preventivo personalizzato per lo smaltimento dell’olio proveniente da officine meccaniche o delle pasticche dei freni esauste. Effettuiamo il servizio su tutta Italia.

Quanto costa smaltire la guaina bituminosa?

Smaltire le guaine bituminose a Napoli ha un costo medio alto e deve essere stabilito in base a tutta una serie di criteri che riguardano sia il tipo di materiale, che le normative vigenti e il territorio di riferimento. Il nostro sito Raccolta Rifiuti a Napoli vi fornirà qualche dettaglio in più.

Qualche volta ci si è trovato a dover risolvere il problema delle membrane bituminose, avuto fin dai primi istanti la sensazione di trovarsi di fronte a dei costi davvero insormontabili. Soltanto il costo del rifiuto arriva circa a zero, 50 euro per ogni kg per una guaina da 4 kg al metro quadro si arriva a spendere anche 2 euro al metro quadro. In generale già l’acquisto di una membrana bituminosa costa, per un prodotto da 4 kg al metro quadro, tra i 2 ed i 2,20 euro al metro quadro.

Oltre ovviamente al problema poi della manodopera e i relativi costi su cui ci si deve anche confrontare con quelli che sono i costi per la rimozione e il trasporto in discarica di questo particolare materiale. Per un preventivo dettagliato sui costi dello smaltimento della guaina bituminosa contattaci indicandoci la quantità e altri elementi.

La normativa sulle guaine bituminose

smaltimento guaina bituminosa
Come smaltire la guaina bituminosa

Lo smaltimento della guaina bituminosa (rifiuto identificabile con il codice CER 17 03 03) ha dei costi abbastanza elevati come già accennato e questo è perché le membrane bituminose sono classificate tra i rifiuti speciali.

Effettuare questo smaltimento insieme alla rimozione e al trasporto in discarica nella città di Napoli, può arrivare ad avere dei costi davvero molto elevati ed in più sarà importante cercare di seguire tutto quella che è la normativa in materia.

La normativa italiana a partire dal 1997 prevede infatti che si deve fare il possibile per prevenire qualunque tipologia di fonte di inquinamento. Perciò per prevenire i rischi ambientali bisognerà seguire tutta una serie di regole. A questo scopo esistono delle ditte specializzate nel settore che vi garantiranno tutto l’aiuto di cui avete bisogno.

La guaina bituminosa, ovvero questa copertura fatta di bitume e di derivati perciò del petrolio, deve essere smaltita affidandosi a consorzi di imprese o esperti del settore che nel corso dello smaltimento riusciranno a tenere sotto controllo qualunque rischio inquinante e metteranno anche in campo tutta una serie di procedure nell’arco della rimozione del trasporto che salvaguardano l’ambiente.

I vantaggi di questo smaltimento effettuato in maniera così ottimale, riguarderà la possibilità di tenere sotto controllo eventuali agenti inquinanti ed in più vi permetterà anche di avere fin chiaro fin dal primo istante quali sono tutti i costi e perciò affrontarli organizzandosi giorno dopo giorno.

È difficile standardizzare i costi in base al territorio di riferimento oppure alla quantità ma in generale in una città come Napoli, il prezzo per le attività di rimozione trasporto e smaltimento arriva a costare fino a 2 euro sennò addirittura 3 euro al metro quadro. Sarà importante perciò farsi fare un preventivo personalizzato. Contattaci subito.

immagine di alcune pile usate

Raccolta e smaltimento di batterie

Le pile contengono sostanze pericolose che non dovrebbero essere disperse nell’ambiente, ma è esattamente quello che succede, se le pile sono buttate insieme con gli altri rifiuti.

Solo la raccolta delle pile separata evita che le batterie esauste contenendo piombo e acido solforico inquinino il nostro paese.

La raccolta delle pile non porta soltanto il vantaggio di non inquinare, ma con il riciclo delle pile si può recuperare il metallo contenuto nelle batterie esauste. Infatti, la raccolta delle pile rappresenta il punto di partenza per il riciclaggio delle batterie e 50% della produzione italiana di piombo è attribuito al recupero metallo dalle pile.

I rifiuti quali pile e batterie vengono identificati con il codice CER 16 06 04.

Quanto costa smaltire le pile?

Inviateci una richiesta gratuita e senza impregno per lo smaltimento delle pile esauste.

Raccoltarifiuti.com offre la raccolta delle pile per trasformare questi rifiuti tossici nocivi in risorse di piombo.

immagine di un mucchio di pneumatici usati

Raccolta e trasporto pneumatici usati

Che cosa fare con le gomme usate? Forse anche voi avete già buttato i vecchi pneumatici sui lati delle Strade isolate oppure in piccole discariche abusive.

Sia che siate un privato sia che abbiate un’officina di gomme potreste aver bisogno di un servizio di smaltimento pneumatici esausti nella vostra zona. Le gomme vecchie non possono essere abbandonate in giro perché potreste assere soggetti a salate sanzioni.

Per gomme intendiamo sia gemme di automobili, che di biciclette o di motoveicoli. nel mondo dei rifiuti i pneumatici vengono identificati con il codice CER 16 01 03.

Noi ci occupiamo di smaltire correttamente i pneumatici usati presso discariche autorizzate a Napoli e provincia.  Al cliente verrà rilasciata una certificazione di avvenuto smaltimento da esporre in qualsiasi momento.

Raccoltarifiuti.com invita a pensare ai problemi che ne derivano: l’inquinamento estetico del nostro paesaggio, roghi causati dalle gomme facilmente infiammabili, l’inquinamento a causa degli agenti contaminati contenuti nelle gomme (quali zinco, piombo o zolfo), proliferazione aumentata delle zanzare che usano l’acqua piovana nelle gomme per deporne le uova. Si consiglia dunque la raccolta delle gomme tramite un’azienda specializzata.

La raccolta delle gomme con il trasporto alle discariche adeguate per garantire lo smaltimento con riciclaggio non evita soltanto l’impatto sull’ambiente, ma garantisce anche il riutilizzo delle materie prime degli pneumatici, quali gomma, acciaio e fibra.

Quanto costa lo smaltimento dei pneumatici?

Sei un gommista? Un privato? Richiedici subito un preventivo gratuito e senza impegno. Non scordarti di indicarci il numero dei pneumatici o il loro volume, espresso in mc.

Raccoltarifiuti.com include nell’offerta “raccolta gomme” il ritiro e trasporto degli pneumatici alle discariche.

Ti indicheremo subito il costo per lo smaltimento delle gomme vecchie a Napoli e provincia.

immagine di oggetti di ferro in una discarica

Ritiro e trasporto di ferro a domicilio

Il ferro vecchio, e come tutti i materiali ferrosi, l’acciaio, il bronzo, il rame e altre leghe metalliche, sono tutte materie prime completamente riciclabili.

Il ferro è un materiale totalmente riciclabile e la raccolta di ferro allo scopo del riciclaggio rappresenta un risparmio considerevole di materia prima. Infatti, il 40% della produzione mondiale di acciaio (una lega a base di ferro) è basato sui materiali di riciclo da rottami di ferro.

Dopo la raccolta del ferro, il recupero avviene generalmente con l’impiego di camion con gru oppure con l’utilizzo di camion scarrabili qualora siano impiegati dei container.

Raccoltarifiuti.com offre il servizio di ritiro ferro presso il vostro domicilio in tutta la città di Napoli, per non far finire questa importante risorsa nelle discariche.

Il ferro verrà trasportato verso la discarica autorizzata più vicina e al cliente verrà rilasciato un formulario con la certificazione dell’avvenuto smaltimento secondo i criteri di legge.

Chi abbandona rifiuti ferrosi in strada o nelle campagne e viene colto in flagrante è punito con salate sanzioni in ambito penale.

Il nostro servizio è rivolto a privati e ad aziende in tutta la città di Napoli.

Per lo smaltimento del ferro a Napoli e provincia contattateci subito per un preventivo gratuito.