Uno dei problemi per chi detiene degli estintori è rappresentato dal loro smaltimento una volta scaduti. Infatti tutti questi apparecchi fanno parte dell’elenco dei rifiuti pericolosi. Dove buttare l’estintore vuoto?

Per lo smaltimento estintori scaduti è necessario seguire delle procedure particolari che sono state normate dalla legge. Anche lo smaltimento della polvere estinguente che si trova al loro interno deve essere eseguito in accordo a particolari procedure. Vediamo insieme di cosa si tratta.

I codici CER estintori

Ogni tipo di estintore ha un proprio codice CER che serve per identificarlo e lo smaltimento deve essere eseguito sulla base del codice. Ad esempio i cer estintori a polvere sia portatili che carrellati, sono contraddistinti dal codice CER 160304, mentre gli i cer estintori a diossido di carbonio, sempre portatili o carrellati, sono contraddistinti dal codice CER 160505.

Altri codici cer sono relativi agli estintori ad Halon ed a quelli a schiuma. Potrebbe interessarti anche lo smaltimento Halon e lo smaltimento porte Rei. La legge che disciplina lo smaltimento degli estintori ed il loro recupero definisce che questo può essere effettuato soltanto da ditte specializzate ed in possesso della relativa autorizzazione rilasciata dall’ente preposto.

Sarà quindi a loro carico l’intera procedura, nel rispetto delle normative e dalla salute pubblica. Per smaltire estintori, in accordo al decreto legge numero 152 del 2006, lo smaltimento stesso deve riguardare sia gli elementi metallici che quelli in plastica.

Come avviene lo smaltimento estintori scaduti

Gli estintori usati, sia nel caso siano estintori scaduti oppure si tratti di un estintore vuoto, insieme alle polveri contenute al loro interno, devono essere raccolti e successivamente trasportati in un impianto autorizzato per recupero estintori.

Per lo smaltimento estintori si devono seguire delle procedute codificate dalla legge in quanto le sostanze contenute al loro interne possono risultare pericolose per la salute dell’uomo. Il primo passo è quello dell’attribuzione del codice CER, poi si può procedere al vero e proprio smaltimento.

Le norme di legge prevedono che tutte le operazioni vengano svolte da ditte specializzate in smaltimento estintori vuoti che devono porre una grande attenzione nel rispetto di tutte le norme, in quanto una errata gestione delle operazioni potrebbe causare dei problemi anche di natura penale. Sono molte dello estintori scaduti sanzioni

La gestione dell’ estintore vuoto può essere effettuata sia dall’azienda che gestisce la manutenzione dell’estintore che dal cliente. I privati possono decidere la consegna dell’estintore da smaltire a soggetti terzi debitamente autorizzati, mentre di norma il manutentore (potete chiedere a lui dove smaltire estintori in casa) che si fa carico di questa operazione può tenerlo in stoccaggio temporaneo presso il proprio deposito.

Se si tratta di un rifiuto classificato come “pericoloso” si possono trasportare fino a 30 chilogrammi per ogni giorno, oppure 30 litri di polveri estinguenti. Il periodo massimo di sosta temporanea presso il deposito del manutentore è di 10 giorni e in questo periodo l’estintore usato deve essere segnato sull’apposito registro di carico e scarico o in alternativa sul registro Sistri.

Dopo quanto si può parlare di estintore scaduto?

Il periodo massimo di utilizzo di un estintore portatile in accordo al D.M. 20/12/82, è di 18 anni dalla sua costruzione. Oltre a questa condizione, per trasformare l’estintore in un rifiuto è necessaria una identificazione dello stesso come “fuori norma” effettuata dal manutentore.

Smaltimento polvere estinguente

Lo smaltimento polvere estintori si chiama polvere estinguente, con il passare del tempo tende a perdere le proprietà di potenza contro la fiamma e di scorrevolezza e per questo di deve provvedere alla sua sostituzione in accordo alle norme legislative in vigore.

Le polveri estinguenti deve essere rimosse e sostituite dopo 3 anni dal suo inserimento all’interno di un estintore se mai usata, oppure dopo 5 anni se è stoccata all’interno di un magazzino. Per lo smaltimento polveri si deve prevedere la sostituzione completa alle scadenze indicate, inserendo della polvere nuova, mentre quella vecchia deve essere raccolta in dei “bigbag” e poi inviata in discarica per lo smaltimento, tramite un trasportatore debitamente autorizzato.

Il registro di carico e scarico della polvere estinguente deve essere tenuto dalla ditta che esegue la manutenzione degli estintori.

Nell’ambito dello smaltimento pelli e scarti di pellame a Napoli è importante rivolgersi ad un’azienda specializzata, la quale si assumerà l’onere di dare il via ad un’operazione tanto indispensabile, quanto complessa e particolare. Dal momento che questi prodotti sono comunque considerati tossici per l’ambiente, vanno smaltiti seguendo procedure all’avanguardia, nel totale rispetto dell’ambiente e delle normative vigenti.

Lo smaltimento della lavorazione pelli a Napoli

Lo smaltimento di pelli e scarti di pellame è un’operazione complicata che raccoltarifiuti.com si occupa di portare a termine con il massimo dell’impegno e della determinazione.

Un ampio team di collaboratori gestisce lo smaltimento degli scarti della lavorazione delle pelli, dal sito della manifattura alla discarica adibita alla rigenerazione di particolari sostanze presenti nei pellami, così da poter realizzare altro materiale a costi essenzialmente ridotti.

Dal momento che più del 50% degli scarti della pelle può essere re-impiegato nella realizzazione di accessori moda in piccola pelletteria, suole per le scarpe, etc, la rigenerazione è un’operazione importante che passa attraverso varie fasi.

La restante parte derivante dal processo di rigenerazione delle materie prime può essere infatti impiegata nell’agricoltura e nell’ambito dell’edilizia. A Napoli, l’azienda smaltimento rifiuti dimostra di avere a cuore tale concetto, tanto da conoscere fino in fondo cosa voglia dire il rispetto per l’ambiente e per la salute di tante persone.

Come avviene la raccolta degli scarti di pelle?

Una volta che l’azienda interessata allo smaltimento di pelli ha ultimato le operazioni di lavorazione, può chiamare in causa l’intervento di Smaltimento Rifiuti, la quale provvederà alla raccolta dei ritagli di pelle, per poi trasferirla nei vari centri adibiti allo smaltimento delle sostanze nocive. Terminata l’operazione di conservazione di tali materiali, l’azienda rilascia dei certificati, i quali attestano l’avvenuto processo di smaltimento degli scarti di pelli mediante l’uso di macchinari all’avanguardia e nel totale rispetto della legge.

Cosa dice le normativa sulla lavorazione pellame?

Così come avviene per la stragrande maggioranza dei rifiuti pericolosi, anche per quanto riguarda lo smaltimento pelle e scarti di pellame ci sono normative severe che regolano ogni tipo di raccolta, gestione e classificazione delle sostanze nocive presenti all’interno della materia prima.

Dal momento che esistono e sono reali dei criteri di classificazione dei rifiuti speciali, il pellame viene codificato tramite il seriale CER 040108/9 e richiede, per tale ragione, uno smaltimento a sè stante.

Il cromo, materiale classificato in chimica con un elevato numero di ossidazione, è il diretto derivato degli scarti di pellame e per questo motivo viene trattato a parte.

Lo smaltimento delle pelli prevede il trasporto in discarica?

Il pacchetto servizi messo a disposizione dell’azienda di Napoli è in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta da parte del consumatore e si rivolge soprattutto al rispetto totale dell’ambiente, visto l’enorme carico di inquinamento derivante dal cromo come sostanza chimica altamente dannosa per l’ecosistema.

Una volta raccolto il materiale da smaltire, questo va necessariamente trasportato presso centri specializzati (in genere una discarica) che si occuperanno della gestione del rifiuto, nonché di trasferirlo all’interno di appositi termo-valorizzatori.

Costi smaltimento lavorazione pelli: come chiedere un preventivo?

Chiunque necessiti di smaltire pelli e riciclare scarti di pellame può rivolgersi alla ditta specializzata, attiva da molti anni presso lo storico comune di Napoli. Tramite l’ausilio di uno staff altamente qualificato, è possibile adempiere a tutti gli obblighi previsti dalla normativa nell’ambito dello smaltimento dei cosiddetti rifiuti pericolosi. I costi sono essenzialmente ridotti, così come il servizio ritiro, da sempre fiore all’occhiello di un’azienda destinata sempre più a crescere nel tempo.

Per richiedere un preventivo senza impegno è necessario contattarci telefonicamente oppure recarsi nell’apposita sezione e compilare il form con tutti i dati indicati o inviare una mail di richiesta agli indirizzi indicati all’interno del portale online.

Gli impianti voltaici sfruttano i raggi del sole. Ma come è vero che l’energia prodotta è naturale, è anche vero che il materiale con il quale sono costruiti i pannelli, non lo è. Perciò, dopo diversi anni dall’inizio delle installazioni, è necessario pensare allo smaltimento degli stessi. a questo proposito il GSE ha pubblicato precise istruzioni per quanto riguarda l’argomento. Trattandosi di RAEE devono subire trattamenti particolari già a partire dallo smontamento e trasporto per poi passare allo smaltimento e riciclaggio pannelli fotovolatici. Facciamo chiarezza.

Pannelli Fotovoltaici e smaltimento RAEE?

I prodotti indicati come RAEE sono tutti i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e devono essere trattati secondo la normativa che ne regola lo specifico trattamento. Nel caso dei pannelli solari è previsto che tutti coloro che producono o importano i moduli ne debbano garantire il recupero e lo smaltimento in modo adeguato e nel rispetto dell’ambiente.

In quale categoria RAEE appartengono i pannelli solari?

Le norme che regolano lo smaltimento fotovoltaico e il riciclo dei pannelli fotovoltaici suddividono i moduli secondo la misura degli stessi. Per gli scarti RAEE che derivano da un impianto con una potenza non superiore a 10kWp ovvero i dispositivi ad uso domestico, lo smaltimento è a carico del produttore presente sul mercato nel periodo adibito a tale operazione. I proprietari dei pannelli non devono pagare nulla.

Per i moduli fotovoltaici con potenza superiore o pari a 10kWp che sono stati installati precedentemente al 12 aprile del 2014, lo smaltimento deve essere eseguito e pagato dall’utente.

Per i dispositivi applicati dopo il 12 aprile 2014, sono i produttori che devono pensare allo smaltimento e riciclo dei materiali.

In cosa consiste il riciclaggio dei pannelli fotovoltaici?

I rifiuti dei pannelli fotovoltaici ad uso domestico devono essere trasportati presso i Centri di raccolta autorizzati. Lo smontaggio e il trasporto deve essere effettuato da professionisti competenti e in possesso di mezzi adeguati. Tale operazione viene effettuata a carico del produttore e quindi gratuita per i consumatori.
I rifiuti ad uso industriale devono essere anch’essi dismessi e trasportati in una discarica autorizzata allo smaltimento e al riciclo di tali materiali. Coloro che se ne fanno carico sono tenuti alla compilazione dei documenti e delle autorizzazioni necessarie per svolgere tale attività.

Come avviene lo smaltimento pannelli fotovoltaici incentivati?

Dall’undicesimo anno di incentivazione dei pannelli fotovoltaici, il GSE trattiene una quota delle tariffe incentivanti come garanzia per la completa gestione degli scarti che derivano dai moduli dell’impianto.
Tale cifra sarà restituita all’utente dopo che questo ha provveduto a smaltire e riciclare correttamente i rifiuti RAEE. Tale azione deve essere provata dall’apposita documentazione compilata e inviata al GSE entro i 6 mesi successivi all’avvenuto smaltimento.
Gli impianti che sono stati attivati dopo il 30 giugno 2012 non sono inclusi in tale sistema.

Qual’è la quota trattenuta dal GSE?

La cifra che viene tenuta dal GSE fino a provato smaltimento dei rifiuti RAEE riguardanti i pannelli fotovoltaici è pari a 8/12 euro per ogni pannello facente parte di un impianto ad uso domestico, quindi con potenza ridotta.
Mentre per i moduli di impianti fotovoltaici professionali, il GSE trattiene dai 6 ai 10 euro per ogni pannello dismesso.

Il GSE mette a disposizione dei soggetti responsabili dell’impianto fotovoltaico un Portale informatico nel quale è possibile ottenere informazioni sempre aggiornate riguardo gli impianti e i più importanti dati tecnici, il numero dei pannelli che sono soggetti ad incentivazione, il numero di matricola dei moduli e l’azienda produttrice degli stessi.
Si potranno inoltre trovare le quote che sono state trattenute e il dettaglio di tuti gli interessi che rigurdano tale operazione.
Sul portale si possono trovare e scaricare anche i moduli delle dichiarazioni di smaltimento pannelli fotovoltaici necessari a comprovare il compimento di tale dovere.

Come avviene il prelievo, trasporto e smaltimento in discarica?

La nostra azienda di occupa di smontare i pannelli fotovoltaici dell’impianto presente sia presso le abitazioni ad uso domestico, che nelle strutture industriali e commerciali.
Il personale competente si occuperà di smontare i pannelli mettendoli in sicurezza con gli appositi mezzi professionali a disposizione dei tecnici. In seguito i moduli raccolti saranno trasportati presso le discariche autorizzate e smaltiti nel modo corretto previo compilazione della documentazione necessaria.

Il condizionatore è un elettrodomestico sempre più presente nelle abitazioni domestiche. Molto utile ed apprezzato, diventa un problema nel momento in cui si tratta di smaltirlo. Le leggi sulla raccolta differenziata sono sempre più severe e le multe per abbandono o errato smaltimento di elettrodomestici crescono a vista d’occhio. Come fare quindi a liberarsi del vecchio condizionatore e a chi rivolgersi?

Cosa sono i rifiuti RAEE?

Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche sono definiti per comodità con l’acronimo RAEE. Lo smaltimento di tali rifiuti è regolato dalla normativa di legge n. 65 del 2010, decreto che ha ottenuto l’approvazione del Ministero dell’Ambiente. Nel regolamento è previsto che tali dispositivi vengano ritirati dai distribuitoti e portati al centro di ravvolta della zona.
I RAEE si classificano in apparecchiature domestiche, quindi adibite ad un utilizzo prettamente privato, o professionali, quindi utilizzati negli esercizi commerciali. Ma la categoria più numerosa è costituita dagli impianti di illuminazione, circa l’80% del totale dei RAEE.

Secondo le normative invece i RAEE vengono suddivisi in 5 diversi tipi, i condizionatori sono compresi nel settore R1 insieme agli scalda acqua e i frigo. Mentre gli R2 che comprendono i grandi elettrodomestici come lavastoviglie, forno e lavatrice. In R3 vi sono la televisione e gli schermi dei pc e in R4 gli elettrodomestici di piccole dimensioni. Nell’ultimo gruppo, R5, sono compresi gli impianti di illuminazioni.

Come smaltire i condizionatori

Per lo smaltimento dei condizionatori, quindi i RAEE di tipo R1, ci si deve affidare a professionisti che ritirano l’elettrodomestico ormai inutilizzabile evitando così la dispersione di materiale inquinante nell’ambiente. La raccolta avviene direttamente al domicilio dell’utente ed ogni parte del condizionatore viene suddivisa e riciclata in modo da avere un recupero di tutto ciò che si può riutilizzare.
Basterà contattare l’azienda preposta al ritiro degli elettrodomestici di grande misura e attendere che vengano a ritirare il condizionatore compreso il blocco motore e la ventola esterna oltre che alla parte interna e tutte le tubature collegate.

Bisogna tenere presente che questi dispositivi potrebbero essere costituiti da alcune parti in metallo pesante o elementi come il ritardante di fiamma bromurato e alcune sostanze alogene che creano problemi all’ozono. Questi elementi sono potenziali pericoli ambientali nel caso in cui non siano trattati o smaltiti adeguatamente.
I RAEE sono trattati nel centro di raccolta che possiede adeguate attrezzature ed è autorizzato a gestire tali apparecchiature utilizzando mezzi all’avanguardia.

Come vengono smaltiti i gas fluorescenti?

Lo smaltimento dei condizionatori avviene in diverse fasi tra cui l’asportazione degli elementi che costituiscono un pericolo per l’ambiente e devono essere messi in sicurezza. Si procede a smontare ogni pezzo eseguendo una suddivisione dei materiali. Infine si recupera il materiale riciclabile tramite una particolare lavorazione meccanica.
Il processo di riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici permette di riutilizzare una notevole quantità di materiale che raggiunge quasi il 90% del condizionatore ormai dismesso. In questo modo si riduce la produzione di materiali che possono essere recuperati piuttosto che accumularsi nell’ambiente ed inquinare irrimediabilmente la natura in ogni sua parte. La nostra azienda si occupa di questa particolare lavorazione a partire dal ritiro dei condizionatori fino al recupero e lo smaltimento dei loro componenti.

Hai una modesta quantità di documenti cartacei da distruggere? Sia che tu sia un privato o un’azienda, i documenti cartacei sono materiale sensibile che può contenere dati personali, conti di fatture, codici segreti.

Per questo occuparsi della loro distruzione è una cosa seria. Il lavoro con un normale distruggi documenti è arduo e lungo. Distruggere a mano pagina per pagina può richiedere molte ore, va da se che per eliminare un intero archivio è impossibile ricorrere ai tradizionali trita-carta.

Cosa si rischia se non avviene la distruzione dei documenti?

Gettare gli archivi nei cassonetti dedicati alla raccolta della carta non è sufficiente, spesso è capitato che malintenzionati se ne siano impossessati ed abbiano attuato furti ‘identità. Lo smaltimento archivi è efficace perché i documenti cartacei vengono completamente disintegrati.

Inoltre se avete un’azienda saprete sicuramente che lo smaltimento documenti contenenti dati sensibili può essere soggetto a sanzioni molto pesanti, sia di tipo amministrativo che penale.

Il nostro servizio di distruzione documenti può essere eseguito con successo presso i nostri stabilimenti di smaltimento o anche direttamente presso la sede del cliente. Il lavoro di distruzione documenti sensibili è regolamentato da norme precise.

Quali norme regolamentano lo smaltimento archivi?

Ci sono principalmente tre leggi che riguardano il servizio di distruzione archivi cartacei. Ve le citiamo in via preventiva:

  1. Decreto Legislativo 196/2003 con questa legge entrata in vigore nel 2004 sono regolamentate le pratiche per lo smaltimento (cancellazione e distruzione) dei dati personali
  2. Articolo 2050 del Codice Civile protegge la diffusione di dati personali, e tutela il soggetto i cui dati non vengono distrutti in modo permanente con risarcimento di danni
  3. Norma DIN 66399 distingue i dati personali o riservati classificandoli in rifiuti diversi con processi di smaltimento diversi

Il nostro servizio di smaltimento documenti sensibili viene svolto da personale altamente qualificato che, dopo un’adeguato sopralluogo, indicherà al cliente la soluzione migliore per la distruzione e alla fine del lavoro rilascerà la certificazione attestante l’avvenuta distruzione a norma DIN 66399.

Richiedici subito un preventivo gratuito e senza impegno per il servizio di distruzione documenti cartacei, il nostro lavoro è rivolto principalmente su Napoli e provincia. 

L’impianto di rifiuti ad Acerra non si farà

L’impianto rifiuti pericolosi ad Acerra non si farà: l’ha deciso il Tar Campania. Il tribunale amministrativo regionale, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Acerra contro la realizzazione di un centro per la raccolta, stoccaggio e smaltimento di rifiuti pericolosi. Soddisfatto il sindaco di Acerra che si era rivolto al Tar per contestare la mancata informazione ricevuta sull’impatto ambientale del progetto.

Con la sentenza n. 5819, il Tar Campania ha annullato, di fatto, il decreto regionale che autorizzava un nuovo impianto, dando ragione al Comune di Acerra. Per controllare lo stoccaggio e la gestione degli scarti industriali, la regione Campania aveva deciso di ampliare il polo di Acerra con la costruzione di un altro impianto sul territorio. Il centro raccolta per i rifiuti pericolosi, tra cui l’amianto, sarebbe dovuto sorgere in località Pantano, gestito dalla società Cisette.

Il Tar della Campania ha annullato il provvedimento regionale ritenendo fondato il ricorso presentato dal sindaco. Il comune di Acerra nel suo ricorso aveva evidenziato, infatti, la violazione del diritto all’informazione in materia di ambiente, sottolineando come la normativa europea e internazionale preveda l’obbligo di informare i cittadini sullo stato di salute ambientale del territorio. Le valutazioni per il polo di Acerra non sono mai state pubblicate sul sito della regione o su quello comunale, togliendo di fatto la possibilità a cittadini ad associazioni ambientaliste di esporre le proprie opinioni e osservazioni.

Soddisfatto Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra, che ha così commentato: “Questa è sicuramente una sentenza storica sul diritto all’informazione ambientale. La Regione Campania dovrebbe prendere atto della superficialità con cui vengono condotte le proprie valutazioni ambientali e della contrarietà della comunità locale acerrana ad ulteriori localizzazioni inquinanti sul territorio”. Il sindaco ha poi ribadito il fermo contrasto dell’amministrazione comunale ad ogni nuovo progetto inquinante nel territorio a salvaguardia della tutela della comunità locale e dei cittadini.

Dato ragione al mancata informazione preventiva sullo studio di impatto ambientale che non e’ stato pubblicato, come prescritto dalle norme e dalle convenzioni internazionali, presso la sede comunale ne’ sul sito regionale delle valutazioni ambientali, che hanno reso impossibile, quindi, la partecipazione dei cittadini mediante osservazioni”.

Quando si effettuano dei lavori in casa, sorge sempre il problema dello smaltimento dei residui che si producono. Infatti si tratta di rifiuti che non sono considerati semplici e che quindi devono essere trattati in base alla normativa vigente. Scopriamo allora come si deve procedere per lo smaltimento dei rifiuti edili, qual è la normativa e quali sono i costi da affrontare.

Qual è la normativa relativa allo smaltimento dei rifiuti edili?

Ovviamente i rifiuti edili non possono essere buttati in un normale sacchetto della spazzatura ma occorre eseguire le corrette procedure che sono declinati all’interno dell’apposita legge. Il corretto smaltimento dei rifiuti edili è regolato dal Dl. 152/2006 che ha sistematizzato la materia. Secondo questa norma il costo e l’onere dello smaltimento dei rifiuti edili è a carico del soggetto che li produce.

Per questo motivo è la ditta che realizza i lavori che si deve occupare dello smaltimento. Tuttavia in caso di poche unità di rifiuti – e in presenza di una normativa regionale che autorizza l’operazione – è possibile anche che il proprietario della casa debba occuparsi dello smaltimento dei residui delle lavorazioni. In ogni caso, di chiunque sia l’onere, lo smaltimento deve essere fatto trattando i residui edili come rifiuti speciali, all’interno di apposite discariche che devono essere autorizzate a questo tipo di operazione.

Come smaltire i detriti edili?

Per eseguire il corretto smaltimento dei rifiuti edili, occorre verificare innanzitutto la natura dei rifiuti stessi. Infatti se si tratta di terra oppure di roccia, questi rifiuti non sono dei veri e propri materiali di scarto ma c’è l’obbligo di riutilizzarli per interramenti oppure nella realizzazione di giardini. I rifiuti considerati inerti come mattonelle, cemento armato, residui di impianti, etc. devono essere prelevati dal luogo di lavorazione e consegnati all’interno di discariche speciali autorizzate allo scopo.

Infatti molto spesso questo tipo di rifiuto può contenere anche sostanza pericolose, potenzialmente letali e nocive sia per l’ambiente che per la salute dell’uomo. Proprio per questo motivo anche i mezzi che si occupano del prelievo e del trasporto di questi rifiuti devono avere caratteristiche speciali e prevedere una copertura totale che impedisca alle polveri sottili di disperdersi nell’ambiente. Al termine del processo di smaltimento, poi, deve essere prodotta la documentazione del caso prevista per legge.

A chi rivolgersi per lo smaltimento delle macerie edili?

Il sistema più facile per lo smaltimento corretto dei rifiuti edili è quello di rivolgersi ad una ditta specializzata, autorizzata a questo tipo di attività. Un punto di riferimento può essere sicuramente quello di Raccoltarifiuti.com, il portale di un’azienda specializzata che opera a Napoli e in tutta la sua provincia. La ditta possiede tutte le autorizzazioni del caso e una vasta esperienza in questo campo, così da poter offrire un servizio di altissimo livello.

La ditta si occupa di offrire un servizio completo che va dal ritiro dei materiali da smaltire a domicilio fino alla consegna nelle discariche autorizzate e al corretto smaltimento di ogni tipo di rifiuto edile. Il tutto viene effettuato con grande precisione e in modo veloce ed efficiente. Sul portale Raccoltarifiuti.com sono disponibili tutte le informazioni necessarie per decidere di scegliere la ditta per lo smaltimento corretto dei rifiuti edili.

Quali sono i costi approssimativi per lo smaltimento dei rifiuti edili?

Se si parla dei costi per lo smaltimento dei rifiuti edili non è semplice dare una risposta univoca. Infatti il costo di questo servizio dipende molto dalla quantità di materiale che si vuole smaltire nonché dalla normativa vigente nelle diverse regioni. Inoltre non tutte le aziende praticano le stesse tariffe in quanto molte comprendono nel costo anche il servizio di trasporto e il noleggio del mezzo mentre altri li considerano costi aggiuntivi. Volendo indicare qualche cifra generica, si può dire che il costo dello smaltimento dei rifiuti edili varia dai 20 ai 40 euro a mc.

Per avere un preventivo più dettagliato è possibile compilare il form specifico che si trova sul portale Raccoltarifiuti.com e nel giro di poche ore sarà possibile ricevere un preventivo dettagliato e pure molto conveniente per il servizio di smaltimento dei rifiuti edili.

Lo smaltimento degli elettrodomestici usati è un tipo di attività che va eseguita in modo corretto per evitare di inquinare l’ambiente ma pure per essere in regola con quanto dispone la normativa vigente in materia. Per questo motivo è importante sapere non solo come procedere per lo smaltimento degli elettrodomestici ma pure a chi rivolgersi per il ritiro degli elettrodomestici usati.

Come avviene lo smaltimento degli elettrodomestici?

Gli elettrodomestici usati sono contrassegnati, nell’ambito dello smaltimento rifiuti, con la sigla RAEE. Si tratta di prodotti che possono essere riciclati, in tutto o in parte, e per questo motivo occorre smaltirli nel modo corretto. Per sapere come comportarsi occorre innanzitutto verificare la quantità di materiale che occorre smaltire.

Se si tratta, infatti, esclusivamente di un solo pezzo, come ad esempio un frigorifero vecchio oppure una lavatrice rotta, allora si può tranquillamente contattare il numero verde dell’azienda rifiuti della propria città e richiedere il ritiro a domicilio dell’elettrodomestico che si intende buttare.

Sarà la stessa azienda pubblica ad avviare lo smaltimento del rifiuto, che disperso nell’ambiente può essere potenzialmente pericoloso, nel modo più corretto, per recuperare tutti i materiali riciclabili. Il discorso cambia se invece sono tanti gli elettrodomestici che si devono smaltire.

In questo caso ricorrere al servizio pubblico risulta essere improponibile e per essere sicuri di muoversi nel modo più corretto occorre contattare una ditta specializzata in questo servizio. La ditta prescelta si occuperà non solo di ritirare tutti gli elettrodomestici che si devono smaltire ma anche di procedere allo smaltimento stesso, rilasciando poi al cliente tutta la documentazione prevista per legge.

A chi rivolgersi per il ritiro di elettrodomestici usati a Napoli?

Per il ritiro degli elettrodomestici usati occorre contattare una ditta esperta che sia specializzata in questo servizio. Deve infatti essere in possesso di ogni tipo di strumentazione e mezzo idoneo non solo per ritirare l’elettrodomestico che si ha intenzione di smaltire ma pure rilasciare la documentazione prevista per legge. I documenti comprovanti il corretto smaltimento, infatti, sono una parte molto importante del servizio in quanto nel corso del tempo le autorità locali possono anche richiedere al cliente le prove dell’avvenuto e corretto smaltimento degli elettrodomestici vecchi.

Avere le carte in regola consente di evitare di incorrere in pesanti multe. Una ditta che può essere sicuramente considerata un partner affidabile per lo smaltimento dei rifiuti di ogni tipo ma in particolare degli elettrodomestici è la ditta RaccoltaRifiuti.com che può contare su un personale particolarmente competente nonché su mezzi adeguati per riuscire a raccogliere ogni tipo di rifiuto. La ditta può garantire alla sua clientela il corretto smaltimento di ogni tipo di elettrodomestico in modo veloce ed economico, preoccupandosi pure del rilascio della documentazione più idonea. La ditta è attiva nella città di Napoli e in tutta la sua provincia per il corretto smaltimento di elettrodomestici e altri tipi di rifiuti.

Quanto costa lo smaltimento degli elettrodomestici?

Quando un cliente chiede genericamente quanto può costare lo smaltimento di elettrodomestici, è sempre difficile riuscire a dare una risposta precisa. Il costo dello smaltimento di rifiuti RAEE, infatti, è strettamente legato alla quantità del prodotto da smaltire e al tipo di mezzo che si deve utilizzare per il ritiro. La ditta RaccoltaRifiuti.com si prefigge di offrire alla sua clientela un servizio estremamente personalizzato.

Per questo motivo prima di fornire qualsiasi informazione sul prezzo dello smaltimento dei rifiuti si occupa di valutare attentamente caso per caso. Il consiglio è quello di compilare l’apposito form on line con una serie di informazioni che aiuteranno la ditta ad avere un’idea precisa di tutto quello che bisogna smaltire così da preparare un preventivo veritiero e molto preciso.

In ogni caso la compilazione del form on line è assolutamente gratuita e non impegnativa e il cliente può sempre decidere di non aderire al servizio. Tuttavia la convenienza delle tariffe proposte sicuramente convincerà pure il cliente più restio o con il budget più ridotto. Contatta subito l’azienda e richiedi maggiori informazioni attraverso il form on line per la richiesta di preventivi gratuiti e non vincolanti per il cliente.

Lo smaltimento frigo, come quello di altri grandi elettrodomestici, rappresenta per molti cittadini un grosso punto di domanda. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) non possono essere né ritirati né smaltiti insieme ad altri rifiuti, ma richiedono una procedura ben definita perché al loro interno possono contenere sostanze altamente inquinanti e pericolose. In pochi lo sanno e così molte persone finiscono per rivolgersi ad un conoscente che abbia un furgone accettando che l’elettrodomestico venga abbandonato in una discarica abusiva, sui bordi delle strade o in aperta campagna.

Hai un vecchio frigorifero da buttare e non sai come farlo? Contatta Raccoltarifiuti.com. La nostra azienda è autorizzata allo smaltimento di ogni genere di rifiuto a Napoli secondo la normativa vigente.

Smaltimento frigo in tutta Napoli

Gli italiani smaltiscono correttamente solo 4 kg di Raee per abitante, quando il minimo richiesto dall’Ue è di 5,8 kg, e molti non sanno neppure cosa siano i Raee, acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. In questa tipologia di rifiuti rientrano piccoli e grandi apparecchi come smartphone, televisori, phon, computer, schede elettroniche, lavatrici, climatizzatori e, appunto, frigoriferi.

Non tutti sanno che, in ottemperanza al decreto 65/2010 “uno contro uno”, ogni commerciante che venda un elettrodomestico o un dispositivo tecnologico è obbligato a ritirare quello vecchio equivalente. Quindi, l’obbligo di provvedere allo smaltimento degli apparecchi non funzionanti o inutilizzati presso i centri di raccolta spetta al distributore, a patto che si acquisti un elettrodomestico equivalente. Tuttavia, i prodotti inferiori ai 25 cm possono essere portati in qualsiasi punto vendita di almeno 400 mq anche senza effettuare un acquisto.

Lo smaltimento frigo è affidato al rivenditore, ma se hai un frigorifero da buttare e non devi comprarne uno nuovo la soluzione migliore è rivolgersi ad un’azienda di smaltimento iscritta all’albo dei gestori comunali come Raccoltarifiuti.com. Visto il rischio concreto di inquinamento per l’ambiente, solo una ditta specializzata come la nostra è in grado di eseguire correttamente tutte le procedure per la gestione di un grande elettrodomestico come il frigorifero.

Perché è importante rottamare correttamente il frigorifero

La rottamazione frigorifero ha il duplice obiettivo di evitare la dispersione di sostanze nocive nell’ambiente e di ottimizzare il recupero dei materiali. L’abbandono dei RAEE può determinare pericolose contaminazioni. Basti pensare che i frigoriferi più datati contengono i gas refrigeranti Cfc e Hcfc, vietati da anni perché causano l’effetto serra e sono ad altissimo fattore di impoverimento dell’ozono. A ciò si aggiunga il fatto che non sono biodegradabili.

I grandi elettrodomestici, come i frigoriferi, se avviati ad un corretto smaltimento e recupero, possono diventare una preziosa fonte di materie prime seconde, quali, ad esempio, plastica, rame, acciaio e alluminio. La rottamazione frigorifero si traduce in un enorme risparmio energetico e in una riduzione delle materie prime necessarie a far girare l’economia mondiale.

Smaltire correttamente il frigorifero serve anche per mettersi al riparo da eventuali sanzioni amministrative pecuniare, che vanno da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro, e che raddoppiano se si tratta di rifiuti pericolosi.

Rottamare frigorifero a Napoli: il nostro servizio

Raccoltarifiuti.com si occupa da anni della raccolta e dello smaltimento frigo e rifiuti di ogni genere sulla città di Napoli. Forti dell’alta professionalità acquisita con l’esperienza, eroghiamo servizi completi e indirizzati sia ad aziende che privati. Provvediamo alla raccolta e al prelievo dei rifiuti presso il domicilio, al trasporto con mezzi autorizzati, allo stoccaggio e allo scarico nella discarica autorizzata più vicina. Tutto il materiale raccolto viene avviato a impianti di trattamento per il recupero.

Raccoltarifiuti.com opera nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di smaltimento rifiuti, prestando attenzione al rilascio di tutta la documentazione di legge inerente al servizio, come il certificato di avvenuto smaltimento o recupero del rifiuto.

Se hai un vecchio frigorifero da smaltire presso la tua azienda o la tua abitazione, chiama ora il numero di telefono 081 8131939 o scrivi un’e-mail a [email protected], oppure ancora compila il modulo che trovi a questa pagina per ricevere un preventivo gratuito e senza impegno. Sarai ricontattato nel giro di 2 ore.

Devi effettuare lo smaltimento imballaggi e non sai a chi rivolgerti? Contatta Raccoltarifiuti.com, ubicata in provincia di Napoli.

Raccoltarifiuti.com è un’azienda attiva dagli anni Novanta che con competenza e professionalità si occupa di effettuare il ritiro e la corretta gestione di ogni tipo di rifiuti, trasformandoli quando è possibile in materie prime da riadoperare nei più diversi settori.

Imballaggi in plastica e non solo

L’imballaggio non è altro che il materiale adoperato per proteggere, conservare e trasportare da un luogo all’altro in modo sicuro prodotti e beni di largo consumo. Secondo l’articolo numero 218 del Decreto Legislativo 152 del 2006, l’imballaggio è il prodotto di qualsiasi materiale che contiene merci di ogni tipo (imballaggi in plastica, sacchetti in cellophane, plastica con bolle, carta pluriball etc.)

Ogni imballaggio deve essere necessariamente etichettato per agevolare la raccolta, il riciclo o il riutilizzo. A seconda della tipologia di prodotto che contengono, gli imballaggi devono rispettare precise direttive e quando sono stati a contatto con sostanze particolarmente nocive per l’ambiente o la salute, non possono essere riciclati ma solo smaltiti secondo le regole imposte dalle normative in corso.

Sia i produttori di imballaggi che gli utilizzatori finali sono gli unici responsabili del corretto conferimento in discarica. Raccoltarifiuti.com si occupa di separare i vari tipi di imballaggi e di riciclare carta, plastica, polistirolo nel modo più adeguato, rispettando le normative.

Come viene effettuato lo smaltimento degli imballaggi?

Come accennato prima, gli imballaggi possono avere diversa natura: dal polistirolo al pluriball, dal cellophane alla carta o al cartone. Ogni materiale deve essere riciclato oppure conferito in discarica secondo ciò che prevede la legge. La plastica ad esempio può essere benissimo riciclata per realizzare altri imballaggi oppure prodotti di altra natura da immettere di nuovo in commercio.

L’imballaggio è necessario per la commercializzazione di un gran numero di beni: dai detergenti ai prodotti dell’industria alimentare. I contenitori di tutti questi prodotti aiutano a mantenere la sicurezza, l’igiene e l’integrità di ciò che contengono durante la fase del trasporto e della consegna presso il punto vendita. Gli imballaggi talvolta vengono adoperati anche per comunicare al consumatore un gran numero di informazioni utili come ad esempio il nome del marchio che immette in commercio l’oggetto, la lista degli ingredienti e altri particolari non trascurabili.

Raccoltarifiuti.com si occupa di effettuare la compattazione degli imballaggi per ridurre i volumi di ingombro e poi li conferisce presso il punto di smaltimento o riciclo a seconda del tipo di imballaggio in questione.

Chi effettua il corretto smaltimento degli imballaggi?

Se devi effettuare lo smaltimento di imballaggi in pluriball, carta, plastica, cellophane trasparente o colorato, polistirolo, non perdere tempo prezioso ma rivolgiti con fiducia all’azienda Raccoltarifiuti.com. Grazie alla fitta rete di collaboratori, l’azienda provvede ad effettuare il ritiro degli imballaggi da smaltire presso il luogo da te indicato e negli orari precedentemente concordati.

Da anni operiamo nel settore e ti garantisce una corretta gestione dei rifiuti secondo le attuali normative in vigore. L’azienda tratta qualsiasi tipo di rifiuto: da quelli pericolosi a quelli inerti. Trasforma i materiali riciclabili in nuove materie prime da adoperare nei più diversi settori riducendo così il volume di rifiuti destinati agli inceneritori o ai punti di stoccaggio.Non affidarti al fai da te per formulare un piano di raccolta per la tua azienda ma chiedi consiglio agli operatori del settore che lavorano presso di noi. Ti sapranno indirizzare verso una scelta ben ponderata che tenga in considerazione delle tue specifiche esigenze e del quantitativo di imballaggi che devi conferire nel punto di raccolta e riciclo più prossimo a te.

Hai la necessità di effettuare lo smaltimento della lana di roccia? Non perdere tempo e rivolgiti subito a Raccolta Rifiuti.

L’azienda Raccolta Rifiuti ha stabilito la sua sede principale ad Afragola ma opera su tutto il territorio provinciale di Napoli. Con i suoi mezzi provvede al ritiro dei materiali da conferire in discarica e al loro smaltimento seguendo le attuali normative in corso. Al termine delle operazioni, Raccolta Rifiuti Napoli rilascia tutte le certificazioni che comprovano l’avvenuto smaltimento.

Che cos’è la lana di roccia?

La lana di roccia viene adoperata molto frequentemente in edilizia. Si tratta di un materiale particolarmente fibroso a trama molto sottile. La sua composizione ha una prevalenza di silicati e alluminati.

Questi due elementi rendono la lana di roccia un ottimo materiale per isolare gli ambienti dal punto di vista acustico e termico. Viene posta nei contro solai, all’interno delle pareti di cartongesso e trova una larga applicazione anche nell’edilizia industriale. Il suo utilizzo è diffuso da anni e da un po’ di tempo a questa parte è iniziato il problema del suo corretto smaltimento. Se le particelle che compongono la lana di roccia vengono inalate si possono creare gravi danni al livello polmonare e quindi deve essere smaltita secondo precisi criteri formulati per proteggere la salute di tutti.

La facilità con la quale la lana di roccia viene prodotta e le sue sue proprietà come isolante termo-acustico, hanno reso questo prodotto un materiale da edilizia largamente diffuso un po’ in tutto il mondo ma il suo smaltimento necessita di particolari attenzioni che solo i professionisti che lavorano nel settore sono in grado di garantire.

La lana di roccia è cancerogena?

È stato scientificamente provato che la lana di roccia è cancerogena e tossica e deve essere smaltita secondo le attuali normative in corso per evitare che le sue fibre vengano inalate. I rischi per la salute maggiori causati da questo prodotto si hanno infatti quando le fibre hanno una dimensione inferiore ai 6 micrometri.

Quando la lana di roccia è protetta all’interno di intercapedini diviene innocua perché non ha modo di disperdersi nell’aria. Quando invece si ha a che fare con rotture delle intercapedini e deterioramenti importanti, le sue microfibre di silicati e alluminati non solo possono essere facilmente inalate e rimanere all’interno di polmoni e bronchi, ma causano talvolta abrasioni al livello epiteliale e infiammazioni delle vie aeree superiori. Quando dunque si decide di effettuare lo smaltimento della lana di roccia è indispensabile che il lavoro venga affidato a una ditta specializzata.

Raccoltarifiuti.com si occupa di effettuare il ritiro lana di vetro e lana di roccia presso il punto indicato da te su orario concordato. Contatta Raccotlarifiuti.com per richiedere un preventivo gratuito che tenga in considerazione tutte le tue specifiche esigenze di budget e tempistica.

Come avviene lo smaltimento della lana di roccia e della lana di vetro?

Non è necessario richiedere l’approvazione della Asl di competenza per effettuare lo smaltimento della lana di roccia come invece accade per l’amianto. Tuttavia lo smaltimento di questo rifiuto non riciclabile prevede l’utilizzo di apposite metodologie e di attrezzature all’avanguardia del tutto simili a quelle che abitualmente vengono usate per l’amianto friabile. Gli operatori di Raccoltarifiuti.com, prima di eseguire la rimozione, indossano mascherine e guanti protettivi per evitare l’inalazione delle fibre.

Il lavoro di smontaggio così come lo step successivo del confezionamento, vengono effettuati in completa sicurezza sia per gli addetti ai lavori che per tutti coloro che transitano nei paraggi. Se vuoi ricevere ulteriori chiarimenti su come viene effettuato lo smaltimento della lana di roccia e della lana di vetro, compila l’apposito formulario presente su Raccoltarifiuti.com e verrai ricontattato a breve da un operatore che ti chiarirà nel dettaglio ogni tuo minimo dubbio in merito.

Rottamazione pc: perché effettuarla?

L’avvento della tecnologia ha migliorato sotto molti aspetti la qualità delle nostre vite, semplificando le comunicazioni e numerose altre operazioni quotidiane, sia a casa che in ufficio. Hai mai pensato, però, all’impatto che la grande quantità di apparecchiature tecnologiche usurate potrebbe avere sull’ambiente e sulla nostra salute?

Lo smaltimento dei rifiuti elettronici è uno dei principali problemi che affliggono la società moderna, costringendoci a cercare soluzioni sempre più efficaci.

La quantità di computer rotti e altre apparecchiature tecnologiche ormai obsolete, infatti, non ha mai raggiunto i preoccupanti livelli odierni.

Smaltire questi materiali in modo consapevole e appropriato, quindi, rappresenta non solo un imperativo per la salvaguardia del pianeta, ma anche – attraverso le corrette tecniche di riciclo – una risorsa economica impareggiabile. Se anche tu, come la maggior parte delle famiglie e delle aziende italiane, hai il problema non sapere come provvedere alla rottamazione dei pc ormai inutilizzabili, rivolgiti a un professionista del settore.

RaccoltaRifiuti opera sul territorio di Napoli e dintorni, provvedendo allo smaltimento di rifiuti speciali o pericolosi. Grazie al suo team di professionisti qualificati e nel pieno rispetto di tutta la complessa normativa di settore, potrà fornirti l’aiuto che ti serve nel trattamento di ogni genere di rifiuto elettronico.

Come avviene lo smaltimento dei rifiuti elettronici?

Quando si tratta di rifiuti speciali, proprio come i computer rotti o altre apparecchiature elettroniche, è importante seguire precisi protocolli tecnici di smaltimento che impediscano la dispersione di sostanze pericolose e permettano il recupero dei materiali utilizzabili. Sapevi, per esempio, che all’interno della maggior parte degli elettrodomestici sono compresi metalli pesanti, che potrebbero inquinare il terreno e le falde acquifere se non correttamente smaltiti? Tra questi metalli, inoltre, non mancano quelli preziosi: alcune componenti dei materiali elettronici sono realizzate con rame, argento, oro o addirittura platino.

Alla luce di queste considerazioni, appare chiara l’esigenza di sottoporre i rifiuti elettronici a trattamenti professionali di smaltimento, esempio:

  • rottamazione pc
  • rottamazione cellulari
  • rottamazione tv
  • rottamazione elettrodomestici).

Servizio smaltimento raee: come avviene il recupero del materiale elettronico?

La normativa in materia, in linea con le disposizioni date dalla Comunità Europea, attribuisce ai RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) specifici codici identificativi: 16 02 13 per i rifiuti pericolosi e 16 02 14 per quelli non pericolosi. Specialmente quando si tratta di realtà su larga scala, come le aziende, lo smaltimento di apparecchiature tecnologiche dovrà essere affidato a specialisti del settore, che provvederanno al corretto trattamento del rifiuto avvalendosi di strumenti competenze all’avanguardia. SmaltimentoRifiuti può aiutarti a identificare i tuoi rifiuti, provvedendo alle modalità di trattamento più adatte, nel pieno rispetto di tutte le norme in materia.

Ulteriori problemi potrebbero porsi, infine, in ragione dei dati contenuti su dischi rigidi e altri dispositivi trattati. Prima della consegna, ricorda di procedere al recupero e alla cancellazione dei tuoi dati sensibili. In ogni caso, affidando lo smaltimento di queste particolari apparecchiature alla cura di professionisti, avrai la certezza di una procedura portata a termine nel pieno rispetto della tua privacy e di quella dei tuoi clienti.

Rifiuti elettronici: non solo computer rotti, pc, tv, cellulari 

Tra i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i vecchi personal computer domestici o aziendali rappresentano solo una parte, seppure consistente, del totale. A questi potranno aggiungersi anche, per esempio:

– monitor, stampanti, toner, telefonini e telefoni aziendali.

Un comportamento consapevole nei confronti di questi oggetti, soprattutto quando arriva il momento di sostituirli, costituisce una responsabilità imprescindibile.

Se la tua azienda necessita dell’intervento di un professionista per lo smaltimento dei rifiuti elettronici, rivolgiti all’esperienza di SmaltimentoRifiuti.

Con un ambito d’azione che copre il territorio di Napoli e dintorni, il team di professionisti dello smaltimento saprà consigliarti sulle modalità perfette per risolvere il tuo specifico problema. Accreditato presso l’Albo dei Gestori Comunali, inoltre, potrà fornirti tutte le certificazioni richieste dalla legge per tenere traccia delle modalità di trattamento seguite.

Puoi contattare SmaltimentoRifiuti attraverso il numero di assistenza a tua disposizione o tramite mail, compilando il comodo modulo disponibile online: i consulenti sapranno darti indicazioni specifiche sui costi e le procedure necessarie per la rottamazione dei tuoi pc, e non solo. Cosa aspetti?

Dove si butta il polistirolo? La raccolta differenziata dei rifiuti è un atto di civiltà diventato ormai familiare ma che per essere assolto correttamente richiede la capacità di distinguere alcuni materiali particolari per evitare errori di selezione.

Il polistirolo è uno di quei materiali sul quale sorgono spesso dubbi riguardo al corretto smaltimento. Dubbi, peraltro, legittimi visto che le regole variano da città a città: in alcuni piccoli comuni si distingue il tipo di polistirolo da smaltire, mentre nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli, non si fa in genere alcuna distinzione.

Il polistirolo si butta nella plastica o nell’indifferenziata? Vediamo come procedere correttamente per la raccolta differenziata di questo materiale.

Polistirolo: dove si butta e come si può differenziare?

La raccolta differenziata è un’attività che eseguiamo quotidianamente in modo abbastanza disinvolto. Ma se è ormai diventato familiare dividere la plastica, la carta, il vetro e l’umido, non altrettanto si può dire di alcuni materiali di cui, complice un’informazione non proprio chiara, ignoriamo la destinazione; uno di questi è il polistirolo e la raccolta differenziata.

Il nome scientifico del polistirolo è polistirene, ossia polimero dello stirene. Si tratta di un materiale che ostacola la formazione di funghi, batteri e altri microrganismi, e per questo viene utilizzato come recipiente alimentare, sia sinterizzato (è facile avere in casa un imballaggio polistirolo come vaschette in polistirolo per il gelato o contenitori in polistirolo per il pesce) sia estruso (vassoi polistirolo per la carne di supermercati, o vassoi polistirolo per le verdure) ma anche come materiale da imballaggio e come isolante acustico e termico.

Per sapere come avviarlo correttamente allo smaltimento, occorre innanzitutto distinguere tra polistirolo per alimenti e polistirolo da imballaggio.

Le vaschette per alimenti in polistirolo, come quelle utilizzate per il gelato o per confezionare carne e pesce, sono composte prevalentemente da plastica, mentre il polistirolo da imballaggio, come quello usato per imballare gli elettrodomestici, è costituito da materiali diversi.

Il polistirolo va nella plastica?

Il polistirolo dei contenitori per alimenti che troviamo nel reparto carne o formaggi, riconoscibile grazie alla sigla PS o PS 06, deve essere smaltito nel bidone della plastica. Prima di gettare le vaschette, è importante che siano completamente svuotate, sciacquate o pulite in modo da rimuovere gli eventuali residui di cibo; se troppo sporche, è preferibile buttarle nell’indifferenziata. Inoltre, in presenza di fogli di alluminio come fondo del contenitore, è necessario separare i due materiali e smaltirli separatamente.

Per quanto riguarda il polistirolo da imballaggio, la sua destinazione varia a seconda del Comune: generalmente, nelle grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna, si butta nel bidone della plastica. In altri piccoli Comuni va invece indirizzato nel sacco per la raccolta indifferenziata. Poiché nelle varie città la raccolta differenziata si effettua con metodi diversi, per togliersi ogni dubbio si consiglia di consultare le linee guida del proprio Comune.

Riciclaggio polistirolo

Una soluzione per ridurre la quantità di polistirolo in circolazione è quella di riutilizzarlo più volte dopo un processo di lavaggio ad alte temperature e disinfettaggio. Il polistirolo espanso può essere riciclato completamente per produrre nuovi imballi, per ottenere materiale per il drenaggio nell’agricoltura oppure utilizzato come isolante termico nell’edilizia. Secondo i ricercatori dell’Iowa State University, che ne hanno ricavato una miscela di biodisel, può essere anche trasformato in energia.

Qui entra in gioco una corretta raccolta differenziata che permette, con un piccolo sforzo, di tenere pulito l’ambiente, aumentando le possibilità di riciclaggio. Poiché il riciclo è comunque legato a processi tecnologici a loro volta inquinanti, una strategia ecocompatibile consiste nel riciclo creativo del polistirolo, materiale che, grazie alla sua malleabilità, può essere utilizzato per realizzare decorazioni, sottobicchieri, portaoggetti, quadri, presepi, plastici e molto altro ancora.

Effettuare la raccolta differenziata del polistirolo a Napoli, come nel resto d’Italia, è obbligatorio per legge. Se avete bisogno di smaltire il polistirolo a Napoli, la nostra azienda fa al caso vostro. Ci occupiamo di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti di vario genere, tra cui alluminio, amianto, cartucce e toner, carta e cartone, ferro e acciaio, legno, plastica, RAE, vetro, ecc.
Per sapere quanto costa lo smaltimento del polistirolo a Napoli, non esitate a richiedere un preventivo gratuito compilando l’apposito form.

immagine delle fibre di amianto

Rimozione e smaltimento eternit a Napoli

Il termine “Eternit”  è di derivazione latina, da eaternitas che letteralmente vuol dire Eternità.

A coniare il termine fu l’austriaco Ludwig Hatschek che, agli inizi del 900, brevettò un particolare tipo di fibrocemento a base di una miscela di cemento-amianto a cui, proprio per le sue caratteristiche di resistenza, diede il nome di eternit.

L’eternit è oggi identificato con appellativi diversi: eternitte, eternit, fibrocemento, cemento-amianto, amianto, asbesto.

Impropriamente i termini Eternit e Amianto sono utilizzati come sinonimi; in realtà, l’amianto è solo uno dei componenti, presente al 15-20% dell’eternit e, di fatto, sarebbe tecnicamente più corretto definire l’eternit un fibrocemento a base di amianto, cioè cemento mescolato a fibre di amianto.

Una semplice ma potente analogia, con contenuti meno tecnici e più vicini a tutti noi di quanto possa essere l’eternitte ma che ci aiuti a capire la differenzazione tra eternit e amianto è il “pane”;: Immaginate che il pane sia l’Eternit, cioè il prodotto finito, e la farina l’amianto, uno dei componenti del pane ; non trovereste scorretto dire che la farina sia pane?.

L’amianto è l’elemento che ha reso l’eternit così famoso tanto nel campo edilizio, per le sue ottime qualità tecnologiche, che nel campo legislativo e sanitario, per gli effetti nocivi che l’inalazione delle fibre di amianto disperse possono produrre sulla popolazione.

Il successo dell’Eternit raggiunse l’Italia introno la prima metà del 900 e si espanse a tal punto che, nel periodo compreso tra gli anni 30 e il 1992, l’Italia fu considerata la seconda produttrice/ esportatrice  Europea  di Eternit.

In quegli anni, viste le particolari peculiarità possedute dall’Eternit quali: una grande resistenza allo striamento e un’alta resistenza al fuoco, fecero sì che amianti a matrice compatta  e cementizia  fossero largamente utilizzati, oltre che nelle nell’edilizia in senso più globale, anche per tutti i rivestimenti antincendio e termocoibenti.

Solo nel 1992, con Legge Ordinaria del Parlamento nr.257 del 27/03/1992 veniva imposta la cessazione dell’impiego di amianto in tutti i settori a causa di studi clinici che avevano correlazionato l’impiego dell’eternit nell’edilizia e la diffusione del mesotelioma : un tumore raro, la cui unica causa accertata è l’inalazione di fibre naturali, tra le quali l’amianto.
Dal 1992 ad oggi, quindi, non solo è stata interrotta la produzione di cementi-amianto, ma si è dato il via ai processi di bonifica ambientale che prevedessero la rimozione e lo smaltimento di tutti i manufatti in eternit e, dove possibile, la relativa sostituzione dell’amianto con materiali eco-compatibili.

E’ possibile che, a tutt’oggi, vi siano ancora manufatti contenenti amianto?

Visto il successo dell’eternit nell’edilizia intorno agli anni 50, nonchè il boom  edilizio stesso di quegli anni e, considerata la recenza dei provvedimenti legislativi in tema di utilizzo dell’amianto, non solo è possibile ma è dato di fatto che, ancora oggi, vi sino una varietà di manufatti contenenti amianto o cemento-amianto sia nella varianti a matrice friabile, la più pericolosa, si a matrice compatta.
Di seguito si riporta una lista di manufatti edili e non contenenti amianto  largamente diffusi  tra gli anno 30 e 90  che potrebbero, a tutto oggi, essere in uso nei nostri uffici, condomini, abitazioni.

AMIANTO A MATRICE FRIABILE

AMIANTO A MATRICE COMPATTA
CEMENTO-AMIANTO
ETERNIT

Manufatto

Ambito di utilizzazione

Manufatto

Ambito di utilizzazione

Ricoprimenti a spruzzo

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

TEGOLE

Edilizia abitativa
Industria

Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

COPPELLA COPRICOLMO

Edilizia civile
Industria

Funi, corde, tessuti

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

COPPONI AUTOPORTANTI

Edilizia civile
Stalle e fienili
Piccoli capannoni
industriali

Cartoni, carte e prodotti affini

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

LASTRE ONDULATE PER COPERTURA

Edilizia civile
Industria

Prodotti bituminosi

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

LASTRE PIANE PER CONTROSOFFITTATURA

Industria
Luoghi aperti al pubblico
Teatri
Cinematografi

Mattonelle di vinile con intercapedini di carta di amianto

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

LASTRE PIANE

Uso domestico Industria
Edilizia civile Palestre
Piscine
Industria

Mattonelle e pavimenti vinilici

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

SERBATOI

Edilizia civile Industria

PVC e plastiche rinforzate

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

SILOS

Industria

Ricoprimenti e vernici

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

TUBI ,RACCORDI, QUINTI

Edilizia civile Industria

Mastici sigillanti

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

COPRI TUBO

Edilizia civile Industria Ospedali

Rivestimenti isolanti termo-acustici

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

GRONDAIE E DISCENDENTI ACQUE METEORICHE

Edilizia civile
Industria

Controsoffitti

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

CANNE FUMARIE E COMIGNOLI

Edilizia civile
Industria

CONDOTTE D’AREA

Edilizia civile
Industria

UNITA’ EDILIZIE PREFABBRICATE

Edilizia civile nell’emergenza

CABINE

Edilizia civile
Industria

VCAMERE COIBENTATE PER COMBUSTIONE

Edilizia civile
Industria

QUADRI  ELETTRICI

Edilizia civile
Industria

 

Cosa fare se ipotizzammo presenza di Eternit nella nostra casa, ufficio, cantiere a Napoli?

Non esitare a contattarci. Effettuiamo lo smaltimento dell’eternit in tutta la provincia di Napoli. 

Offriamo tecnici specializzati nella diagnosi, bonifica e rimozione di manufatti in eternit.

Potrai usufruire di un sopralluogo e un preventivo gratuito in tutta Napoli e ricorda, non solo è fatto obbligo da legge la rimozione e bonifica di manufatti in eternit, ma, intervenire tempestivamente, riduce i danni che l’inalazione delle fibre di amianto possono causare e ci aiuta a rendere il nostro mondo più sano e più pulito.

Se vivete a Roma potete contattare i nostri partner nello Smaltimento Eternit Roma.

immagine delle fibre di amianto

Rimozione e bonifica da amianto in tutta Napoli

L’Amianto è un minerale fibroso che è stato utilizzato in un’ampia gamma di prodotti d’edilizia e d’industria, prima che la sua estrazione, lavorazione e il commercio sono stati proibiti per legge. Sia l’amianto friabile sia l’amianto compatto (miscela con cemento, chiamato anche eternit) presentano un pericolo a causa del rilascio nell’ambiente di un’alta quantità di fibre, che sono inalabili e possono provocare delle malattie come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni.

Purtroppo ancora oggi in molte zone di Roma si trovano ancora le coperture dei tetti, le tubazioni e i serbatoi o le vasche in amianto o eternit.

Ci occupiamo dello smaltimento dei manufatti in amianto in tutta la provincia di Napoli.

Lo smaltimento dell’amianto richiede precauzioni e attrezzature adeguate per evitare la diffusione esagerata delle fibre di amianto durante i lavori.

Prima della rimozione e dello smaltimento amianto, infatti, il minerale deve essere reso inoffensivo in modo che non costituisca un pericolo per la salute dei lavoratori o dei condomini o passanti. Solo dopo l’applicazione di sostanze fissanti, avviene la rimozione dell’amianto con adeguati macchinari a Napoli e dintorni.

Dopo la rimozione sicura, provvederemo al trasporto in siti ove sia possibile lo smaltimento amianto a Napoli. 

Troverete informazioni più dettagliati cliccando Smaltimento amianto.

Se non vi trovate a Napoli contattate i nostri partner operanti sul territorio laziale di frosinone e latina:

immagine di cartucce e toner usati

Raccolta e smaltimento di toner e cartucce

Toner e cartucce appartengono alla classe dei rifiuti speciali non pericolosi ed essi devono essere raccolti e smaltiti separatamente.

I codici CER per identificare questi rifiuti sono rispettivamente 08 03 18 e 16 02 16.

Con il crescente utilizzo di stampanti, fax e fotocopiatrici il consumo di toner e cartucce sono aumentati, soprattutto negli uffici.

Il servizio della raccolta toner e cartucce è indirizzato principalmente a uffici e aziende, ma anche a privati e famiglie.

Quanto costa il servizio di smaltimento toner e cartucce a Napoli?

Scriveteci una richiesta gratuita e senza impegno. Indicateci il numero delle consumabili da smaltire oppure la periodicità con cui va effettuato il servizio (facendo una stima del consumo effettivo.)

Se siete un negozio o un ufficio un nostro consulente si recherà presso la vostra sede per stilare un preventivo a seconda delle vostre necessità.

Richiedeteci subito il costo per lo smaltimento dei toner e delle cartucce in una delle zone di Napoli.

In che zone di Napoli effettuiamo il ritiro di toner e cartucce?

  • Acerra
  • Afragola
  • Agerola
  • Anacapri
  • Arzano
  • Bacoli
  • Barano d’Ischia
  • Boscoreale
  • Boscotrecase
  • Brusciano
  • Caivano
  • Calvizzano
  • Camposano
  • Capri
  • Carbonara di Nola
  • Cardito
  • Casalnuovo di Napoli
  • Casamarciano
  • Casamicciola Terme
  • Casandrino
  • Casavatore
  • Casola di Napoli
  • Casoria
  • Castellammare di Stabia
  • Castello di Cisterna
  • Cercola
  • Cicciano
  • Cimitile
  • Comiziano
  • Crispano
  • Ercolano
  • Forio
  • Frattamaggiore
  • Frattaminore
  • Giugliano in Campania
  • Gragnano
  • Grumo Nevano
  • Ischia
  • Lacco Ameno
  • Lettere
  • Liveri
  • Marano di Napoli
  • Mariglianella
  • Marigliano
  • Massa Lubrense
  • Massa di Somma
  • Melito di Napoli
  • Meta
  • Monte di Procida
  • Mugnano di Napoli
  • Napoli
  • Nola
  • Ottaviano
  • Palma Campania
  • Piano di Sorrento
  • Pimonte
  • Poggiomarino
  • Pollena Trocchia
  • Pomigliano d’Arco
  • Pompei
  • Portici
  • Pozzuoli
  • Procida
  • Qualiano
  • Quarto
  • Roccarainola
  • San Gennaro Vesuviano
  • San Giorgio a Cremano
  • San Giuseppe Vesuviano
  • San Paolo Bel Sito
  • San Sebastiano al Vesuvio
  • San Vitaliano
  • Sant’Agnello
  • Sant’Anastasia
  • Sant’Antimo
  • Sant’Antonio Abate
  • Castellammare di Stabia
  • Santa Maria la Carità
  • Saviano
  • Scisciano
  • Serrara Fontana
  • Somma Vesuviana
  • Sorrento
  • Striano
  • Terzigno
  • Torre Annunziata
  • Torre del Greco
  • Trecase
  • Tufino
  • Vico Equense
  • Villaricca
  • Visciano
  • Volla

immagine cassette e pezzi di legno

Raccolta e trasporto legno/legname

Il legno ha mille vite e dalle cassette per l’ortofrutta o dalle scatole di legno per l’imballaggio potrebbe diventare un mobile. Naturalmente questa trasformazione parte dalla raccolta del legno usato.

Il codice CER per i rifiuti di origine lignea è 17 02 01. Fanno parte di questa grande famiglia i bancali, i pallet, le travi, le cassette, i rami degli alberi etc.

Infatti nei contenitori della raccolta differenziata dedicati alla raccolta legno si possono buttare imballaggi di legno, cassette per l’ortofrutta, pallet e imballaggi industriali, mobili frantumati, rifiuti legnosi provenienti dall’edilizio ecc.

Raccoltarifiuti.com agevola la trasformazione del legno da rifiuto in risorsa tramite la raccolta legno.

La raccolta del legno è condotta alle industrie di riciclo che si occupano della triturazione o pressatura del legno per produrre la materia prima per le industrie.

Smaltimento legno: prezzi

Per conoscere i prezzi dello smaltimento del legno potete richiederci un preventivo gratuito e senza impegno per il servizio.

Nella richiesta di preventivo indicateci il quantitativo espresso in kg o mc e l’origine del legname (se per esempio si tratta di cassette in legno, di travi, di bancali, di legno proveniente da lavorazioni del verde etc. ).

Sarete ricontattati a breve da un operatore della vostra zona per conoscere il prezzo totale del lavoro e i tempi per svolgerlo.

 

immagine di un mucchio di riviste e giornali usati

Ritiro e trasporto carta e cartone

Circa il 30% del totale dei rifiuti in Italia è carta e riciclare questo materiale tramite la raccolta differenziata di carta e cartone significa usufruire di una risorsa.

Come risaputo, per la produzione primaria della carta bisogna tagliare alberi e il danno per l’ambiente è immenso, riciclare la carta non mette solo in salvo questi alberi, ma risparmia energia e soldi.

Per questo motivo Raccoltarifiuti.com invita a fare la raccolta di carta e cartone.

La carta ed il cartone sono identificati con il codice CER 15 01 01.  E la nostra ditta è tra le migliori a Napoli nei servizi di ritiro, raccolta, trasporto in discarica e smaltimento di carta di ogni genere.

Le ricerche online fanno emergere che gli utenti cercano oltre alla carta e al cartone, anche lo smaltimento di carte speciali come la carta stagnola, la carta proveniente da uffici e contente dati sensibili, la carta vetrata, la carta abrasiva o la carta oleata.

Sia che siete un privato, un’azienda o un ufficio, contattateci senza impegno, un nostro consulente vi fornirà tutte le indicazioni necessarie oltre che un preventivo gratuito e senza impegno.

Che cosa buttare nella raccolta carta e cartone?

Nella raccolta di carta si buttano giornali, riviste, quaderni, scatole, imballaggi in cartone, quaderni, fogli.

Invece non bisogna buttare nella raccolta carta e cartone: Carta con residui di colla, contenitori unti, brik del latte e del succo di frutta.

Con la proposta della raccolta carta e cartone Raccoltarifiuti.com si rivolge sopratutto agli uffici con maggior consumo di questo materiale.