L’impatto della pandemia che ha colpito tutto il mondo sarà scioccante anche per quanto riguarda l’ambiente, con la necessità di effettuare uno smaltimento corretto e una classificazione di tutti i DPI, che hanno visto un aumento esorbitante dell’uso delle mascherine proprio per contrastare il contagio, con la conseguenza che i mari si stanno riempiendo di questi dispositivi di protezione individuale. Vediamo insieme come si smaltiscono correttamente i DPI secondo la procedura smaltimento rifiuti speciali.

Smaltimento dpi usati, come funziona?

Fin dall’inizio della pandemia in tutto il mondo gli operatori sanitari e i cittadini stanno usando i dispositivi di protezione individuale e questo aumenta il volume dei rifiuti prodotti senza che siano stati presi dei provvedimenti in merito. Lo smaltimento di mascherine e guanti, oltre a quello delle visiere protettive in plastica si va ad aggiungere all’aumento che si è registrato per quanto riguarda i rifiuti sanitari infetti provenienti sia dagli ospedali che dalle case di cura.

Per lo smaltimento esistono delle normative di riferimento, ma sicuramente sono necessarie anche soluzioni alternative in grado di diminuire la portata del problema.

La normativa per lo smaltimento dei d.p.i dispositivi protezione individuale

Una cattiva gestione dei rifiuti aggrava ancora di più l’inquinamento crescente che già affligge il pianeta. I DPI sono definiti dal un D,Lgs. Il numero 81/2008 che nell’articolo 74 precisa: “si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

Differenza tra dpi domestici e dpi sanitari

Una definizione che si adatta perfettamente all’ambito del lavoro e quindi le mascherine sprovviste di filtro, come quelle chirurgiche o quelle igieniche (dpi ospedalieri), come evidenziato dalla norma UNI EN 14683, non fanno parte dei DPI ma sono invece dei sono dispositivi medici, il cui utilizzo non serve a proteggere coloro che le indossano, ma invece preservano da eventuali contaminazioni le persone con cui si entra in contatto. Passando alla loro classificazione nell’ambito dei rifiuti, dato che non sono filtranti, sia le mascherine che i guanti non sono riciclabili e questo deve essere tenuto presente quando si procede al loro smaltimento dopo l’uso.

Classificazione dpi

La classificazione dei rifiuti è stata basata per alcune tipologie individuando l’attività che li genera, mentre in altri casi si fa riferimento alla loro funzione originale. Queste classificazioni, con l’attribuzione del “Codice CER” fa riferimento ad uno specifico paragrafo dal titolo “Elenco dei rifiuti”, presente all’interno dell’allegato di una decisione della Commissione Europea e precisamente la numero 2000/532/CE. Da questa si evince che i DPI usati nelle condizioni “ordinarie” possono essere catalogati in due:

  • codici C.E.R, il 15.02.02
  • codice cer 15 02 03

Nel caso dei DPI usati si devono prendere in considerazione altri 2 codici, il 18.01.03 e il 18.01.04 entrambi relativi a due ambienti specifici come quello sanitario e quello veterinario.

Questa classificazione contribuisce a chiarire come si debbano smaltire i DPI che vengono utilizzati per contrastare l’emergenza coronavirus (stessa cat di cui fa parte la classificazione guanti). Gran parte dei dispositivi di protezione sono del tipo “monouso” e sono stati progettati per abbassare il rischio di contaminazione tra le persone, specialmente quando si tratta di pazienti che possono essere stati esposti al virus. Per questo tutti i cittadini sono chiamati, insieme alle aziende ed alle strutture mediche a mettere in atto quanto è previsto dalla relativa normativa per lo smaltimento.

Smaltimento DPI usati provenienti da abitazioni

Nel caso in cui i rifiuti provengano da case dove abitano delle persone con contagio da Covid, questi devono essere considerati nello stesso modo di quelli che provengono dalle strutture sanitarie, cioè pericolosi e con possibile rischio di infezione, per cui lo smaltimento dpi deve essere messo in atto con delle modalità ben precise.

Prima di tutto è necessario attuare una interruzione della raccolta differenziata, e tutti i rifiuti prodotti nell’abitazione devono essere conferiti nel cassone dell’indifferenziato con l’uso di due sacchetti, posizionati uno dentro l’altro e chiusi in maniera da non poter toccare i rifiuti contenuti. Inoltre si deve evitare di toccare il sacco con “mani nude” e di schiacciarlo, oltre che evitare che sia toccato dagli animali.

Se i rifiuti provengono invece da abitazioni nelle quali non ci sono soggetti positivi al covid si può continuare con la raccolta differenziata, avendo cura di conferire i DPI usati all’indifferenziato.

Uno dei problemi per chi detiene degli estintori è rappresentato dal loro smaltimento una volta scaduti. Infatti tutti questi apparecchi fanno parte dell’elenco dei rifiuti pericolosi. Dove buttare l’estintore vuoto?

Per lo smaltimento estintori scaduti è necessario seguire delle procedure particolari che sono state normate dalla legge. Anche lo smaltimento della polvere estinguente che si trova al loro interno deve essere eseguito in accordo a particolari procedure. Vediamo insieme di cosa si tratta.

I codici CER estintori

Ogni tipo di estintore ha un proprio codice CER che serve per identificarlo e lo smaltimento deve essere eseguito sulla base del codice. Ad esempio i cer estintori a polvere sia portatili che carrellati, sono contraddistinti dal codice CER 160304, mentre gli i cer estintori a diossido di carbonio, sempre portatili o carrellati, sono contraddistinti dal codice CER 160505.

Altri codici cer sono relativi agli estintori ad Halon ed a quelli a schiuma. Potrebbe interessarti anche lo smaltimento Halon e lo smaltimento porte Rei. La legge che disciplina lo smaltimento degli estintori ed il loro recupero definisce che questo può essere effettuato soltanto da ditte specializzate ed in possesso della relativa autorizzazione rilasciata dall’ente preposto.

Sarà quindi a loro carico l’intera procedura, nel rispetto delle normative e dalla salute pubblica. Per smaltire estintori, in accordo al decreto legge numero 152 del 2006, lo smaltimento stesso deve riguardare sia gli elementi metallici che quelli in plastica.

Come avviene lo smaltimento estintori scaduti

Gli estintori usati, sia nel caso siano estintori scaduti oppure si tratti di un estintore vuoto, insieme alle polveri contenute al loro interno, devono essere raccolti e successivamente trasportati in un impianto autorizzato per recupero estintori.

Per lo smaltimento estintori si devono seguire delle procedute codificate dalla legge in quanto le sostanze contenute al loro interne possono risultare pericolose per la salute dell’uomo. Il primo passo è quello dell’attribuzione del codice CER, poi si può procedere al vero e proprio smaltimento.

Le norme di legge prevedono che tutte le operazioni vengano svolte da ditte specializzate in smaltimento estintori vuoti che devono porre una grande attenzione nel rispetto di tutte le norme, in quanto una errata gestione delle operazioni potrebbe causare dei problemi anche di natura penale. Sono molte dello estintori scaduti sanzioni

La gestione dell’ estintore vuoto può essere effettuata sia dall’azienda che gestisce la manutenzione dell’estintore che dal cliente. I privati possono decidere la consegna dell’estintore da smaltire a soggetti terzi debitamente autorizzati, mentre di norma il manutentore (potete chiedere a lui dove smaltire estintori in casa) che si fa carico di questa operazione può tenerlo in stoccaggio temporaneo presso il proprio deposito.

Se si tratta di un rifiuto classificato come “pericoloso” si possono trasportare fino a 30 chilogrammi per ogni giorno, oppure 30 litri di polveri estinguenti. Il periodo massimo di sosta temporanea presso il deposito del manutentore è di 10 giorni e in questo periodo l’estintore usato deve essere segnato sull’apposito registro di carico e scarico o in alternativa sul registro Sistri.

Dopo quanto si può parlare di estintore scaduto?

Il periodo massimo di utilizzo di un estintore portatile in accordo al D.M. 20/12/82, è di 18 anni dalla sua costruzione. Oltre a questa condizione, per trasformare l’estintore in un rifiuto è necessaria una identificazione dello stesso come “fuori norma” effettuata dal manutentore.

Smaltimento polvere estinguente

Lo smaltimento polvere estintori si chiama polvere estinguente, con il passare del tempo tende a perdere le proprietà di potenza contro la fiamma e di scorrevolezza e per questo di deve provvedere alla sua sostituzione in accordo alle norme legislative in vigore.

Le polveri estinguenti deve essere rimosse e sostituite dopo 3 anni dal suo inserimento all’interno di un estintore se mai usata, oppure dopo 5 anni se è stoccata all’interno di un magazzino. Per lo smaltimento polveri si deve prevedere la sostituzione completa alle scadenze indicate, inserendo della polvere nuova, mentre quella vecchia deve essere raccolta in dei “bigbag” e poi inviata in discarica per lo smaltimento, tramite un trasportatore debitamente autorizzato.

Il registro di carico e scarico della polvere estinguente deve essere tenuto dalla ditta che esegue la manutenzione degli estintori.

Nell’ambito dello smaltimento pelli e scarti di pellame a Napoli è importante rivolgersi ad un’azienda specializzata, la quale si assumerà l’onere di dare il via ad un’operazione tanto indispensabile, quanto complessa e particolare. Dal momento che questi prodotti sono comunque considerati tossici per l’ambiente, vanno smaltiti seguendo procedure all’avanguardia, nel totale rispetto dell’ambiente e delle normative vigenti.

Lo Smaltimento della Lavorazione pelli a Napoli

Lo smaltimento di pelli e scarti di pellame è un’operazione complicata che raccoltarifiuti.com si occupa di portare a termine con il massimo dell’impegno e della determinazione.

Un ampio team di collaboratori gestisce lo smaltimento degli scarti della lavorazione delle pelli, dal sito della manifattura alla discarica adibita alla rigenerazione di particolari sostanze presenti nei pellami, così da poter realizzare altro materiale a costi essenzialmente ridotti.

Dal momento che più del 50% degli scarti della pelle può essere re-impiegato nella realizzazione di accessori moda in piccola pelletteria, suole per le scarpe, etc, la rigenerazione è un’operazione importante che passa attraverso varie fasi.

La restante parte derivante dal processo di rigenerazione delle materie prime può essere infatti impiegata nell’agricoltura e nell’ambito dell’edilizia. A Napoli, l’azienda smaltimento rifiuti dimostra di avere a cuore tale concetto, tanto da conoscere fino in fondo cosa voglia dire il rispetto per l’ambiente e per la salute di tante persone.

Come avviene la raccolta degli scarti di pelle?

Una volta che l’azienda interessata allo smaltimento di pelli ha ultimato le operazioni di lavorazione, può chiamare in causa l’intervento di Smaltimento Rifiuti, la quale provvederà alla raccolta dei ritagli di pelle, per poi trasferirla nei vari centri adibiti allo smaltimento delle sostanze nocive. Terminata l’operazione di conservazione di tali materiali, l’azienda rilascia dei certificati, i quali attestano l’avvenuto processo di smaltimento degli scarti di pelli mediante l’uso di macchinari all’avanguardia e nel totale rispetto della legge.

Cosa dice le normativa sulla lavorazione pellame?

Così come avviene per la stragrande maggioranza dei rifiuti pericolosi, anche per quanto riguarda lo smaltimento pelle e scarti di pellame ci sono normative severe che regolano ogni tipo di raccolta, gestione e classificazione delle sostanze nocive presenti all’interno della materia prima.

Dal momento che esistono e sono reali dei criteri di classificazione dei rifiuti speciali, il pellame viene codificato tramite il seriale CER 040108/9 e richiede, per tale ragione, uno smaltimento a sè stante.

Il cromo, materiale classificato in chimica con un elevato numero di ossidazione, è il diretto derivato degli scarti di pellame e per questo motivo viene trattato a parte.

Lo smaltimento delle pelli prevede il trasporto in discarica?

Il pacchetto servizi messo a disposizione dell’azienda di Napoli è in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta da parte del consumatore e si rivolge soprattutto al rispetto totale dell’ambiente, visto l’enorme carico di inquinamento derivante dal cromo come sostanza chimica altamente dannosa per l’ecosistema.

Una volta raccolto il materiale da smaltire, questo va necessariamente trasportato presso centri specializzati (in genere una discarica) che si occuperanno della gestione del rifiuto, nonché di trasferirlo all’interno di appositi termo-valorizzatori.

Le discariche autorizzate gestiscono i rifiuti in maniera responsabile e ben organizzata, tutelando la salute degli operatori ecologici garantendo sicurezza e protezione da eventuali contatti con animali infetti e infestanti e materiali pericolosi o tossici:

  • i materiali pericolosi vengono gestiti da operatori specializzati, in parti apposite dei centri di rifiuti
  • l’eventuale presenza di animali infetti (topi, scarafaggi o piccioni) viene gestita con l’utilizzo di sistemi di allontanamento e dissuasione (es: deterrenti per piccioni).

Costi smaltimento lavorazione pelli: come chiedere un preventivo?

Chiunque necessiti di smaltire pelli e riciclare scarti di pellame può rivolgersi alla ditta specializzata, attiva da molti anni presso lo storico comune di Napoli. Tramite l’ausilio di uno staff altamente qualificato, è possibile adempiere a tutti gli obblighi previsti dalla normativa nell’ambito dello smaltimento dei cosiddetti rifiuti pericolosi.

I costi sono essenzialmente ridotti, così come il servizio ritiro, da sempre fiore all’occhiello di un’azienda destinata sempre più a crescere nel tempo. Per richiedere un preventivo senza impegno è necessario contattarci telefonicamente oppure recarsi nell’apposita sezione e compilare il form con tutti i dati indicati o inviare una mail di richiesta agli indirizzi indicati all’interno del portale online.


Come è gestita la raccolta dei rifiuti nell’isola di Ischia?

Chi si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti prodotti ad Ischia?

E a chi si devono rivolgere gli isolani per smaltire i rifiuti speciali, quelli cioè non assimilabili ai rifiuti urbani?

Leggete questo articolo per avere maggiore chiarezza sull’argomento.

Raccolta Differenziata Ischia: come è gestita?

Ischia Ambiente S.P.A. è l’azienda incaricata della gestione urbana dei rifiuti  sul’isola di Ischia. L’azienda si occupa di raccogliere a giorni alterni i rifiuti privati dei cittadini ma anche i rifiuti prodotti dai tanti alberghi e stabilimenti balneari presenti su tutta l’isola.

Ischia Ambiente si occupa anche di pulire spiagge, parchi e verde pubblico da rifiuti ordinari quali: organico, secco, vetro.

Di seguito vi riportiamo anche l’utile calendario per il ritiro dei rifiuti ad Ischia:

  • Lunedì Rifiuti Organici: sacchetti rigidi
  • Martedì Rifiuti Indifferenziati: sacchetti neri
  • Mercoledì Rifiuti Misti (plastica, alluminio, carta, cartone, bagna stagnata): sacchetti gialli
  • Giovedì Rifiuti Organici: sacchetti rigidi
  • Venerdì Rifiuti Vetro: sacchetti azzurri
  • Sabato Rifiuti Organici: sacchetti rigidi

Rifiuti Ischia: chi si occupa dei Rifiuti Speciali Pericolosi e Non?

Sia che siate privati che aziende operative sull’isola di Ischia forse vi state chiedendo chi si occupa dell gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Stiamo parlando di tutti quei rifiuti che non possono essere conferiti nelle discariche comuni perchè pericolosi o non riciclabili.

Tra i rifiuti speciali ci sono per esempio: toner e cartucce, tv, monitor e pc (rifiuti raee), materiali edili pericolosi come guaine bituminose, amianto o Eternit.

La nostra ditta con sede a Napoli, gestisce anche la raccolta dei rifiuti speciali ad Ischia. Basterà prendere un appuntamento per il ritiro dei rifiuti dopo aver accettato il preventivo online. Sia che siate un privato che un’azienda contattateci subito.

Un nostro responsabile commerciale per la zona di Ischia vi illustrerà subito tempi e costi per il ritiro dei vostri rifiuti speciali. Usa subito la form accanto oppure contattaci telefonicamente.

 

Gli impianti voltaici sfruttano i raggi del sole. Ma come è vero che l’energia prodotta è naturale, è anche vero che il materiale con il quale sono costruiti i pannelli, non lo è. Perciò, dopo diversi anni dall’inizio delle installazioni, è necessario pensare allo smaltimento degli stessi. a questo proposito il GSE ha pubblicato precise istruzioni per quanto riguarda l’argomento. Trattandosi di RAEE devono subire trattamenti particolari già a partire dallo smontamento e trasporto per poi passare allo smaltimento e riciclaggio pannelli fotovolatici. Facciamo chiarezza.

Pannelli Fotovoltaici e smaltimento RAEE?

I prodotti indicati come RAEE sono tutti i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e devono essere trattati secondo la normativa che ne regola lo specifico trattamento. Nel caso dei pannelli solari è previsto che tutti coloro che producono o importano i moduli ne debbano garantire il recupero e lo smaltimento in modo adeguato e nel rispetto dell’ambiente.

In quale categoria RAEE appartengono i pannelli solari?

Le norme che regolano lo smaltimento fotovoltaico e il riciclo dei pannelli fotovoltaici suddividono i moduli secondo la misura degli stessi. Per gli scarti RAEE che derivano da un impianto con una potenza non superiore a 10kWp ovvero i dispositivi ad uso domestico, lo smaltimento è a carico del produttore presente sul mercato nel periodo adibito a tale operazione. I proprietari dei pannelli non devono pagare nulla.

Per i moduli fotovoltaici con potenza superiore o pari a 10kWp che sono stati installati precedentemente al 12 aprile del 2014, lo smaltimento deve essere eseguito e pagato dall’utente.

Per i dispositivi applicati dopo il 12 aprile 2014, sono i produttori che devono pensare allo smaltimento e riciclo dei materiali.

In cosa consiste il riciclaggio dei pannelli fotovoltaici?

I rifiuti dei pannelli fotovoltaici ad uso domestico devono essere trasportati presso i Centri di raccolta autorizzati. Lo smontaggio e il trasporto deve essere effettuato da professionisti competenti e in possesso di mezzi adeguati. Tale operazione viene effettuata a carico del produttore e quindi gratuita per i consumatori.
I rifiuti ad uso industriale devono essere anch’essi dismessi e trasportati in una discarica autorizzata allo smaltimento e al riciclo di tali materiali. Coloro che se ne fanno carico sono tenuti alla compilazione dei documenti e delle autorizzazioni necessarie per svolgere tale attività.

Come avviene lo smaltimento pannelli fotovoltaici incentivati?

Dall’undicesimo anno di incentivazione dei pannelli fotovoltaici, il GSE trattiene una quota delle tariffe incentivanti come garanzia per la completa gestione degli scarti che derivano dai moduli dell’impianto.
Tale cifra sarà restituita all’utente dopo che questo ha provveduto a smaltire e riciclare correttamente i rifiuti RAEE. Tale azione deve essere provata dall’apposita documentazione compilata e inviata al GSE entro i 6 mesi successivi all’avvenuto smaltimento.
Gli impianti che sono stati attivati dopo il 30 giugno 2012 non sono inclusi in tale sistema.

Qual’è la quota trattenuta dal GSE?

La cifra che viene tenuta dal GSE fino a provato smaltimento dei rifiuti RAEE riguardanti i pannelli fotovoltaici è pari a 8/12 euro per ogni pannello facente parte di un impianto ad uso domestico, quindi con potenza ridotta.
Mentre per i moduli di impianti fotovoltaici professionali, il GSE trattiene dai 6 ai 10 euro per ogni pannello dismesso.

Il GSE mette a disposizione dei soggetti responsabili dell’impianto fotovoltaico un Portale informatico nel quale è possibile ottenere informazioni sempre aggiornate riguardo gli impianti e i più importanti dati tecnici, il numero dei pannelli che sono soggetti ad incentivazione, il numero di matricola dei moduli e l’azienda produttrice degli stessi.
Si potranno inoltre trovare le quote che sono state trattenute e il dettaglio di tuti gli interessi che rigurdano tale operazione.
Sul portale si possono trovare e scaricare anche i moduli delle dichiarazioni di smaltimento pannelli fotovoltaici necessari a comprovare il compimento di tale dovere.

Come avviene il prelievo, trasporto e smaltimento in discarica?

La nostra azienda di occupa di smontare i pannelli fotovoltaici dell’impianto presente sia presso le abitazioni ad uso domestico, che nelle strutture industriali e commerciali.
Il personale competente si occuperà di smontare i pannelli mettendoli in sicurezza con gli appositi mezzi professionali a disposizione dei tecnici. In seguito i moduli raccolti saranno trasportati presso le discariche autorizzate e smaltiti nel modo corretto previo compilazione della documentazione necessaria.

Il condizionatore è un elettrodomestico sempre più presente nelle abitazioni domestiche. Molto utile ed apprezzato, diventa un problema nel momento in cui si tratta di smaltirlo. Le leggi sulla raccolta differenziata sono sempre più severe e le multe per abbandono o errato smaltimento di elettrodomestici crescono a vista d’occhio. Come fare quindi a liberarsi del vecchio condizionatore e a chi rivolgersi?

Cosa sono i rifiuti RAEE?

Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche sono definiti per comodità con l’acronimo RAEE. Lo smaltimento di tali rifiuti è regolato dalla normativa di legge n. 65 del 2010, decreto che ha ottenuto l’approvazione del Ministero dell’Ambiente. Nel regolamento è previsto che tali dispositivi vengano ritirati dai distribuitoti e portati al centro di ravvolta della zona.
I RAEE si classificano in apparecchiature domestiche, quindi adibite ad un utilizzo prettamente privato, o professionali, quindi utilizzati negli esercizi commerciali. Ma la categoria più numerosa è costituita dagli impianti di illuminazione, circa l’80% del totale dei RAEE.

Secondo le normative invece i RAEE vengono suddivisi in 5 diversi tipi, i condizionatori sono compresi nel settore R1 insieme agli scalda acqua e i frigo. Mentre gli R2 che comprendono i grandi elettrodomestici come lavastoviglie, forno e lavatrice. In R3 vi sono la televisione e gli schermi dei pc e in R4 gli elettrodomestici di piccole dimensioni. Nell’ultimo gruppo, R5, sono compresi gli impianti di illuminazioni.

Come smaltire i condizionatori

Per lo smaltimento dei condizionatori, quindi i RAEE di tipo R1, ci si deve affidare a professionisti che ritirano l’elettrodomestico ormai inutilizzabile evitando così la dispersione di materiale inquinante nell’ambiente. La raccolta avviene direttamente al domicilio dell’utente ed ogni parte del condizionatore viene suddivisa e riciclata in modo da avere un recupero di tutto ciò che si può riutilizzare.
Basterà contattare l’azienda preposta al ritiro degli elettrodomestici di grande misura e attendere che vengano a ritirare il condizionatore compreso il blocco motore e la ventola esterna oltre che alla parte interna e tutte le tubature collegate.

Bisogna tenere presente che questi dispositivi potrebbero essere costituiti da alcune parti in metallo pesante o elementi come il ritardante di fiamma bromurato e alcune sostanze alogene che creano problemi all’ozono. Questi elementi sono potenziali pericoli ambientali nel caso in cui non siano trattati o smaltiti adeguatamente.
I RAEE sono trattati nel centro di raccolta che possiede adeguate attrezzature ed è autorizzato a gestire tali apparecchiature utilizzando mezzi all’avanguardia.

Come vengono smaltiti i gas fluorescenti?

Lo smaltimento dei condizionatori avviene in diverse fasi tra cui l’asportazione degli elementi che costituiscono un pericolo per l’ambiente e devono essere messi in sicurezza. Si procede a smontare ogni pezzo eseguendo una suddivisione dei materiali. Infine si recupera il materiale riciclabile tramite una particolare lavorazione meccanica.
Il processo di riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici permette di riutilizzare una notevole quantità di materiale che raggiunge quasi il 90% del condizionatore ormai dismesso. In questo modo si riduce la produzione di materiali che possono essere recuperati piuttosto che accumularsi nell’ambiente ed inquinare irrimediabilmente la natura in ogni sua parte. La nostra azienda si occupa di questa particolare lavorazione a partire dal ritiro dei condizionatori fino al recupero e lo smaltimento dei loro componenti.

Hai una modesta quantità di documenti cartacei da distruggere? Sia che tu sia un privato o un’azienda, i documenti cartacei sono materiale sensibile che può contenere dati personali, conti di fatture, codici segreti.

Per questo occuparsi della loro distruzione è una cosa seria. Il lavoro con un normale distruggi documenti è arduo e lungo. Distruggere a mano pagina per pagina può richiedere molte ore, va da se che per eliminare un intero archivio è impossibile ricorrere ai tradizionali trita-carta.

Cosa si rischia se non avviene la distruzione dei documenti?

Gettare gli archivi nei cassonetti dedicati alla raccolta della carta non è sufficiente, spesso è capitato che malintenzionati se ne siano impossessati ed abbiano attuato furti ‘identità. Lo smaltimento archivi è efficace perché i documenti cartacei vengono completamente disintegrati.

Inoltre se avete un’azienda saprete sicuramente che lo smaltimento documenti contenenti dati sensibili può essere soggetto a sanzioni molto pesanti, sia di tipo amministrativo che penale.

Il nostro servizio di distruzione documenti può essere eseguito con successo presso i nostri stabilimenti di smaltimento o anche direttamente presso la sede del cliente. Il lavoro di distruzione documenti sensibili è regolamentato da norme precise.

Quali norme regolamentano lo smaltimento archivi?

Ci sono principalmente tre leggi che riguardano il servizio di distruzione archivi cartacei. Ve le citiamo in via preventiva:

  1. Decreto Legislativo 196/2003 con questa legge entrata in vigore nel 2004 sono regolamentate le pratiche per lo smaltimento (cancellazione e distruzione) dei dati personali
  2. Articolo 2050 del Codice Civile protegge la diffusione di dati personali, e tutela il soggetto i cui dati non vengono distrutti in modo permanente con risarcimento di danni
  3. Norma DIN 66399 distingue i dati personali o riservati classificandoli in rifiuti diversi con processi di smaltimento diversi

Il nostro servizio di smaltimento documenti sensibili viene svolto da personale altamente qualificato che, dopo un’adeguato sopralluogo, indicherà al cliente la soluzione migliore per la distruzione e alla fine del lavoro rilascerà la certificazione attestante l’avvenuta distruzione a norma DIN 66399.

Richiedici subito un preventivo gratuito e senza impegno per il servizio di distruzione documenti cartacei, il nostro lavoro è rivolto principalmente su Napoli e provincia. 

L’impianto di rifiuti ad Acerra non si farà

L’impianto rifiuti pericolosi ad Acerra non si farà: l’ha deciso il Tar Campania. Il tribunale amministrativo regionale, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Acerra contro la realizzazione di un centro per la raccolta, stoccaggio e smaltimento di rifiuti pericolosi. Soddisfatto il sindaco di Acerra che si era rivolto al Tar per contestare la mancata informazione ricevuta sull’impatto ambientale del progetto.

Con la sentenza n. 5819, il Tar Campania ha annullato, di fatto, il decreto regionale che autorizzava un nuovo impianto, dando ragione al Comune di Acerra. Per controllare lo stoccaggio e la gestione degli scarti industriali, la regione Campania aveva deciso di ampliare il polo di Acerra con la costruzione di un altro impianto sul territorio. Il centro raccolta per i rifiuti pericolosi, tra cui l’amianto, sarebbe dovuto sorgere in località Pantano, gestito dalla società Cisette.

Il Tar della Campania ha annullato il provvedimento regionale ritenendo fondato il ricorso presentato dal sindaco. Il comune di Acerra nel suo ricorso aveva evidenziato, infatti, la violazione del diritto all’informazione in materia di ambiente, sottolineando come la normativa europea e internazionale preveda l’obbligo di informare i cittadini sullo stato di salute ambientale del territorio. Le valutazioni per il polo di Acerra non sono mai state pubblicate sul sito della regione o su quello comunale, togliendo di fatto la possibilità a cittadini ad associazioni ambientaliste di esporre le proprie opinioni e osservazioni.

Soddisfatto Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra, che ha così commentato: “Questa è sicuramente una sentenza storica sul diritto all’informazione ambientale. La Regione Campania dovrebbe prendere atto della superficialità con cui vengono condotte le proprie valutazioni ambientali e della contrarietà della comunità locale acerrana ad ulteriori localizzazioni inquinanti sul territorio”. Il sindaco ha poi ribadito il fermo contrasto dell’amministrazione comunale ad ogni nuovo progetto inquinante nel territorio a salvaguardia della tutela della comunità locale e dei cittadini.

Dato ragione al mancata informazione preventiva sullo studio di impatto ambientale che non e’ stato pubblicato, come prescritto dalle norme e dalle convenzioni internazionali, presso la sede comunale ne’ sul sito regionale delle valutazioni ambientali, che hanno reso impossibile, quindi, la partecipazione dei cittadini mediante osservazioni”.

Quando si effettuano dei lavori in casa, sorge sempre il problema dello smaltimento dei residui che si producono. Infatti si tratta di rifiuti che non sono considerati semplici e che quindi devono essere trattati in base alla normativa vigente. Scopriamo allora come si deve procedere per lo smaltimento dei rifiuti edili, qual è la normativa e quali sono i costi da affrontare.

Qual è la normativa relativa allo smaltimento dei rifiuti edili?

Ovviamente i rifiuti edili non possono essere buttati in un normale sacchetto della spazzatura ma occorre eseguire le corrette procedure che sono declinati all’interno dell’apposita legge. Il corretto smaltimento dei rifiuti edili è regolato dal Dl. 152/2006 che ha sistematizzato la materia. Secondo questa norma il costo e l’onere dello smaltimento dei rifiuti edili è a carico del soggetto che li produce.

Per questo motivo è la ditta che realizza i lavori che si deve occupare dello smaltimento. Tuttavia in caso di poche unità di rifiuti – e in presenza di una normativa regionale che autorizza l’operazione – è possibile anche che il proprietario della casa debba occuparsi dello smaltimento dei residui delle lavorazioni. In ogni caso, di chiunque sia l’onere, lo smaltimento deve essere fatto trattando i residui edili come rifiuti speciali, all’interno di apposite discariche che devono essere autorizzate a questo tipo di operazione.

Come smaltire i detriti edili?

Per eseguire il corretto smaltimento dei rifiuti edili, occorre verificare innanzitutto la natura dei rifiuti stessi. Infatti se si tratta di terra oppure di roccia, questi rifiuti non sono dei veri e propri materiali di scarto ma c’è l’obbligo di riutilizzarli per interramenti oppure nella realizzazione di giardini. I rifiuti considerati inerti come mattonelle, cemento armato, residui di impianti, etc. devono essere prelevati dal luogo di lavorazione e consegnati all’interno di discariche speciali autorizzate allo scopo.

Infatti molto spesso questo tipo di rifiuto può contenere anche sostanza pericolose, potenzialmente letali e nocive sia per l’ambiente che per la salute dell’uomo. Proprio per questo motivo anche i mezzi che si occupano del prelievo e del trasporto di questi rifiuti devono avere caratteristiche speciali e prevedere una copertura totale che impedisca alle polveri sottili di disperdersi nell’ambiente. Al termine del processo di smaltimento, poi, deve essere prodotta la documentazione del caso prevista per legge.

A chi rivolgersi per lo smaltimento delle macerie edili?

Il sistema più facile per lo smaltimento corretto dei rifiuti edili è quello di rivolgersi ad una ditta specializzata, autorizzata a questo tipo di attività. Un punto di riferimento può essere sicuramente quello di Raccoltarifiuti.com, il portale di un’azienda specializzata che opera a Napoli e in tutta la sua provincia. La ditta possiede tutte le autorizzazioni del caso e una vasta esperienza in questo campo, così da poter offrire un servizio di altissimo livello.

La ditta si occupa di offrire un servizio completo che va dal ritiro dei materiali da smaltire a domicilio fino alla consegna nelle discariche autorizzate e al corretto smaltimento di ogni tipo di rifiuto edile. Il tutto viene effettuato con grande precisione e in modo veloce ed efficiente. Sul portale Raccoltarifiuti.com sono disponibili tutte le informazioni necessarie per decidere di scegliere la ditta per lo smaltimento corretto dei rifiuti edili.

Quali sono i costi approssimativi per lo smaltimento dei rifiuti edili?

Se si parla dei costi per lo smaltimento dei rifiuti edili non è semplice dare una risposta univoca. Infatti il costo di questo servizio dipende molto dalla quantità di materiale che si vuole smaltire nonché dalla normativa vigente nelle diverse regioni. Inoltre non tutte le aziende praticano le stesse tariffe in quanto molte comprendono nel costo anche il servizio di trasporto e il noleggio del mezzo mentre altri li considerano costi aggiuntivi. Volendo indicare qualche cifra generica, si può dire che il costo dello smaltimento dei rifiuti edili varia dai 20 ai 40 euro a mc.

Per avere un preventivo più dettagliato è possibile compilare il form specifico che si trova sul portale Raccoltarifiuti.com e nel giro di poche ore sarà possibile ricevere un preventivo dettagliato e pure molto conveniente per il servizio di smaltimento dei rifiuti edili.

Perché è utile la raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti a Napoli

Fra le varie info sulla raccolta rifiuti ingombranti a Napoli bisogna sottolineare che la loro raccolta differenziata per il riciclo e la trasformazione è utile sia per ottenere più materie prime e fonti energetiche senza sfruttare ulteriormente la natura che per evitarne l’abbandono e l’accumulo in diverse zone della città. Infatti, lasciare in giro i rifiuti e, per giunta, all’aperto fa in modo che essi attraggano polvere, parassiti, insetti e animali infestanti oppure che emettano inquinanti mentre si degradano al contatto con gli agenti atmosferici.

Al riguardo, la raccolta dei rifiuti ingombranti urbani, come i mobili, i materassi e gli oggetti voluminosi in genere, offre evidenti vantaggi in ambito ecologico, energetico, igienico ed economico. Ma che cosa sono i rifiuti ingombranti? Ecco qui di seguito tutte le info sulla raccolta rifiuti ingombranti a Napoli inerenti! Come se non bastasse, puoi visitare il sito Web per i dovuti approfondimenti e per contattare la nostra ditta di smaltimento rifiuti che ritirerà presso il tuo domicilio i rifiuti ingombranti di cui vuoi sbarazzarti.

Che cosa sono i rifiuti ingombranti e come avviene la raccolta a Napoli?

In Italia, sono considerati rifiuti ingombranti, in particolare, i mobili, i materassi, le tappezzerie, gli specchi, i sanitari, i quadri, gli sfalci di erba, le potature degli alberi e degli arbusti, le bombole del gas ormai vuote, i termosifoni, gli elettrodomestici, le tecnologie elettroniche ed informatiche, gli imballaggi e tutti gli oggetti voluminosi in genere. In merito a ciò, bisogna evidenziare che alcuni rifiuti ingombranti come gli elettrodomestici e le apparecchiature elettroniche vengono inclusi nella categoria Raee e riciclati come tali.

Lo smaltimento dei rifiuti ingombranti è necessario soprattutto quando si effettuano gli sgomberi di locali, come ad esempio magazzini, appartamenti, cantine, soffitte, garage.

Detto ciò, come liberarsi dai rifiuti ingombranti a Napoli e dintorni rispettando le norme in vigore nel nostro paese? Ebbene, questi beni durevoli dismessi caratterizzati da grosse dimensioni, composti da molteplici materiali, nonché inidonei alla comune raccolta differenziata del secco e ad essere posti nei piccoli cassonetti urbani devono venire raccolti e trasportati a delle isole ecologiche specializzate con dei mezzi di trasporto idonei e capienti. Per esempio, come quelli della nostra ditta di smaltimento rifiuti a Napoli di esperienza pluriennale nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti.

Più nello specifico, i componenti metallici dei rifiuti ingombranti vengono inviati alle fonderie, mentre quelli costituiti da legno, una volta puliti, triturati e compressi per formare dei pannelli vengono impiegati nel settore dell’arredamento e del mobile. Inoltre, i rifiuti inerti, cioè i rifiuti solidi derivanti dalle costruzioni e dalle demolizioni, vengono trattati e poi sfruttati nuovamente nel settore dell’edilizia, invece gli sfalci di erba vengono usati per produrre fertilizzanti per l’agricoltura. Per di più, bisogna evidenziare che gli scarti del legno vengono usati nell’industria cartiera per produrre carta e cartone. Infine, il vetro viene impiegato nelle vetrerie artigianali o industriali dove si producono sia il vetro stesso che gli oggetti con esso realizzati.

Ditta di smaltimento rifiuti a Napoli per la raccolta dei rifiuti ingombranti

In tema di raccolta differenziata la nostra ditta di smaltimento rifiuti a Napoli si occupa da diversi anni dei servizi di prelievo, trasporto, gestione, riciclo, trasformazione, incenerimento e smaltimento dei rifiuti ingombranti a seconda del caso. Al riguardo, utilizziamo i nostri mezzi di trasporto per lo stoccaggio e lo spostamento dei rifiuti ingombranti fino ad un’isola ecologica (o ecocentro) o ad una discarica autorizzata al loro smaltimento. Inoltre, trattiamo anche la raccolta di spazzatura urbanacome: acciaio, allumino, amianto, batterie, carta, cartone, cartucce, ferro, gomme, legno, oli esausti, pile, plastica, pneumatici, Raee, rifiuti sanitari, scarti di potature, toner, vetro, ecc.

A questo proposito, per contattare la nostra azienda specializzata nei servizi di raccolta, riciclo e smaltimento dei rifiuti differenziati vai alla pagina contatti e richiedi tutte le info sulla raccolta rifiuti Ingombranti a Napoli. Per di più, puoi anche richiedere un preventivo e un sopralluogo in modo gratuito e senza impegno compilando il modulo appositamente dedicato sul sito stesso.

Grazie anche agli incentivi promessi dallo stato per l’acquisto di elettrodomestici ad alta resa energetica, a volte ci si ritrova con la necessità di dover provvedere allo smaltimento dell’elettrodomestico vecchio. Frigoriferi, forni, cappe, lavatrici, tutti elettrodomestici che rientrano a pieno titolo nella categoria conosciuta come Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).

Come smaltire una lavatrice?

Partendo dal presupposto che è totalmente illegale procedere allo smaltimento della lavatrice in autonomia del proprio elettrodomestico, c’è da domandarsi come lo smaltimento di lavatrici e frigoriferi debba avvenire. L’ampiezza del problema, (basti pensare che nel 2013, ultimo anno in cui si hanno a disposizione i dati, erano oltre 35.000 tonnellate i rifiuti di questa categoria) non fa altro che amplificare una problematica che però ha una soluzione abbastanza banale: quella di rivolgersi a personale specializzato in rottamazione lavatrice. Solamente quest’ultimi infatti possono procedere al ritiro e alla successiva concentrazione presso discariche autorizzate, degli elettrodomestici dismessi, lavatrici comprese.

Come avviene la rottamazione della lavatrice?

La fase di smaltimento inizia con la chiamata del personale specializzato, esso una volta giunto presso il domicilio della committenza provvederà al trasporto del rifiuto da smaltire, trasporto che vedrà il suo fine nella location dell’azienda che si occuperà della vera e propria rottamazione. La lavatrice una volta arrivata alla fine della sua vita operativa, contiene al suo interno dei componenti che possono essere riutilizzati, essi verranno smontati dal Raee e successivamente avviati in linee produttive separate.

Il resto viene invece triturato e inserito in processi di recupero delle materie prime. Da sottolineare come una volta che l’elettrodomestico entra nel circuito di rottamazione le operazioni che avvengono sono tutte “tracciate”. In tale contesto è giusto evidenziare come l’impresa che si occupa del ritiro deve essere non solo iscritta all’Albo Gestori Ambientale, ma deve rilasciare il prescritto formulario rifiuti (FIR) che attesta l’esatta ottemperanza delle norme che regolano lo smaltimento.

Cosa si rischia se non si usano le ditte autorizzate?

Oltre il canale delle ditte autorizzate allo smaltimento c’è quello che porta al negozio che vende l’elettrodomestico nuovo, quest’ultimo è però di difficile attuazione, anche perché le grandi catene (dove di solito si acquista la nuova lavatrice) tendono a evitare il ritiro. Al di fuori di queste due modalità previste dalla legge nessun altra metodologia di smaltimento è consentita. Giova in tale contesto ricordare che “lasciare” la lavatrice sul marciapiede o ancor peggio “buttarla” in un luogo pubblico porta a pesanti sanzioni amministrative, sanzioni che a volte possono contemplare anche una denuncia penale. Anche l’intervento di imprese di ferrovecchio è illegale, e anche in questo caso la committenza rischia pesanti sanzioni, stante che il comportamento è vietato dalle pregnanti norme che regolano la salvaguardia dell’ambiente (in primis il cosiddetto decreto Ronchi)

Chi si occupa dello smaltimento lavatrici a Napoli?

Da molti anni a Napoli è attiva un’impresa che ha fatto del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, anche di lavatrici vetuste, la propria mission imprenditoriale. L’impresa che è conosciuta come Raccoltarifiuti.com, ottempera in maniera puntuale a tutte le prescrizioni di legge, ed è in grado di rilasciare l’attestazione nel momento in cui provvede al ritiro di un Raee. Le maestranze dell’impresa una volta concordato l’orario del ritiro dell’elettrodomestico provvederanno al carico su un mezzo autorizzato, quest’ultimo in possesso di tutte le autorizzazioni previste porterà l’elettrodomestico in una discarica autorizzata. Il contatto con il personale della Raccoltarifiuti.com potrà avvenire in maniera del tutto gratuito, l’impresa mette infatti a disposizione dell’utenza un sito molto esaustivo. Quest’ultimo raggiungibile all’indirizzo internet www.raccoltarifiuti.comcontiene un form, totalmente gratuito, tramite il quale contattare gli operatori dell’azienda.

La città di Napoli vive costantemente sull’orlo dell’emergenza rifiuti, dovuta a numerosi fattori. Attualmente è in corso una crisi particolarmente grave, dovuta all’arresto temporaneo di un termovalorizzatore in cui venivano smaltiti i rifiuti cittadini. L’emergenza riguarda principalmente la raccolta di rifiuti solidi urbani, che si accumulano per le strade.

Emergenza rifiuti a Napoli

La gestione dei rifiuti è uno dei punti più critici di tute le grandi città. Napoli ha sofferto negli ultimi anni di numerose emergenze relative proprio ai rifiuti, dovute a numerose cause. Fra di essere vie erano una cattiva pianificazione, ritardi amministrativi nell’approntare discariche e termovalorizzatori. Ad aggravare ulteriormente la situazione è intervenuta anche la malavita organizzata. Diversi cantieri di inceneritori sono infatti stati bloccati per infiltrazioni della Camorra nelle gare per l’assegnazione degli appalti.

Questi problemi riguardano in genere il prelievo e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e non i rifiuti prodotti dalle aziende, che vengono smaltiti tramite da imprese specializzate e non tramite il servizio offerto dal Comune di Napoli, che invece si occupa dei rifiuti prodotti dai privati cittadini.

In caso di ritardo nel ritiro dei rifiuti questi si accumulano per le strade, fuoriuscendo dai cassonetti pieni. Si crea così anche un’emergenza sanitaria, perchè l’accumulo di rifiuti porta alla comparsa di topi, ratti e insetti e alla proliferazione dei batteri. La Campania ha una media bassissima di raccolta indifferenziata, il che tende ad acuir ancora di più il problema dello smaltimento dei rifiuti.

La gestione dell’immondizia in Campani a e a Napoli

Dal 1994 al 2012 la Campania, e Napoli in particolare, ha sofferto di una lunga crisi della gestione dei rifiuti, che ha portato anche alla alla nomina di un Commissario Straordinario per i rifiuti. L’emergenza è poi gradualmente rientrata, ma la gestione dei rifiuti della città metropolitana di Napoli è sempre rimasta molto critica, tanto che anche quest’anno la situazione è sfuggita di mano. Nel mese di aprile, a causa del blocco di un termovalorizzatore, fermo per manutenzione per alcuni mesi, i rifiuti hanno ricominciato ad accumularsi per le strade della città. La situazione si è poi quasi normalizzata grazie ad alcuni interventi straordinari.

Rimangono comunque tutti i problemi di una gestione dei rifiuti solidi urbani insufficiente alle necessità della città, che in pochi giorni di disservizio rischia sempre di precipitare di nuovo nell’incubo della crisi. Il punto critico dell’intero sistema è, più che la raccolta e il trasporto dell’immensa massa di rifiuti prodotti da una grande città ciome Napoli, lo smaltimento. Discariche, punti di raccolta, inceneritori e termovalorizzatori si sono più volte dimostrati insufficienti alle necessità cittadine. Basti pensare che la chiusura di una linea del termovalorizzatore di Acerra, peraltro già programmata per manutenzione da oltre un anno, è stata sufficiente a mettere in ginocchio la città.

Possibili soluzioni per l’emergenza spazzatura a Napoli

La Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli hanno tentato di bandire gare per il trasporto dei rifiuti fuori regione, ma nessuna azienda si è aggiudicata l’appalto. Una possibile soluzione sarebbe una maggiore sensibilità verso il riciclo dei rifiuti e quindi verso la raccolta differenziata. Questo porterebbe meno rifiuti a discariche ed inceneritori, perchè una frazione più consistente verrebbe avviata al riciclaggio. Napoli e la Campania finora riescono a riciclare solo una frazione abbastanza bassa di rifiuti, fra le minori in tutta Italia. La separazione fra umido e secco e la differenziazione di una maggiore quantità di rifiuti riciclabili potrebbe portare a notevoli benefici per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti urbani, che oggi finiscono in buona parte in discarica o vengono destinati alla combustione per produrre carburante.

In che zone di Napoli interveniamo?

La nostra azienda opera come smaltimento rifiuti nei quartieri di:

  • Acerra
  • Afragola
  • Agerola
  • Anacapri
  • Arzano
  • Bacoli
  • Barano d’Ischia
  • Boscoreale
  • Boscotrecase
  • Brusciano
  • Caivano
  • Calvizzano
  • Camposano
  • Capri
  • Carbonara di Nola
  • Cardito
  • Casalnuovo di Napoli
  • Casamarciano
  • Casamicciola Terme
  • Casandrino
  • Casavatore
  • Casola di Napoli
  • Casoria
  • Castellammare di Stabia
  • Castello di Cisterna
  • Cercola
  • Cicciano
  • Cimitile
  • Comiziano
  • Crispano
  • Ercolano
  • Forio
  • Frattamaggiore
  • Frattaminore
  • Giugliano in Campania
  • Gragnano
  • Grumo Nevano
  • Ischia
  • Lacco Ameno
  • Lettere
  • Liveri
  • Marano di Napoli
  • Mariglianella
  • Marigliano
  • Massa Lubrense
  • Massa di Somma
  • Melito di Napoli
  • Meta
  • Monte di Procida
  • Mugnano di Napoli
  • Napoli
  • Nola
  • Ottaviano
  • Palma Campania
  • Piano di Sorrento
  • Pimonte
  • Poggiomarino
  • Pollena Trocchia
  • Pomigliano d’Arco
  • Pompei
  • Portici
  • Pozzuoli
  • Procida
  • Qualiano
  • Quarto
  • Roccarainola
  • San Gennaro Vesuviano
  • San Giorgio a Cremano
  • San Giuseppe Vesuviano
  • San Paolo Bel Sito
  • San Sebastiano al Vesuvio
  • San Vitaliano
  • Sant’Agnello
  • Sant’Anastasia
  • Sant’Antimo
  • Sant’Antonio Abate
  • Castellammare di Stabia
  • Santa Maria la Carità
  • Saviano
  • Scisciano
  • Serrara Fontana
  • Somma Vesuviana
  • Sorrento
  • Striano
  • Terzigno
  • Torre Annunziata
  • Torre del Greco
  • Trecase
  • Tufino
  • Vico Equense
  • Villaricca
  • Visciano
  • Volla

Lo smaltimento degli elettrodomestici usati è un tipo di attività che va eseguita in modo corretto per evitare di inquinare l’ambiente ma pure per essere in regola con quanto dispone la normativa vigente in materia. Per questo motivo è importante sapere non solo come procedere per lo smaltimento degli elettrodomestici ma pure a chi rivolgersi per il ritiro degli elettrodomestici usati.

Come avviene lo smaltimento degli elettrodomestici?

Gli elettrodomestici usati sono contrassegnati, nell’ambito dello smaltimento rifiuti, con la sigla RAEE. Si tratta di prodotti che possono essere riciclati, in tutto o in parte, e per questo motivo occorre smaltirli nel modo corretto. Per sapere come comportarsi occorre innanzitutto verificare la quantità di materiale che occorre smaltire.

Se si tratta, infatti, esclusivamente di un solo pezzo, come ad esempio un frigorifero vecchio oppure una lavatrice rotta, allora si può tranquillamente contattare il numero verde dell’azienda rifiuti della propria città e richiedere il ritiro a domicilio dell’elettrodomestico che si intende buttare.

Sarà la stessa azienda pubblica ad avviare lo smaltimento del rifiuto, che disperso nell’ambiente può essere potenzialmente pericoloso, nel modo più corretto, per recuperare tutti i materiali riciclabili. Il discorso cambia se invece sono tanti gli elettrodomestici che si devono smaltire.

In questo caso ricorrere al servizio pubblico risulta essere improponibile e per essere sicuri di muoversi nel modo più corretto occorre contattare una ditta specializzata in questo servizio. La ditta prescelta si occuperà non solo di ritirare tutti gli elettrodomestici che si devono smaltire ma anche di procedere allo smaltimento stesso, rilasciando poi al cliente tutta la documentazione prevista per legge.

A chi rivolgersi per il ritiro di elettrodomestici usati a Napoli?

Per il ritiro degli elettrodomestici usati occorre contattare una ditta esperta che sia specializzata in questo servizio. Deve infatti essere in possesso di ogni tipo di strumentazione e mezzo idoneo non solo per ritirare l’elettrodomestico che si ha intenzione di smaltire ma pure rilasciare la documentazione prevista per legge. I documenti comprovanti il corretto smaltimento, infatti, sono una parte molto importante del servizio in quanto nel corso del tempo le autorità locali possono anche richiedere al cliente le prove dell’avvenuto e corretto smaltimento degli elettrodomestici vecchi.

Avere le carte in regola consente di evitare di incorrere in pesanti multe. Una ditta che può essere sicuramente considerata un partner affidabile per lo smaltimento dei rifiuti di ogni tipo ma in particolare degli elettrodomestici è la ditta RaccoltaRifiuti.com che può contare su un personale particolarmente competente nonché su mezzi adeguati per riuscire a raccogliere ogni tipo di rifiuto. La ditta può garantire alla sua clientela il corretto smaltimento di ogni tipo di elettrodomestico in modo veloce ed economico, preoccupandosi pure del rilascio della documentazione più idonea. La ditta è attiva nella città di Napoli e in tutta la sua provincia per il corretto smaltimento di elettrodomestici e altri tipi di rifiuti.

Quanto costa lo smaltimento degli elettrodomestici?

Quando un cliente chiede genericamente quanto può costare lo smaltimento di elettrodomestici, è sempre difficile riuscire a dare una risposta precisa. Il costo dello smaltimento di rifiuti RAEE, infatti, è strettamente legato alla quantità del prodotto da smaltire e al tipo di mezzo che si deve utilizzare per il ritiro. La ditta RaccoltaRifiuti.com si prefigge di offrire alla sua clientela un servizio estremamente personalizzato.

Per questo motivo prima di fornire qualsiasi informazione sul prezzo dello smaltimento dei rifiuti si occupa di valutare attentamente caso per caso. Il consiglio è quello di compilare l’apposito form on line con una serie di informazioni che aiuteranno la ditta ad avere un’idea precisa di tutto quello che bisogna smaltire così da preparare un preventivo veritiero e molto preciso.

In ogni caso la compilazione del form on line è assolutamente gratuita e non impegnativa e il cliente può sempre decidere di non aderire al servizio. Tuttavia la convenienza delle tariffe proposte sicuramente convincerà pure il cliente più restio o con il budget più ridotto. Contatta subito l’azienda e richiedi maggiori informazioni attraverso il form on line per la richiesta di preventivi gratuiti e non vincolanti per il cliente.

Lo smaltimento frigo, come quello di altri grandi elettrodomestici, rappresenta per molti cittadini un grosso punto di domanda. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) non possono essere né ritirati né smaltiti insieme ad altri rifiuti, ma richiedono una procedura ben definita perché al loro interno possono contenere sostanze altamente inquinanti e pericolose. In pochi lo sanno e così molte persone finiscono per rivolgersi ad un conoscente che abbia un furgone accettando che l’elettrodomestico venga abbandonato in una discarica abusiva, sui bordi delle strade o in aperta campagna.

Hai un vecchio frigorifero da buttare e non sai come farlo? Contatta Raccoltarifiuti.com. La nostra azienda è autorizzata allo smaltimento di ogni genere di rifiuto a Napoli secondo la normativa vigente.

Smaltimento frigo in tutta Napoli

Gli italiani smaltiscono correttamente solo 4 kg di Raee per abitante, quando il minimo richiesto dall’Ue è di 5,8 kg, e molti non sanno neppure cosa siano i Raee, acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. In questa tipologia di rifiuti rientrano piccoli e grandi apparecchi come smartphone, televisori, phon, computer, schede elettroniche, lavatrici, climatizzatori e, appunto, frigoriferi.

Non tutti sanno che, in ottemperanza al decreto 65/2010 “uno contro uno”, ogni commerciante che venda un elettrodomestico o un dispositivo tecnologico è obbligato a ritirare quello vecchio equivalente. Quindi, l’obbligo di provvedere allo smaltimento degli apparecchi non funzionanti o inutilizzati presso i centri di raccolta spetta al distributore, a patto che si acquisti un elettrodomestico equivalente. Tuttavia, i prodotti inferiori ai 25 cm possono essere portati in qualsiasi punto vendita di almeno 400 mq anche senza effettuare un acquisto.

Lo smaltimento frigo è affidato al rivenditore, ma se hai un frigorifero da buttare e non devi comprarne uno nuovo la soluzione migliore è rivolgersi ad un’azienda di smaltimento iscritta all’albo dei gestori comunali come Raccoltarifiuti.com. Visto il rischio concreto di inquinamento per l’ambiente, solo una ditta specializzata come la nostra è in grado di eseguire correttamente tutte le procedure per la gestione di un grande elettrodomestico come il frigorifero.

Perché è importante rottamare correttamente il frigorifero

La rottamazione frigorifero ha il duplice obiettivo di evitare la dispersione di sostanze nocive nell’ambiente e di ottimizzare il recupero dei materiali. L’abbandono dei RAEE può determinare pericolose contaminazioni. Basti pensare che i frigoriferi più datati contengono i gas refrigeranti Cfc e Hcfc, vietati da anni perché causano l’effetto serra e sono ad altissimo fattore di impoverimento dell’ozono. A ciò si aggiunga il fatto che non sono biodegradabili.

I grandi elettrodomestici, come i frigoriferi, se avviati ad un corretto smaltimento e recupero, possono diventare una preziosa fonte di materie prime seconde, quali, ad esempio, plastica, rame, acciaio e alluminio. La rottamazione frigorifero si traduce in un enorme risparmio energetico e in una riduzione delle materie prime necessarie a far girare l’economia mondiale.

Smaltire correttamente il frigorifero serve anche per mettersi al riparo da eventuali sanzioni amministrative pecuniare, che vanno da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro, e che raddoppiano se si tratta di rifiuti pericolosi.

Rottamare frigorifero a Napoli: il nostro servizio

Raccoltarifiuti.com si occupa da anni della raccolta e dello smaltimento frigo e rifiuti di ogni genere sulla città di Napoli. Forti dell’alta professionalità acquisita con l’esperienza, eroghiamo servizi completi e indirizzati sia ad aziende che privati. Provvediamo alla raccolta e al prelievo dei rifiuti presso il domicilio, al trasporto con mezzi autorizzati, allo stoccaggio e allo scarico nella discarica autorizzata più vicina. Tutto il materiale raccolto viene avviato a impianti di trattamento per il recupero.

Raccoltarifiuti.com opera nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di smaltimento rifiuti, prestando attenzione al rilascio di tutta la documentazione di legge inerente al servizio, come il certificato di avvenuto smaltimento o recupero del rifiuto.

Se hai un vecchio frigorifero da smaltire presso la tua azienda o la tua abitazione, chiama ora il numero di telefono 081 8131939 o scrivi un’e-mail a [email protected], oppure ancora compila il modulo che trovi a questa pagina per ricevere un preventivo gratuito e senza impegno. Sarai ricontattato nel giro di 2 ore.

Non sono rari gli oggetti quotidiani che alla fine della loro vita operativa pongono il problema, spesso difficilmente risolvibile, del loro smaltimento. Essi spesso non sono articoli provenienti da lavori particolari, come ad esempio quelli di ristrutturazione, ma non per questo possono introdotti nel normale circuito dello smaltimento cittadino. I materassi sono l’esempio perfetto di quanto detto.

Materassi usati: rifiuti ingombranti

I materassi dismessi vengono classificati dalla legislazione italiana come oggetti ingombranti destinati a rifiuto. Questa settorizzazione vieta l’introduzione del manufatto una volta dismesso nel circuito dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e impone uno smaltimento separato da avviare nelle discariche autorizzate.

Le norme abbastanza pregnanti del codice ambientale (conosciuto come decreto Ronchi, integrato dal decreto legislativo nr.152/06) considerano i materassi alla stregua di divani, poltrone, mobili ecc, e contemplano in caso di abbandono delle sanzioni amministrative anche abbastanza pesanti. La sanzione amministrativa verrà elevata in caso di abbandoni singoli, discorso a parte quando la dismissione interessa una grossa quantità di materassi, in questo caso in caso di abbandono si rischia una denuncia penale con la pesante fattispecie di reato di creazione di discarica non autorizzata.

Chi si occupa dello smaltimento di un materasso usato a Napoli?

La legge ha previsto un canale preferenziale per lo smaltimento degli oggetti ingombranti, in questo caso in carico alla committenza rimane l’obbligo di contattare gli addetti comunali, che dovrebbero predisporre il ritiro dei manufatti. Per onor di verità bisogna dire che tale canale scelto dal legislatore non riesce a sopportare le richieste dell’utenza, cosa questa che impone la ricerca di un canale alternativo. In caso poi di dismissioni di grosse quantità o quando questo è accompagnato dalla presenza di altri materiali da smaltire la scelta sembra obbligata, ed è quella di rivolgersi ad un’impresa specializzata.

Gli addetti di quest’ultimi provvederanno al ritiro, al trasporto, alla cernita dei materiali e al successivo conferimento presso le discariche autorizzate in tutta la provincia di Napoli. Al termine di tutta la procedura l’azienda rilascerà il prescritto formulario rifiuti, debitamente compilato. Da sottolineare che solamente la presenza della ricevuta che attesta il conferimento solleverà la committenza da obblighi penali. Importante in tale contesto sottolineare come l’azienda che si occupa dello smaltimento deve necessariamente essere iscritta ad un albo speciale, registro questo nella quale sono iscritti tutte le imprese che si occupano di smaltimento. Tale documento consultabile anche online è l’albo gestori rifiuti ambientali, solo le ditte che sono iscritte possono rilasciare il formulario previsto dalla legislazione vigente nel caso di trasporto di rifiuti, siano essi pericolosi o non pericolosi.

Come avviene il ritiro materassi usati?

Da molti anni nella capitale del Bel Paese è presente un’azienda che ha fatto della gestione dei rifiuti la sua mission imprenditoriale. Tale azienda è la Discarica.it. L’impresa grazie alla dirigenza capace, alla flessibilità d’intervento e alla professionalità delle maestranze, è in grado di gestire qualsiasi tipologia di rifiuto.

Il personale della Discarica.it interverranno nel rispetto delle tempistiche concordate in fase di ordinativo, e provvederanno alla cernita del materiale da concentrare in discarica, successivamente tale materiale verrà trasportato, grazie all’utilizzo di automezzi autorizzati, presso le discariche presenti all’interno della città dell’urbe. Qui i prodotti verranno classificati in caso alla tipologia e alcuni saranno avviati presso le imprese che si occupano di riciclo.

La dirigenza della discarica.it non avrà problemi ad effettuare un sopralluogo gratuito, al termine di quest’ultimo sarà redatto un esaustivo preventivo di spesa, da questo è possibile confrontare la grande convenienza economica proposta anche rispetto ai competitor della zona. L’eventuale sopralluogo potrà essere richiesto sfruttando il form, del tutto gratuito presente sul sito dell’impresa, quest’ultimo è raggiungibile all’indirizzo internet www.discarica.it.

Devi effettuare lo smaltimento imballaggi e non sai a chi rivolgerti? Contatta Raccoltarifiuti.com, ubicata in provincia di Napoli.

Raccoltarifiuti.com è un’azienda attiva dagli anni Novanta che con competenza e professionalità si occupa di effettuare il ritiro e la corretta gestione di ogni tipo di rifiuti, trasformandoli quando è possibile in materie prime da riadoperare nei più diversi settori.

Imballaggi in plastica e non solo

L’imballaggio non è altro che il materiale adoperato per proteggere, conservare e trasportare da un luogo all’altro in modo sicuro prodotti e beni di largo consumo. Secondo l’articolo numero 218 del Decreto Legislativo 152 del 2006, l’imballaggio è il prodotto di qualsiasi materiale che contiene merci di ogni tipo (imballaggi in plastica, sacchetti in cellophane, plastica con bolle, carta pluriball etc.)

Ogni imballaggio deve essere necessariamente etichettato per agevolare la raccolta, il riciclo o il riutilizzo. A seconda della tipologia di prodotto che contengono, gli imballaggi devono rispettare precise direttive e quando sono stati a contatto con sostanze particolarmente nocive per l’ambiente o la salute, non possono essere riciclati ma solo smaltiti secondo le regole imposte dalle normative in corso.

Sia i produttori di imballaggi che gli utilizzatori finali sono gli unici responsabili del corretto conferimento in discarica. Raccoltarifiuti.com si occupa di separare i vari tipi di imballaggi e di riciclare carta, plastica, polistirolo nel modo più adeguato, rispettando le normative.

Come viene effettuato lo smaltimento degli imballaggi?

Come accennato prima, gli imballaggi possono avere diversa natura: dal polistirolo al pluriball, dal cellophane alla carta o al cartone. Ogni materiale deve essere riciclato oppure conferito in discarica secondo ciò che prevede la legge. La plastica ad esempio può essere benissimo riciclata per realizzare altri imballaggi oppure prodotti di altra natura da immettere di nuovo in commercio.

L’imballaggio è necessario per la commercializzazione di un gran numero di beni: dai detergenti ai prodotti dell’industria alimentare. I contenitori di tutti questi prodotti aiutano a mantenere la sicurezza, l’igiene e l’integrità di ciò che contengono durante la fase del trasporto e della consegna presso il punto vendita. Gli imballaggi talvolta vengono adoperati anche per comunicare al consumatore un gran numero di informazioni utili come ad esempio il nome del marchio che immette in commercio l’oggetto, la lista degli ingredienti e altri particolari non trascurabili.

Raccoltarifiuti.com si occupa di effettuare la compattazione degli imballaggi per ridurre i volumi di ingombro e poi li conferisce presso il punto di smaltimento o riciclo a seconda del tipo di imballaggio in questione.

Chi effettua il corretto smaltimento degli imballaggi?

Se devi effettuare lo smaltimento di imballaggi in pluriball, carta, plastica, cellophane trasparente o colorato, polistirolo, non perdere tempo prezioso ma rivolgiti con fiducia all’azienda Raccoltarifiuti.com. Grazie alla fitta rete di collaboratori, l’azienda provvede ad effettuare il ritiro degli imballaggi da smaltire presso il luogo da te indicato e negli orari precedentemente concordati.

Da anni operiamo nel settore e ti garantisce una corretta gestione dei rifiuti secondo le attuali normative in vigore. L’azienda tratta qualsiasi tipo di rifiuto: da quelli pericolosi a quelli inerti. Trasforma i materiali riciclabili in nuove materie prime da adoperare nei più diversi settori riducendo così il volume di rifiuti destinati agli inceneritori o ai punti di stoccaggio.Non affidarti al fai da te per formulare un piano di raccolta per la tua azienda ma chiedi consiglio agli operatori del settore che lavorano presso di noi. Ti sapranno indirizzare verso una scelta ben ponderata che tenga in considerazione delle tue specifiche esigenze e del quantitativo di imballaggi che devi conferire nel punto di raccolta e riciclo più prossimo a te.

Hai la necessità di effettuare lo smaltimento della lana di roccia? Non perdere tempo e rivolgiti subito a Raccolta Rifiuti.

L’azienda Raccolta Rifiuti ha stabilito la sua sede principale ad Afragola ma opera su tutto il territorio provinciale di Napoli. Con i suoi mezzi provvede al ritiro dei materiali da conferire in discarica e al loro smaltimento seguendo le attuali normative in corso. Al termine delle operazioni, Raccolta Rifiuti Napoli rilascia tutte le certificazioni che comprovano l’avvenuto smaltimento.

Che cos’è la lana di roccia?

La lana di roccia viene adoperata molto frequentemente in edilizia. Si tratta di un materiale particolarmente fibroso a trama molto sottile. La sua composizione ha una prevalenza di silicati e alluminati.

Questi due elementi rendono la lana di roccia un ottimo materiale per isolare gli ambienti dal punto di vista acustico e termico. Viene posta nei contro solai, all’interno delle pareti di cartongesso e trova una larga applicazione anche nell’edilizia industriale. Il suo utilizzo è diffuso da anni e da un po’ di tempo a questa parte è iniziato il problema del suo corretto smaltimento. Se le particelle che compongono la lana di roccia vengono inalate si possono creare gravi danni al livello polmonare e quindi deve essere smaltita secondo precisi criteri formulati per proteggere la salute di tutti.

La facilità con la quale la lana di roccia viene prodotta e le sue sue proprietà come isolante termo-acustico, hanno reso questo prodotto un materiale da edilizia largamente diffuso un po’ in tutto il mondo ma il suo smaltimento necessita di particolari attenzioni che solo i professionisti che lavorano nel settore sono in grado di garantire.

La lana di roccia è cancerogena?

È stato scientificamente provato che la lana di roccia è cancerogena e tossica e deve essere smaltita secondo le attuali normative in corso per evitare che le sue fibre vengano inalate. I rischi per la salute maggiori causati da questo prodotto si hanno infatti quando le fibre hanno una dimensione inferiore ai 6 micrometri.

Quando la lana di roccia è protetta all’interno di intercapedini diviene innocua perché non ha modo di disperdersi nell’aria. Quando invece si ha a che fare con rotture delle intercapedini e deterioramenti importanti, le sue microfibre di silicati e alluminati non solo possono essere facilmente inalate e rimanere all’interno di polmoni e bronchi, ma causano talvolta abrasioni al livello epiteliale e infiammazioni delle vie aeree superiori. Quando dunque si decide di effettuare lo smaltimento della lana di roccia è indispensabile che il lavoro venga affidato a una ditta specializzata.

Raccoltarifiuti.com si occupa di effettuare il ritiro lana di vetro e lana di roccia presso il punto indicato da te su orario concordato. Contatta Raccotlarifiuti.com per richiedere un preventivo gratuito che tenga in considerazione tutte le tue specifiche esigenze di budget e tempistica.

Come avviene lo smaltimento della lana di roccia e della lana di vetro?

Non è necessario richiedere l’approvazione della Asl di competenza per effettuare lo smaltimento della lana di roccia come invece accade per l’amianto. Tuttavia lo smaltimento di questo rifiuto non riciclabile prevede l’utilizzo di apposite metodologie e di attrezzature all’avanguardia del tutto simili a quelle che abitualmente vengono usate per l’amianto friabile. Gli operatori di Raccoltarifiuti.com, prima di eseguire la rimozione, indossano mascherine e guanti protettivi per evitare l’inalazione delle fibre.

Il lavoro di smontaggio così come lo step successivo del confezionamento, vengono effettuati in completa sicurezza sia per gli addetti ai lavori che per tutti coloro che transitano nei paraggi. Se vuoi ricevere ulteriori chiarimenti su come viene effettuato lo smaltimento della lana di roccia e della lana di vetro, compila l’apposito formulario presente su Raccoltarifiuti.com e verrai ricontattato a breve da un operatore che ti chiarirà nel dettaglio ogni tuo minimo dubbio in merito.

Il riciclo della plastica a pagamento è un’attività estremamente importante perché consente di recuperare un materiale impiegato in modo massiccio nel nostro vivere quotidiano evitando che si disperda nell’ambiente. Le aziende producono una cospicua quantità di rifiuti in plastica; ne deriva che, per gestirli correttamente, devono avvalersi del supporto di ditte specializzate in smaltimento che operino nel rispetto della normativa e forniscano, al termine del lavoro, il certificato di avvenuto smaltimento della plastica per procedere con il riciclaggio.

Perché è importante riciclare la plastica?

riciclo bottiglie plastica Il termine materie plastiche comprende un lungo elenco di materiali diversi prodotti comunemente a partire dal petrolio e usati in una vasta gamma di applicazioni (a seconda della lunghezza media delle catene polimeriche), ma accomunati da alcune caratteristiche quali leggerezza, duttilità, economicità e riproducibilità in serie. In Italia consumiamo annualmente 7 milioni di tonnellate di plastica, principalmente imballaggi, che costituiscono più del 50% della plastica contenuta nei rifiuti.

Numeri impressionanti se si considera l’impatto ambientale di questo materiale non biodegradabile il cui processo di smaltimento è decisamente lento: basti pensare che una bottiglia di plastica impiega indicativamente dai 100 ai 1000 anni per decomporsi. Senza contare che l’80% dei rifiuti che inquinano i nostri mari derivano dalla plastica delle bottiglie e dei sacchetti.

Pur essendo formate da elementi biodegradabili quali carbonio, idrogeno e ossigeno, le macromolecole che si formano dalla loro unione (polimeri) sono troppo complesse per essere decomposte in natura. Inoltre, se incenerite, le materie plastiche generano sostanze altamente tossiche, come la diossina.

Come risolvere il problema dello smaltimento della plastica?

La soluzione più efficace al problema, insieme ad un uso più razionale del materiale, è il riciclaggio, grazie al quale in Italia si risparmiano ogni anno circa 22 milioni di m³ di rifiuti di plastica, in linea con le migliori prestazioni europee. Con la plastica riciclata si ottengono prodotti con prestazioni uguali o molti simili a quelle dei prodotti ottenuti con il materiale vergine: imballaggi ed edilizia, che da soli costituiscono il 50% del totale, igiene (sacchi), arredo urbano, casalinghi, fibre tessili, articoli elettronici ed automobilistici.

Chi immette imballaggi sul mercato deve preoccuparsi di gestire tutta la filiera dalla raccolta all’avvio al recupero/riciclaggio per perseguire gli obiettivi previsti dalla legislazione europea. Il riciclo della plastica include le fasi di raccolta, stoccaggio, separazione, purificazione, suddivisione per tipologia di polimero e ottenimento di nuovi prodotti tramite:

  • riciclo meccanico, il più economico, con il quale i rifiuti vengono ridotti in frammenti e successivamente lavati, asciugati e impiegati tali e quali o miscelati con il materiale vergine;
  • riciclo chimico, che consente di scomporre i polimeri in prodotti chimici ben definiti, ad esempio monomeri, da utilizzare per produrre nuove catene polimeriche o combustibili.

Quali materie plastiche sono riciclabili?

Il tipo di plasica più diffuso è il polietilene (PE) usato per la fabbricazione di sacchetti di plastica, sacchi per la spazzatura, bottiglie per il latte, tappi, e così via. Non tutti i tipi di plastica però sono riciclabili: secondo la classificazione delle materie plastiche dettata dalla direttiva europea 94/62/CE, le tipologie da conferire nell’indifferenziata sono 7:

01 PET (Polietilene tereftalato): bottiglie, sacchi dell’immondizia, flaconi dello shampoo;
02 HDPE (Polietilene ad alta densità): flaconi per shampoo e detergenti;
03 PVC (Cloruro di polivinile): vaschette per uova e frutta, tubazioni e piastrelle;
04 LDPE (Polietilene a bassa densità): sacchetti per cibi surgelati, pellicola per alimenti;
05 PP (Polipropilene): oggetti d’arredamento, buste della pasta, confezioni per gelato e yogurt;
06 PS (Polistirene): bicchieri, posate, piatti, imballaggi protettivi per elettrodomestici. Viene riciclato per produrre pannelli isolanti e giocattoli.
07 O (Other): tutte le altre plastiche.

Nel circuito domestico si ricicla soprattutto PET (bottiglie di bevande), HDPE (flaconi di detersivi), LDPE (film plastico che avvolge gli alimenti) e PP (imballaggi misti).
Nel circuito del commercio e dell’industria, vengono raccolti e riciclati principalmente imballaggi flessibili in PE utilizzati per avvolgere il pallet durante il trasporto.

Richiedi subito un preventivo per lo smaltimento della tua plastica

Al giorno d’oggi gestire l’imballo da recupero come pallet, pedane e bancali in legno è divenuta una necessità ecologica per la salvaguardia dell’ambiente. Infatti, queste tipologie di rifiuti rappresentano i 2/3 degli imballi di legno immessi al consumo. Dunque, riciclare i rifiuti legnosi consente di ridurre gli sprechi economici, energetici e ambientali.

Nello specifico, i pallet sono strumenti logistici che si presentano come piattaforme orizzontali su cui vengono impilate varie tipologie di materiali e di merci imballate per poterle movimentare e immagazzinare con i carrelli elevatori. Le pedane sono degli elementi rialzati che sospendono e isolano dal pavimento e i bancali sono strutture portanti, entrambi impiegati per differenti tipi di oggetti.

E’ importante sapere che i pallet, le pedane e i bancali fatti in legno, materiale organico ed ecologico rinnovabile e biodegradabile al 100%, al termine del loro ciclo produttivo, possono venire riciclati come truciolare per creare pannelli e semilavorati nell’industria del mobile, per i rivestimenti di ambienti interni ed esterni in edilizia e come biomassa nell’industria energetica.

Ma dove portare gli imballaggi in legno per il loro riciclo? Ebbene, gli imballaggi legnosi devono essere consegnati alle piattaforme di raccolta legno convenzionate per essere, poi, trasportati alle industrie di riciclo che si occuperanno di pressare, triturare e riciclare il legno.

Perché riciclare gli imballaggi legnosi come pallet, pedane e bancali?

Gli imballaggi in legno diffusi su larga scala che, normalmente, vengono utilizzati per lo stoccaggio delle merci sono ideali per il riciclo ottenibile con la raccolta differenziata. Per esempio, i pallet di legno, imballaggi legnosi standardizzati, possono venire trasformati in scaffali, in pannelli decorativi per muri e in armadi.

Al riguardo, attualmente più del 50% dei pallet in legno vengono riciclati per diventare dei nuovi mobili ed essere venduti dall’industria dell’arredamento. Inoltre, i materiali recuperati da pallet, pedane e bancali in legno vengono impiegati come blocchi mescolati al cemento nella bioedilizia per costruire edifici oppure trasformati in compost per le piante o in combustibile per produrre elettricità ed energia termica.

In particolare, per raccogliere, recuperare e riciclare gli imballaggi di legno è bene conoscere il consorzio nazionale Rilegno operante all’interno del Conai, il consorzio nazionale degli imballaggi.

Come avviene il recupero dei bancali, pallet e pedane in legno?

Per salvare il legno lo si deve sottoporre a trattamenti termici o di fumigazione. In particolare, la sigla HT, specifica il trattamento con calore, mentre, la sigla MB, sottolinea l’utilizzo di bromuro di metile. Inoltre, per essere recuperati, i rifiuti come i pallet, le pedane e i bancali in legno devono venire puliti dalla sporcizia e ridotti in scaglie presso gli impianti di riciclo.

Ma, prima di tutto, è necessario verificare che essi non siano stati impiegati per il trasporto di sostanze chimiche tossiche e che non presentino germi pericolosi per la salute. Fra l’altro, per non diffondere gas inquinanti nell’aria è opportuno smaltire queste tipologie di rifiuti evitando di bruciarli e, soprattutto, di abbandonarli in discarica, in quanto, il legno, decomponendosi, rilascia nell’atmosfera gas metano e anidride carbonica imputati nell’effetto serra, cioè l’eccessivo e anomalo riscaldamento del pianeta.

Se vivi a Napoli chi contattare per il riciclo di pallet, pedane e bancali in legno?

Sul nostro sito puoi trovare i professionisti per la raccolta del legno per privati e aziende campane, soprattutto, della provincia di Napoli, nonché i contatti e le informazioni per la gestione di attrezzature d’appoggio come pallet, pedane e bancali in legno, rovinate o semplicemente inutilizzate.

Inoltre, sul sito Internet troverai i dettagli riguardanti altri servizi di smaltimento e riciclo, per esempio, della carta, del cartone, delle pile, delle batterie e dei pneumatici, e i relativi codici CER. Al riguardo, il codice CER per i rifiuti legnosi come pallet, pedani e bancali è 17 02 01.

Fra gli altri vantaggi, su raccoltarifiuti.com hai anche la possibilità di richiedere dei sopralluoghi e dei preventivi gratuiti e di accordarti per il ritiro del legno per avviarlo al recupero. A tal proposito, per smaltire o riciclare pallet, pedane e bancali in legno è importante affidarsi ad una ditta di smaltimento con comprovata esperienza e professionalità come la nostra.

In cosa consiste la scarificazione asfalto?

L’asfalto, come tutti gli altri componenti edili, ha una vita limitata e va sostituito quando è danneggiato. Per staccare il manto stradale e rimuovere l’asfalto vecchio al fine di mettere quello nuovo è opportuna un’operazione di scarificazione. Questa consiste nell’incisione del manto asfaltato per una successiva rottura e rimozione a placche. La scarificazione si accompagna all’operazione di fresatura, cioè di separazione del manto di asfalto dal solco della strada.

Con l’aiuto della fresa, un macchinario in grado di scalzare l’asfalto, si staccano i pezzi come se fossero quelli di un intonaco. Una volta scarificato, infatti, l’asfalto può essere caricato per il trasporto e per lo smaltimento.

Quando il manto stradale viene rifatto, di solito si coglie l’occasione per controllare lo stato di salute della strada in generale, soprattutto delle eventuali tubature che ci passano sotto. Ecco perché la scarificazione dell’asfalto e la sua rimozione devono essere operazioni comunque svolte con delicatezza e competenza, al fine di non danneggiare quello che c’è sotto.

Qual’è il codice CER dell’asfalto?

L’asfalto rimosso dalla strada viene fatto in pezzi per essere posizionato su degli appositi convogli e portato nelle aree di smaltimento. Come rifiuto edile, l’asfalto stradale è dotato del codice 17 03 02. Lo smaltimento è quindi realizzato ad opera delle discariche ma il residuato viene considerato non pericoloso, quindi trasportabile senza particolari procedure e precauzioni sanitarie.

Bisogna aggiungere che lo smaltimento in discarica del fresato d’asfalto è affiancato da un’altra possibilità: quella del riciclo. In Italia si stima che venga riciclato solo il 20-25% dell’asfalto potenzialmente riutilizzabile. Alcune aziende, infatti, usano all’interno del loro ciclo produttivo i composti bituminosi (realizzati, cioè, con una base di pece o bitume). Il conglomerato inorganico noto con il nome di fresato d’asfalto può essere quindi utile per alcune lavorazioni. Le aziende che vogliono usare questi composti all’interno della propria produzione devono comunque essere autorizzate da permessi speciali: non è possibile riciclare l’asfalto edile in modo autonomo e privo di controllo.

Perché il fresato d’asfalto è considerato un rifiuto speciale?

Essendo un residuato edile, l’asfalto stradale è considerato un rifiuto speciale. Il suo codice di riferimento già menzionato è il primo riconoscimento di questo suo status. Quando si effettua la scarificazione dell’asfalto, prima ancora del trasporto e dello smaltimento in discarica, è bene apporre il codice giusto al rifiuto. Nelle aree di smaltimento, infatti, i rifiuti hanno bisogno di essere catalogati con ordine.

Il fresato d’asfalto è considerato un rifiuto speciale per via delle sue componenti inorganiche bituminose che non permettono di inserirlo nel ciclo classico di smaltimento di rifiuti. Il bitume, infatti, ne impedisce sia la degradazione naturale che l’assorbimento nel ciclo dei rifiuti non riciclabili di natura domestica o industriale.
Tuttavia, il fresato d’asfalto è nella categoria di rifiuti speciali non pericolosi. È quindi possibile maneggiarlo, conservarlo, trasportarlo e smaltirlo senza rischi per la salute.

Quali sono le leggi che regolamentano lo smaltimento dell’asfalto stradale

Lo smaltimento in discarica dell’asfalto stradale segue delle norme precise. In particolare, si fa riferimento al Dm 5/02/1998 sullo smaltimento generale dei rifiuti. Nel paragrafo introduttivo del decreto si indica che tutti i rifiuti devono essere smaltiti in modo da non arrecare danno all’uomo e all’ambiente che li circonda. L’asfalto è diviso in conglomerati vetrosi (ottenuti a base di carbone) e conglomerati bituminosi come il comune asfalto edile. Nel decreto sono anche specificati i valori limite per le emissioni di sostanze inquinanti nella produzione e nello smaltimento dell’asfalto: essi corrispondono al valore limite della norma nazionale diminuito del 10%.

Perché rivolgersi ai professionisti della raccolta rifiuti?

La raccolta e lo smaltimento di rifiuti come l’asfalto prevede che siano dei professionisti del settore ad occuparsene. Ecco perché un’azienda come www.raccoltarifiuti.com tiene particolarmente al rapporto con il cliente. Si può contattare l’azienda per telefono, per mail oppure visitando il sito internet. Tramite questi canali è possibile richiedere maggiori informazioni e preventivi per conoscere i prezzi dello smaltimento di asfalto e di altri rifiuti.

Rottamazione pc: perché effettuarla?

L’avvento della tecnologia ha migliorato sotto molti aspetti la qualità delle nostre vite, semplificando le comunicazioni e numerose altre operazioni quotidiane, sia a casa che in ufficio. Hai mai pensato, però, all’impatto che la grande quantità di apparecchiature tecnologiche usurate potrebbe avere sull’ambiente e sulla nostra salute?

Lo smaltimento dei rifiuti elettronici è uno dei principali problemi che affliggono la società moderna, costringendoci a cercare soluzioni sempre più efficaci.

La quantità di computer rotti e altre apparecchiature tecnologiche ormai obsolete, infatti, non ha mai raggiunto i preoccupanti livelli odierni.

Smaltire questi materiali in modo consapevole e appropriato, quindi, rappresenta non solo un imperativo per la salvaguardia del pianeta, ma anche – attraverso le corrette tecniche di riciclo – una risorsa economica impareggiabile. Se anche tu, come la maggior parte delle famiglie e delle aziende italiane, hai il problema non sapere come provvedere alla rottamazione dei pc ormai inutilizzabili, rivolgiti a un professionista del settore.

RaccoltaRifiuti opera sul territorio di Napoli e dintorni, provvedendo allo smaltimento di rifiuti speciali o pericolosi. Grazie al suo team di professionisti qualificati e nel pieno rispetto di tutta la complessa normativa di settore, potrà fornirti l’aiuto che ti serve nel trattamento di ogni genere di rifiuto elettronico.

Come avviene lo smaltimento dei rifiuti elettronici?

Quando si tratta di rifiuti speciali, proprio come i computer rotti o altre apparecchiature elettroniche, è importante seguire precisi protocolli tecnici di smaltimento che impediscano la dispersione di sostanze pericolose e permettano il recupero dei materiali utilizzabili. Sapevi, per esempio, che all’interno della maggior parte degli elettrodomestici sono compresi metalli pesanti, che potrebbero inquinare il terreno e le falde acquifere se non correttamente smaltiti? Tra questi metalli, inoltre, non mancano quelli preziosi: alcune componenti dei materiali elettronici sono realizzate con rame, argento, oro o addirittura platino.

Alla luce di queste considerazioni, appare chiara l’esigenza di sottoporre i rifiuti elettronici a trattamenti professionali di smaltimento, esempio:

  • rottamazione pc
  • rottamazione cellulari
  • rottamazione tv
  • rottamazione elettrodomestici).

Servizio smaltimento raee: come avviene il recupero del materiale elettronico?

La normativa in materia, in linea con le disposizioni date dalla Comunità Europea, attribuisce ai RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) specifici codici identificativi: 16 02 13 per i rifiuti pericolosi e 16 02 14 per quelli non pericolosi. Specialmente quando si tratta di realtà su larga scala, come le aziende, lo smaltimento di apparecchiature tecnologiche dovrà essere affidato a specialisti del settore, che provvederanno al corretto trattamento del rifiuto avvalendosi di strumenti competenze all’avanguardia. SmaltimentoRifiuti può aiutarti a identificare i tuoi rifiuti, provvedendo alle modalità di trattamento più adatte, nel pieno rispetto di tutte le norme in materia.

Ulteriori problemi potrebbero porsi, infine, in ragione dei dati contenuti su dischi rigidi e altri dispositivi trattati. Prima della consegna, ricorda di procedere al recupero e alla cancellazione dei tuoi dati sensibili. In ogni caso, affidando lo smaltimento di queste particolari apparecchiature alla cura di professionisti, avrai la certezza di una procedura portata a termine nel pieno rispetto della tua privacy e di quella dei tuoi clienti.

Rifiuti elettronici: non solo computer rotti, pc, tv, cellulari 

Tra i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i vecchi personal computer domestici o aziendali rappresentano solo una parte, seppure consistente, del totale. A questi potranno aggiungersi anche, per esempio:

– monitor, stampanti, toner, telefonini e telefoni aziendali.

Un comportamento consapevole nei confronti di questi oggetti, soprattutto quando arriva il momento di sostituirli, costituisce una responsabilità imprescindibile.

Se la tua azienda necessita dell’intervento di un professionista per lo smaltimento dei rifiuti elettronici, rivolgiti all’esperienza di SmaltimentoRifiuti.

Con un ambito d’azione che copre il territorio di Napoli e dintorni, il team di professionisti dello smaltimento saprà consigliarti sulle modalità perfette per risolvere il tuo specifico problema. Accreditato presso l’Albo dei Gestori Comunali, inoltre, potrà fornirti tutte le certificazioni richieste dalla legge per tenere traccia delle modalità di trattamento seguite.

Puoi contattare SmaltimentoRifiuti attraverso il numero di assistenza a tua disposizione o tramite mail, compilando il comodo modulo disponibile online: i consulenti sapranno darti indicazioni specifiche sui costi e le procedure necessarie per la rottamazione dei tuoi pc, e non solo. Cosa aspetti?

Dove si butta il polistirolo? La raccolta differenziata dei rifiuti è un atto di civiltà diventato ormai familiare ma che per essere assolto correttamente richiede la capacità di distinguere alcuni materiali particolari per evitare errori di selezione.

Il polistirolo è uno di quei materiali sul quale sorgono spesso dubbi riguardo al corretto smaltimento. Dubbi, peraltro, legittimi visto che le regole variano da città a città: in alcuni piccoli comuni si distingue il tipo di polistirolo da smaltire, mentre nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli, non si fa in genere alcuna distinzione.

Il polistirolo si butta nella plastica o nell’indifferenziata? Vediamo come procedere correttamente per la raccolta differenziata di questo materiale.

Polistirolo: dove si butta e come si può differenziare?

La raccolta differenziata è un’attività che eseguiamo quotidianamente in modo abbastanza disinvolto. Ma se è ormai diventato familiare dividere la plastica, la carta, il vetro e l’umido, non altrettanto si può dire di alcuni materiali di cui, complice un’informazione non proprio chiara, ignoriamo la destinazione; uno di questi è il polistirolo e la raccolta differenziata.

Il nome scientifico del polistirolo è polistirene, ossia polimero dello stirene. Si tratta di un materiale che ostacola la formazione di funghi, batteri e altri microrganismi, e per questo viene utilizzato come recipiente alimentare, sia sinterizzato (è facile avere in casa un imballaggio polistirolo come vaschette in polistirolo per il gelato o contenitori in polistirolo per il pesce) sia estruso (vassoi polistirolo per la carne di supermercati, o vassoi polistirolo per le verdure) ma anche come materiale da imballaggio e come isolante acustico e termico.

Per sapere come avviarlo correttamente allo smaltimento, occorre innanzitutto distinguere tra polistirolo per alimenti e polistirolo da imballaggio.

Le vaschette per alimenti in polistirolo, come quelle utilizzate per il gelato o per confezionare carne e pesce, sono composte prevalentemente da plastica, mentre il polistirolo da imballaggio, come quello usato per imballare gli elettrodomestici, è costituito da materiali diversi.

Il polistirolo va nella plastica?

Il polistirolo dei contenitori per alimenti che troviamo nel reparto carne o formaggi, riconoscibile grazie alla sigla PS o PS 06, deve essere smaltito nel bidone della plastica. Prima di gettare le vaschette, è importante che siano completamente svuotate, sciacquate o pulite in modo da rimuovere gli eventuali residui di cibo; se troppo sporche, è preferibile buttarle nell’indifferenziata. Inoltre, in presenza di fogli di alluminio come fondo del contenitore, è necessario separare i due materiali e smaltirli separatamente.

Per quanto riguarda il polistirolo da imballaggio, la sua destinazione varia a seconda del Comune: generalmente, nelle grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna, si butta nel bidone della plastica. In altri piccoli Comuni va invece indirizzato nel sacco per la raccolta indifferenziata. Poiché nelle varie città la raccolta differenziata si effettua con metodi diversi, per togliersi ogni dubbio si consiglia di consultare le linee guida del proprio Comune.

Riciclaggio polistirolo

Una soluzione per ridurre la quantità di polistirolo in circolazione è quella di riutilizzarlo più volte dopo un processo di lavaggio ad alte temperature e disinfettaggio. Il polistirolo espanso può essere riciclato completamente per produrre nuovi imballi, per ottenere materiale per il drenaggio nell’agricoltura oppure utilizzato come isolante termico nell’edilizia. Secondo i ricercatori dell’Iowa State University, che ne hanno ricavato una miscela di biodisel, può essere anche trasformato in energia.

Qui entra in gioco una corretta raccolta differenziata che permette, con un piccolo sforzo, di tenere pulito l’ambiente, aumentando le possibilità di riciclaggio. Poiché il riciclo è comunque legato a processi tecnologici a loro volta inquinanti, una strategia ecocompatibile consiste nel riciclo creativo del polistirolo, materiale che, grazie alla sua malleabilità, può essere utilizzato per realizzare decorazioni, sottobicchieri, portaoggetti, quadri, presepi, plastici e molto altro ancora.

Effettuare la raccolta differenziata del polistirolo a Napoli, come nel resto d’Italia, è obbligatorio per legge. Se avete bisogno di smaltire il polistirolo a Napoli, la nostra azienda fa al caso vostro. Ci occupiamo di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti di vario genere, tra cui alluminio, amianto, cartucce e toner, carta e cartone, ferro e acciaio, legno, plastica, RAE, vetro, ecc.
Per sapere quanto costa lo smaltimento del polistirolo a Napoli, non esitate a richiedere un preventivo gratuito compilando l’apposito form.

Cos’è il toner e come classificare i toner esausti in rifiuto speciale?

Eco box per Toner esausti
Eco box per Toner esausti

Il toner è il contenitore di inchiostro delle grandi macchine da stampa, come le comuni fotocopiatrici che ci sono in quasi ogni ufficio.

I toner a fine vita devono essere raccolti in delle ecobox, dei contenitori appositi che si trovano presso i luoghi di stampa e vengono svuotati regolarmente dalle ditte che si occupano di smaltimento.

Per sapere come smaltire i toner e la polvere di toner bisogno sapere in che classificazione di rifiuto vengono inseriti.

Esiste un codice, denominato codice CER, che i produttori di toner hanno l’obbligo di apporre sul prodotto, proprio al fine di consentirne il corretto smaltimento.

CER Toner

I due codici che occorre saper riconoscere sono

  • 08 03 17
  • 08 03 18

I primi sono quelli pericolosi, i secondi invece non sono ritenuti tali. Le due tipologie di toner e cartucce prevedono una diversa modalità di smaltimento, più semplice nel primo caso e più complessa invece nel secondo.

Ritiro toner con codici CER 08 03 17

Una volta chiarito il fatto che i toner e le cartucce codici CER 08 03 17 sono i più complicati da smaltire, partiamo innanzitutto dal presupposto che le aziende e in generale le attività che fanno uso di questo tipo di prodotti devono richiedere preventivamente presso la Camera di Commercio del territorio di riferimento un apposito registro.

Sullo stesso verranno segnati il carico e lo scarico, così da tenere sotto controllo l’esatto numero di prodotti che vengono smaltiti. I dati segnati sul registro devono poi essere conservati obbligatoriamente per almeno 5 anni, così da poter rispondere ad eventuali controlli che possono sempre essere effettuati.

Insieme al Registro si dovrà tenere conservato anche il MUD, cioè il modello unico di dichiarazione ambientale, anch’esso finalizzato a riepilogare i prodotti che sono stati smaltiti e destinato ad essere trasmesso una volta all’anno direttamente alla Camera di Commercio.

Dopo aver provveduto anche all’iscrizione al SISTRI, occorre dotarsi di un sistema di raccolta, un luogo dedicato all’interno dell’azienda, con accesso riservato ai soli addetti ai lavori. Una volta definito tutto questo, si può procedere con il contattare la ditta specializzata che si occuperà dello smaltimento dei rifiuti e che prenderà in carico anche la gestione di tutte quelle pratiche burocratiche che sono richieste per toner e cartucce.

In particolare, spetta al personale addetto della ditta la compilazione di un apposito documento che viene redatto in molteplici copie nel momento in cui si provvede al ritiro dei prodotti considerati pericolosi. Tale documento prende il nome di PIR, acronimo che sta per Formulario Identificativo del Rifiuto.

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Il ferro, i materiali ferrosi e le leghe metalliche sono elementi che si possono facilmente recuperare e riciclare, utilizzando i rifiuti come fonte di nuova materia prima. Il ferro è un materiale estremamente prezioso in quanto molto utilizzato, e una buona parte dei prodotti in uso sono ottenuti da materia riciclata, tanto che il 40% dell’acciaio (una lega metallica con oltre il 98% di ferro) prodotto nel mondo è a base di ferro riciclato. Provvedere al corretto smaltimento dei rifiuti ferrosi è importante per rispettare l’ambiente, non sprecare preziosa materia prima, per rispettare la legge e non rischiare di incorrere in sanzioni amministrative anche salate.

I rifiuti come una risorsa: il valore ferro vecchio

I rifiuti, se correttamente separati e riciclati, possono essere un’importante risorsa economica. Dalla carta straccia si può ottenere nuova carta riciclata risparmiando energia, acqua e cellulosa, i contenitori usati in vetro possono essere fusi per recuperare la materia prima e lo stesso vale per i metalli.

La legge e i regolamenti di moltissimi Comuni italiani prevedono il riciclaggio di una gran parte di tipologia di rifiuti perché questi ultimi, invece che danneggiare l’ambiente, possono diventare una risorsa e una fonte di materie prime.

Diverso invece il discorso per i rifiuti speciali, che sono altamente inquinanti e quindi vanno separati e smaltiti con speciali procedimenti perché non danneggino la natura e le persone liberando sostanze nocive e velenose. Il ferro è un materiale facilmente recuperabile e riutilizzabile. Chi possiede del ferro vecchio da recuperare in notevole quantità può rivenderlo guadagnando qualche soldo e facendo un favore all’ambiente. La quotazione del ferro oscilla in continuazione in base a moltissimi fattori, un po’ come quella dei metalli preziosi.

Smaltimento del ferro e dei metalli ferrosi

Il prezzo ferro vecchio può variare in base all’attuale quotazione del ferro al kg, in base alla purezza del materiale contenuto nei rifiuti ferrosi da riciclare e in base agli accordi commerciali con chi lo acquista. Il costo del ferro al kg può quindi essere molto variabile a seconda soprattutto della tipologia di prodotto che si intende riciclare. Chi del ferro vecchio da recuperare può rivolgersi ad un’azienda specializzata che provvederà a ritirarlo e rilasciare un certificato che attesti il regolare smaltimento del metallo.

Abbandonare rifiuti ferrosi o rivolgersi ad una discarica abusiva è invece un reato molto grave, punito dai Comuni con multe spesso molto salate. Il controllo amministrativo dei rifiuti, sebbene regolato da leggi statali, è demandato agli Enti Locali e in particolare ai Comuni. Raccoltarifiuti.com offre un servizio di raccolta a domicilio nella zona di Napoli, trasporto e smaltimento di una grande tipologia di rifiuti fra cui materiali riciclabili, ferro compreso, e rifiuti speciali. Attraverso il sito web dell’azienda è possibile contattare i responsabili che provvederanno a stendere un preventivo personalizzato, completamente gratuito e senza impegno

Riciclare e vendere il ferro vecchio

La scelta di riciclare il ferro vecchio è una decisione etica ed ecologica. Il materiale viene prelevato direttamente a domicilio negli orari stabiliti con i responsabili di Raccoltarifiuti.com, che provvederanno al trasporto e allo smaltimento dei componenti non riciclati, recuperando invece il metallo per riutilizzarlo. La separazione quando il ferro e i metalli riciclabili sono mischiati con rifiuti di altro genere, avviene magneticamente.

Il ferro recuperato viene quindi lavorato ed utilizzato per produrre un’ampia gamma di articoli. Il ferro ottenuto da materiale riciclato e da ferro vecchio da recuperare è in tutto identico alla materia prima ed è quindi una risorsa preziosa. Il ferro ottenuto dal riciclo può essere utilizzato in varie forme fra cui le leghe come acciaio e ghisa, entrambe costituite da ferro e da una percentuale variabile di carbonio.

Il recupero dei materiali ferrosi, così come in generale il riciclo dei rifiuti, permette di diminuire l’impatto ambientale dei rifiuti riducendone la quantità che viene avviata allo smaltimento indifferenziato. Raccoltarifiuti.com opera a Napoli ed è contattabile direttamente dal sito web per lo smaltimento ferro e il trattamento di rifiuti, materiali riciclabili e rifiuti speciali.

La carta catramata e la carta siliconata siliconata rappresentano la soluzione ideale a diverse esigenze nell’ambito dell’edilizia e del fai da te. Ma come e quando vengono utilizzate e cosa fare se occorre smaltirle a Napoli?

Carta Catramata: cos’è?

Si tratta di un materiale che trova ampio utilizzo in ambito edilizio ed è particolarmente adatto all’impermeabilizzazione di superfici. Venduta in rotoli di carta, viene spesso applicata per creare una guaina impermeabilizzante su terrazzi e tetti.

La sua applicazione non è però alla portata di tutti perché richiede attrezzature adatte ed anche esperienza e manualità nella posa. La carta è tipicamente disponibile in vari spessori. Insieme ad essa occorre disporre di un cannello a gas e del primer cioè un liquido bituminoso necessario a fissare la guaina.

Anche la rimozione della carta catramata richiede cura e attenzione. Un primo metodo fai da te consiste nell’uso di una miscela costituita da acqua e aceto. Dopo aver bagnato la carta si potrà procedere alla sua rimozione dopo qualche ora.

In alcuni casi però è necessario applicare sostanze più efficaci come l’acqua raggia o solventi per sverniciare.

Carta siliconata

Si tratta di un materiale usato a diversi scopi per le sue caratteristiche. Questa carta si presenta flessibile e soprattutto antiaderente. Per questa ragione viene utilizzata quando è necessario operare su materiali e superfici con poteri altamente adesivi.

La carta viene frapposta tra l’elemento adesivo ed eventuali strumenti da lavoro per agire con facilità. La carta può essere siliconata solo da un lato o bisociliconata.

Esempi pratici del suo uso sono forniti dalla rifoderatura di alcuni dipinti e in generale da interventi in cui occorre usare il ferro da stiro per poter consentire l’adesione tra due superfici. L’uso della carta permette al ferro di scivolare senza attaccarsi e senza provocare danni.

La carta siliconata viene venduta in molti modi diversi e trova ampie applicazioni perfino in cucina. La carta da forno può infatti essere considerata un tipo di carta siliconata.

L’importanza di un corretto smaltimento di carta catramata e carta siliconata

Smaltire correttamente i rifiuti e operare il riciclo dei materiali ogni volta che è possibile è un’importante gesto di civiltà. Se ad esempio si pensa alla carta si comprende che lo smaltimento consente il riciclo che a sua volta permette di ridurre l’abbattimento degli alberi e di risparmiare sull’energia necessaria alla produzione di nuova carta.

Questo vale per materiali ordinari e soprattutto per quelle sostanze trattate con agenti chimici che devono essere smaltite con procedure dedicate. Il tema della sostenibilità ambientale non è più rinviabile e questo dovrebbe essere un motivo valido e sufficiente per provvedere alla raccolta differenziata dei rifiuti di ogni genere. A questa importante motivazione va aggiunto anche il bisogno di smaltire correttamente i rifiuti perchéimposto dalla legge.

Privati che eccezionalmente devono rimuovere rifiuti speciali o aziende e uffici che abitualmente producono specifici rifiuti devono occuparsi del corretto smaltimento. Alla luce di quanto detto sulla carta catramata e per il modo in cui è trattata e rimossa è chiaro che non può essere mischiata ai comuni rifiuti e che un discorso analogo vale per la carta siliconata, quando usata in grandi quantità.

Per maggiori info sul nostro servizio di smaltimento della carta leggi l’articolo di approfondimento: smaltimento carta

Lo smaltimento di questi materiali a Napoli è particolarmente semplice grazie ai servizi offerti da Raccolta Rifiuti. L’azienda è specializzata nello smaltimento dei rifiuti e opera nel pieno rispetto delle regole imposte dalla legge e dell’etica professionale.

Raccolta Rifiuti si rivolge ai privati cittadini, che eccezionalmente devono rimuovere rifiuti speciali e ad aziende che devono abitualmente trattare specifici materiali. La ditta può occuparsi del ritiro dei rifiuti e concordare una periodicità abituale con cui procedere alla raccolta.

Per chi necessita di consulenza sul modo migliore per organizzare la raccolta la ditta è sempre pronta ad offrire le sue competenze in materia e a far sì che tutto sia pensato per ottimizzare i tempi e i costi della raccolta. Dove richiesto, la società provvederà a predisporre e compilare correttamente tutti i documenti previsti dal caso.

La guaina bituminosa: che cos’è

Molto utilizzata in campo edilizio, la guaina bituminosa è un materiale apprezzato per le sue caratteristiche tecniche. Si tratta, infatti, di un impermeabilizzante e isolante ad alte prestazioni disponibile sotto forma di fogli o rotoli, che rendono estremamente semplici le modalità di posa.

Le tipologie più utilizzate sono:

  • guaina bituminosa
  • guaina cementizia
  • guaina catramata
  • guaina cementizia
  • guaina liquida
  • guaina ardesiata
  • guaina elastomerica

Queste possono essere fissate nella posizione prescelta tramite applicazione a fiamma. Grazie alla presenza di una pellicola termofusibile, sarà quindi sufficiente l’utilizzo del calore per fa aderire perfettamente il materiale alla superficie d’appoggio. In alternativa, esistono tipologie autoadesive di guaina bituminosa che non necessitano dell’utilizzo di cannello a gas per la posa, acorciando ulteriormente le tempistiche di rivestimento.

Grazie alle sue capacità impermeabilizzanti, la guaina bituminosa può essere la soluzione più adatta per sigillare coperture piane e non, terrazze e tetti di edifici e capannoni. Tra i vantaggi del suo utilizzo si annovera, inoltre, il peso contenuto: circa quattro chilogrammi per metro quadrato, meno della maggior parte degli altri materiali isolanti.

Scegliere la guaina bituminosa per impermealizzare le superfici, quindi, rappresenta un’opzione efficiente per provvedere all’isolamento di molte tipologie di coperture orizzontali o inclinate esposte agli agenti atmosferici, specialmente quando sia necessario fronteggiare pioggia, neve e umidità. Sapevi, però, che si tratta anche di un materiale fortemente inquinante?

Guaina catramata: i pericoli per l’ambiente e per la salute

Come tutte le materie prime utilizzate in campo edilizio, la guaina bituminosa ha una vita limitata nel tempo. La sua durata, ovviamente, dipende fortemente dalle prove alle quali è sottoposta: sole, acqua e posizionamento su superfici calpestabili ne determinano l’usura e influiscono sul suo stato di manutenzione. Sono soprattutto la variazioni di calore a danneggiarne la struttura, perché la continua contrazione e dilatazione ha l’effetto di irrigidire e crepare il materiale.

Tuttavia il bitume – materia prima di cui è costituta – questo tipo di guaina gode di durature caratteristiche di elasticità e durevolezza. Un rivestimento ben posato può resistere anche vent’anni senza particolari necessità di ritocco, specialmente quando protetto da ulteriori materiali di stratificazione come ghiaia, terreno o cemento. Alla fine della sua vita, tuttavia, occorrerà prendere in seria considerazione le modalità del suo smaltimento.

Proprio la presenza del bitume, derivato del petrolio, rende infatti la guaina bituminosa un materiale edilizio pericoloso per l’ambiente e per il nostro benessere. A questo tipo di componente si applica, quindi, la normativa nazionale ed europea relativa al trattamento dei rifiuti speciali pericolosi: solo professionisti del settore, adeguatamente attrezzati e muniti delle indispensabili conoscenze tecniche, possono provvedere al suo smaltimento.

Prezzo guaina bituminosa

Se hai bisogno di smaltire guaina bituminosa o altri rifiuti speciali nell’area di Roma e dintorni, puoi rivolgerti a Raccolta Rifiuti. L’azienda, accreditata presso l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, si occupa di tutte le operazioni necessarie al ritiro e allo smaltimento di rifiuti speciali. Dai calcinacci al pericoloso amianto, passando per la guaina bituminosa: ciascun materiale potenzialmente tossico o inquinante è sottoposto a una rigida disciplina di smaltimento.

Leggi l’articolo di approfondimento sullo smaltimento della guaina

Nel rispetto di tutte le normative di settore, Raccolta Rifiuti saprà provvedere al recupero e al trattamento più adatto dei tuoi materiali speciali. Puoi richiedere un preventivo mettendoti in contatto con l’azienda attraverso i suoi canali di comunicazione online: visita il sito raccoltarifiuti.it e invia una mail, oppure fai una semplice telefonata, indicando il quantitativo di materiale da smaltire. Attraverso la consulenza qualificata di personale competente e di lunga esperienza, potrai concordare un sopralluogo gratuito e conoscere prezzi e tempistiche dell’operazione di smaltimento.

La presenza di materiali ingombranti e tossici nella tua casa o nell’edificio in cui lavori rappresenta un pericolo per il tuo benessere e per l’ambiente. Per questo, è importante rivolgersi a un professionista che provveda allo smaltimento celere e sicuro, attraverso gli adeguati strumenti tecnici, della guaina bituminosa ormai usurata. Raccolta Rifiuti potrà aiutarti a risolvere questo problema, senza mai perdere d’occhio il rispetto dell’ambiente e della tua salute.

Per lo smaltimento guaina bituminosa prezzo segui il link e leggi l’articolo di approfondimento.

Stai cercando il servizio di smaltimento fanghi nella città di Napoli? I fanghi sono delle sostanze solide che vengono eliminate nel processo di depurazione delle acque reflue urbane ed extraurbane.

La pulizia avviene in trattamenti depurativi necessari per evitare contaminazioni chimico fisiche sia all’ambiente che ai suoi abitanti.

Le acque contenenti fanghi possono, oltre che inquinare le acque dei mari e dei fiumi, trasportare micro-organismi patogeni come la Salmonella e lo Streptococco.

Se vi occorre lo smaltimento di fanghi e materiale di risulta in una delle zone di Napoli e provincia contattateci subito per un preventivo gratuito e senza impegno.

Siamo a vostra disposizione per qualunque dubbio o chiarimento.

 

Avete bisogno di smaltire la plastica a Napoli? Il codice CER, nella specifico, della plastica da auto è il seguente  16 01 19.

Smaltimento Plastica: procedimento e normativa

La plastica è costituita da macromolecole che vengono chiamate polimeri. Queste molecole sono create da catene di molecole più piccole che invece sono monomeri e di conseguenza, riuscire a smaltire questo materiale facilmente tutt’altro che un processo rapido.

Si tratta di un rifiuto che è altamente inquinante ed è per questo però che sarà necessario, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, fare tutto in modo corretto e rispettare la filiera garantita dalla legge.

Ci sono diversi tipi di plastica che sono diverse tra loro sia per quanto riguarda l’uso che ne viene fatto che per l’aspetto esteriore. La plastica in ogni caso resta un tipo di materiale che può essere riciclato ed è per questo che nel trattamento dei rifiuti bisogna fare in modo che, nel rispetto della normativa venga tutto organizzato per un corretto riciclo e smaltimento.

Effettuare il servizio di smaltimento della plastica sulla città di Napoli è fondamentale anche perché è obbligatorio per legge. Coloro che devo necessariamente accettare l’avvenuto smaltimento della plastica dovranno riferirsi a degli esperti del settore e quindi di conseguenza, a coloro che hanno iscrizione presso l’albo di riferimento.

Questa azienda dovrà necessariamente fornire alla fine del lavoro effettuato anche il certificato che attesta l’avvenuta consegna per dare il via alla fase di riciclaggio. In alcune città è possibile ottenere anche gli sgravi fiscali rispettivamente a questa procedura.

Perché è necessario riciclare la plastica?

In base al codice ambientale ed a quella che è anche la normativa europea, smaltire la plastica è fondamentale per salvaguardare l’ambiente. Questo prodotto infatti ha una lenta degradabilità e quindi nell’ambiente, abbandonandola a sè stessa la plastica se potrebbe finire per impiegare almeno 100 anni fino ad un massimo di 1000 anni e solo per distruggere una singola bottiglia di plastica.

Invece questo materiale riciclato permetterà di evitare fonti di inquinamento ed in più garantirà anche un riciclo fondamentale che vi aiuterà per quello di cui avete bisogno garantendo in alcuni casi anche degli agevolazioni tipo fiscale.

A Napoli ci sono molte ditte come la nostra che si occupano di questo settore e vi permetteranno di ottenere tutti certificati, con un adeguato preventivo di spesa per dare il via a questa attività che è fondamentale, sia per il pianeta ma anche da un punto di vista della normativa vigente.

Il riciclaggio della plastica o di tutti i suoi prodotti derivati, risulterà quanto complesso ma potrebbe dar vita a nuovi prodotti utili e applicabili in vari settori.

Avete bisogno di smaltire gli scarti di verde e l’umido? Se avete la necessità di intraprendere questa strada dovete affidarvi a degli esperti del settore per lo smaltimento: dovete fare molta attenzione a quelli che sono i costi e soprattutto trovare coloro che sono in grado di garantire il rispetto della normativa vigente in materia.

Infatti, esistono numerosi tipi di aziende che si occupano dello smaltimento della frazione verde e dell’umido.

In base alla normativa già citata del 1997, in base a quelle che sono le direttive europee sui rifiuti, bisogna fare in modo che lo smaltimento del verde e dell’umido venga effettuato in piena tutela dell’ambiente ed inoltre, bisognerà anche stare attenti al fatto che gli scatti di verde e l’umido siano di fatto da tenere sotto osservazione.

Se avete intenzione di scegliere una ditta del settore a Napoli, allora dovete informarvi se effettivamente si tratta di una società che sarà poi in grado di garantirvi l’emissione di un certificato che attesti l’avvenuto smaltimento in maniera corretta.

Quando si effettua lo smaltimento del verde e dell’umido vuol dire che si ha la necessità di dover anche verificare e permettere agli organi inquirenti di controllare se tutto è venuto secondo la procedura stabilite dalla norma.

La nostra azienda di Raccolta Rifiuti è regolarmente iscritta all’Albo dei Gestori Ambientali.

Come si procede per lo smaltimento dell’umido e del verde

I rifiuti come il fogliame e le ramaglie devono essere necessariamente spartiti presso discariche autorizzate che potrebbero anche produrre energia dagli scarti di questi tipi di materiale.

Invece per quanto concerne l’umido, anche in questo caso si potrebbe lavorare in modo tale da riuscire a smaltire il tutto riuscendo ad ottenere un composto che potrebbe servire nel giardinaggio e per vari tipi di attività.

Si tratta sempre in un tipo di rifiuto molto particolare che vale la pena prendere in esame e soprattutto capire bene a quale categoria appartiene prima di muoversi in qualunque senso.

Il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani verdi e umidi a Napoli, viene effettuato da vari esperti del settore. Soltanto chi è accreditato vi potrà fare ottenere un certificato dell’avvenuto smaltimento.

Smaltimento del vetro? Ecco come fare per smaltire il vetro in maniera adeguata.

Smaltire il vetro: normativa

Per quanto riguarda il vetro proveniente da autoveicoli parliamo del codice CER 16 01 20.

Secondo quelli che sono i dettami della normativa vigente, il vetro deve essere smaltito con tutto ciò che gli compete in modo tale da poter essere anche riciclato.

Il vetro infatti, è un materiale che può essere definito pulito, in quanto non ha delle sostanze inquinanti e perciò può essere riciclato svariate volte.

Tra i rifiuti di vetro riciclabili ci sono i vetri rotti, i vasetti in vetro, le bottiglie di vetro tutto quello che è composto da questo particolare materiale. C’è però del vetro non riciclabile che non bisogna mischiare insieme a quello riciclabile, si tratta di specchi, ceramiche, cristalli e non solo.

Il vetro non brucia in un impianto di termovalorizzazione e quindi non servirà per creare energia ed in più, se viene lasciato in un ambiente abbandonato potrebbe anche essere necessario aspettare 1000 anni per vederne lo smaltimento. È per questo che il modo migliore per smaltire il vetro è provvedere al suo riciclaggio.

Riciclare il vetro vi permetterà di risparmiare energia ed inoltre vi darà anche la possibilità di poter utilizzare le cose riciclate risparmiando quindi, su altre materie prime. Il riciclaggio del vetro è un processo che deve essere analizzato in tutti i suoi aspetti e deve essere fornito da ditte specializzate nel settore.

Smaltimento del vetro sulla città di Napoli: costi

Il servizio dello smaltimento e quindi il riciclaggio del vetro sulla città di Napoli deve essere seguito da persone accreditate presso l’albo competente ed in più coloro che vi accetteranno l’avvenuto smaltimento, vi daranno anche la possibilità di ottenere, dove è possibile, degli sgravi di natura fiscale.

Il costo per smaltire il vetro a Napoli in realtà riguarda praticamente il trasporto e la rimozione, mentre invece in via generale si avrà l’opportunità di ottenere il riciclaggio del vetro in maniera anche agevolata dopo tutto quello che ci siamo già detti relativamente ai vantaggi che questa procedura può portare. Il vetro infatti, viene portato in impianti appositi per la raccolta differenziata e poi successivamente verrà lavorato in una selezione e poi una macinazione presso istituti competenti.

È proprio una serie di passaggi che il vetro alla fine verrà ripulito e macinato e se potrà essere di nuovo materia prima per una fusione che dà vita a nuovi prodotti. Oltre a risparmiare da un punto di vista energetico, il vetro così riutilizzato cercherà anche di prevenire l’inquinamento.

Se avete necessità di smaltire l’olio e le pastiglie per i freni sarà importante seguire tutte quelle che sono le normative in materia e fare attenzione che non si violi alcuna legge. I codici CER per i filtri dell’olio e le pasticche dei freni sono rispettivamente 16 01 07 e 16 01 12.

Smaltimento filtri olio motore: normativa

Infatti in base a quello che è il decreto legislativo Ronchi del 1997 e tutte quelle che sono le normative successive acquisite dall’Italia anche su indicazione dell’Europa, sarà importante definire questi tipi di rifiuti come speciali e inquinanti.

È per questo che bisogna fare una distinzione tra i vari tipi di rifiuto e poi successivamente provvedere allo smaltimento.

Questo servizio di smaltimento di filtri dell’olio e pasticche dei freni deve essere effettuato sulla scia della distinzione ed in più analizzando anche quelli che sono i costi del servizio.

Gestire un rifiuto speciale pericoloso o non pericoloso nella città di Napoli può costare anche diverse centinaia di euro per peso, ma sarà importante farsi fare un preventivo dettagliato e omnicomprensivo di una ditta specializzata nel settore.

Riferirsi ad esperti sarà importante perché alla fine sarà necessario fornire un documento che attesti l’avvenuto smaltimento attraverso coloro che sono abilitati ad effettuarlo e anche utilizzando quelle che sono le discariche autorizzate per questo particolare tipo di rifiuto.

Come gestire i rifiuti speciali da autofficina

A Napoli ci sono diverse ditte che si occupano di gestire il servizio di smaltimento di rifiuti da officina a dei prezzi più o meno vantaggiosi. Bisogna informarsi bene su quelli che sono diversi servizi effettuati e soprattutto fare molta attenzione a riferirsi ai soggetti giusti.

In generale i filtri dell’olio, rientrano nei rifiuti speciali pericolosi mentre invece quelli delle pastiglie dei freni, i rifiuti speciali non pericolosi. Una volta registrato il tipo di rifiuto servirà almeno un’intera settimana per l’operazione e tutto deve essere certificato e registrato in maniera adeguata con tanto di documentazione fiscale.

Una volta che il trasportatore avrà effettuato nella salvaguardia tutela dell’ambiente tutta la procedura necessaria, alla fine dovrà rilasciare un documento che accerti tutta l’operazione di smaltimento in discarica. Ci dovrà essere una data del formulario un codice di smaltimento di recupero dei singoli prodotti in base alla tipologia differente e al codice che li caratterizzano.

Ogni anno si dovrà fare la denuncia degli stessi rifiuti prodotti e deve essere trasmessa alle autorità competenti. Si tratta di un calcolo da effettuare per chi decide di gestire questo tipo di attività e di conseguenza si trova a dover smaltire rifiuti come i filtri per l’olio le pasticche dei freni.

Richiedici subito un preventivo personalizzato per lo smaltimento dell’olio proveniente da officine meccaniche o delle pasticche dei freni esauste. Effettuiamo il servizio su tutta Italia.

Ti occorre il servizio di smaltimento dei rifiuti RAEE? La nostra azienda esegue da anni il servizio di smaltimento rifiuti RAEE di origine elettronica.

Tali rifiuti sono classificati in pericolosi e non pericolosi. I codici CER dei rifiuti RAEE sono 16 02 13 e 16 02 14.

Normativa sui rifiuti di origine RAEE

Dal 2008 esiste una nuova normativa che mette tutti d’accordo sul modo in cui bisognerebbe smaltire questi materiali.

La gestione dei rifiuti in Italia infatti è disciplinata dal decreto legislativo del 2006 e poi modificato nel 2010, ma in particolare si fa spesso riferimento anche il cosiddetto “codice ambientale” che dà delle disposizioni molto chiare relativamente ai rifiuti RAEE disciplinati dal decreto legislativo 49 del 2014.

Come già accennato, poi nel 2008 è stato emesso il decreto legislativo 188 per quanto concerne le pile o accumulatori, considerati come dei rifiuti speciali.

Le aziende devono necessariamente rispettare queste normative per smaltire questa tipologia di rifiuti. Si tratta di una serie di leggi che vengono continuamente modificate e riviste in quanto sono spesso oggetto di attenzioni anche dall’Unione Europea.

L’azienda però non per essere in regola deve sempre fare attenzione ad affidarsi agli esperti del settore e di conseguenza riuscirà ad ottenere ciò di cui ho bisogno.

Lo smaltimento dei rifiuti RAEE nella città di Napoli può essere effettuato d’esempio in maniera molto pratica chiamando ditte specializzate che sono anche accreditate per lavorare in determinate discariche e quindi di conseguenza, accertare che lo smaltimento sia avvenuto in maniera concreta.

Smaltimento RAEE: costi

Smaltire rifiuti RAEE ha dei costi medi ed è per questo che effettuare un servizio sulla città di Napoli potrebbe risultare dispendioso ma è oltretutto anche necessario obbligatorio per legge. Coloro che sono produttori di questi rifiuti RAEE devono provvedere subito a gestire tutta la filiera dello smaltimento e classificare bene i codici dei simboli rifiuti.

Smaltimento RAEE per aziende

L’azienda che verrà scelta per svolgere il servizio alla vostra azienda sulla città di Napoli deve avere l’iscrizione all’albo dei gestori comunali ed inoltre, deve anche verificare, per emettere il certificato, come le apparecchiature elettroniche che appartengono a questa categoria di rifiuti debbano essere necessariamente distrutte. Il rifiuto deve essere smaltito e i costi devono essere comunque certificati e tracciati, così come prevede la normativa.

È chiaro che coloro che invece si propongono di ritirare l’usato e quindi i rifiuti elettronici, non sempre fanno tutta questa procedura e potrebbero anche inquinare l’ambiente con la vostra complicità.

Per questo motivo che sarà importante scegliere un’azienda che sia di fiducia e sia accreditata secondo quella che è la normativa vigente per la tutela ambientale e per evitare che questi rifiuti vengano abbandonati sul territorio con un grave danno per l’intero ecosistema.

Richiedete subito online un preventivo per lo smaltimento dei vostri rifiuti elettronici compilando l’apposito modulo.

Dovete smaltire il cartongesso ma non sapete da dove iniziare? Il cartongesso è identificabile con il codice CER 17 08 02, ed è considerato un rifiuto speciale.

La nostra ditta è iscritta all’Albo Nazionale degli Smaltitori Italiani ed esegue da anni lo smaltimento del cartongesso in tutta la provincia napoletana.

Quanto costa smaltire il cartongesso?

La prima cosa da chiarire relativamente allo smaltimento del cartongesso a Napoli in maniera regolare è che il prezzo può variare in base al territorio di riferimento.

Smaltire il cartongesso a Napoli può avere dei costi medio-elevati ma soprattutto bisognerà fare molta attenzione che la procedura di smaltimento di questo rifiuto speciale venga fatto nel pieno rispetto della normativa vigente.

Infatti, il cartongesso è considerato come un rifiuto speciale non pericoloso ed il suo smaltimento disciplinato in base alla normativa del decreto legislativo 36 del 2003. Questa legge è stata poi sostituita dal decreto ministeriale del 3 agosto del 2005 che prevede che questo materiale, spesso usato nel fai da te deve essere smaltito una volta raggiunto a fine ciclo per evitare inquinamento e per cercare di tenere sotto controllo l’ambiente.

Per smaltire il cartongesso bisognerà seguire le indicazioni normative. Questo servizio nella città di Napoli deve essere fatto affidandosi ad esperti del settore che chiariranno tutti gli aspetti nella fase di smaltimento di questo rifiuto speciale non pericoloso.

Il cartongesso può essere smaltito soltanto, infatti con l’aiuto di ditte specializzate del settore che potranno anche fornire la testata documentazione che accetti la demolizione effettuata.

Smaltire il cartongesso in base alle normative

Smaltire il cartongesso sarà possibile grazie all’aiuto di un’azienda specializzata nel settore dei rifiuti speciali non pericolosi che riceverà materiale, lo rimuoverà ed inoltre provvederà alla consegna in discarica.

Questo servizio esiste nella città di Napoli come in altre tante città che hanno a disposizione anche delle discariche specializzate per questo fine. Il cartongesso può essere recuperato una volta che viene effettuata la separazione del gesso dal cartone ed anche il rivestimento.

Dopo aver selezionato i diversi componenti, ognuno seguirà la sua fase di smaltimento. Il cartongesso sarà perciò immesso in un macchinario con un caricatore che viene chiamato “ragno”.

Il trasportatore lo avvia verso la macchina e poi ci sarà la fase di frantumazione. Nella parte finale il gesso potrebbe essere recuperato per l’edilizia, mentre invece il cartone sarà riciclato e per quanto concerne gli altri materiali verranno smaltiti in discariche autorizzate.

Sarà importante avere chiaro fin dai primi istanti qual è la procedura nonché anche cercare di specificare tutte le pratiche così da eseguire in modo tale da non riservarsi sorprese nel corso di questa importante opera di smaltimento.

Prima di iniziare, è bene sapere che i prezzi possono essere anche abbastanza alti e quindi si parlerà di in media almeno 130 euro per ogni metro quadro. Richiedeteci un preventivo gratuito e senza impegno per lo smaltimento del cartongesso in una delle zone di Napoli.

La nostra ditta è specializzata da anni nello smaltimento di calcinacci a Napoli. I calcinacci, gli inerti e tutti i materiali da cantiere, sono identificabili con il codice CER 17 00 00 (nello specifico calcinacci codice CER 17 01 07 ).

calcinacci I rifiuti inerti da demolire sono quelli che si trovano sui cantieri e sono un prodotto dei lavori effettuati.

Sono sempre classificati come rifiuti speciali.

In passato la pubblica amministrazione, poiché ci sono state numerose emergenze ambientali per la presenza di questi rifiuti davvero complessi da eliminare, comportano dei costi molto elevati.

In questi ultimi anni l’Unione Europea ha fatto dei dettami molto precisi relativamente alle opere di smaltimento di calcinacci e materiali di cantiere. La normativa è molto più rigida e severa.

Ogni anno infatti, in Italia si producono rifiuti inerti per almeno 35 milioni di tonnellate. Lo smaltimento dei rifiuti inerti derivanti da demolizioni o da costruzioni deve essere effettuato in vari passaggi da tenere sotto controllo ed in più deve esserci nella fase finale, il conferimento di una discarica autorizzata.

Ci sono vari materiali edili che a volte vengono abbandonati per strada in maniera incontrollata su suoli privati o su suoli pubblici, specialmente nella città di Napoli, e questo può comportare un rischio per l’ambiente davvero elevato. Per smaltire dei materiali inerti possibile rivolgersi ad esperti del settore che chiariranno tutti gli aspetti da seguire ed inoltre potranno anche darvi un resoconto dettagliato in maniera preventiva su tutti i costi da sostenere, che sono tutt’altro che bassi.

Smaltimento rifiuti edili: normativa

Vi citiamo le norme sulla rimozione e lo smaltimento dei calcinacci e materiali da cantiere in Italia  e nello specifico nella città di Napoli.

In base a quelle che sono le normative per smaltire i materiali di scarto da cantiere bisogna eseguire tutte le procedure previste dal codice europeo dei rifiuti nel capitolo 17. Perciò rifiuti verranno classificati e divisi in categorie e proprio in base al trattamento, i costi lieviteranno.

Smaltimento calcinacci costo

sacchi di calcinacci Questo servizio a Napoli ha dei prezzi medi così come anche per le altre città d’Italia che si differenziano non poco. Smaltire i calcinacci e polveri infatti ha un costo, per il servizio a Napoli che varia dai 15 ai 20 euro al metro quadro.

A questa cifra sarà però necessario aggiungere i costi di trasporto per i trasporti urbani, nonché tutta la serie di procedure e manodopera necessari per questa attività. Bisognerà sempre riferirsi a dei soggetti che potranno accertare l’avvenuto smaltimento così come previsto dalla legge ed in più sarà obbligatorio conferire i rifiuti in discarica affidandosi ad aziende specializzate iscritti all’Albo Nazionale dei gestori ambientali.

Effettuare questo servizio a Napoli sarà obbligatorio perché si tratta di una normativa chiave e cruciale per questo fine e per garantire la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. Richiedeteci senza impegno un preventivo per lo smaltimento dei calcinacci. Indicateci se sono già racchiusi in sacchetti o no, e cercate di indicarci la quantità.

Quanto costa smaltire la guaina bituminosa?

Smaltire le guaine bituminose a Napoli ha un costo medio alto e deve essere stabilito in base a tutta una serie di criteri che riguardano sia il tipo di materiale, che le normative vigenti e il territorio di riferimento. Il nostro sito Raccolta Rifiuti a Napoli vi fornirà qualche dettaglio in più.

Qualche volta ci si è trovato a dover risolvere il problema delle membrane bituminose, avuto fin dai primi istanti la sensazione di trovarsi di fronte a dei costi davvero insormontabili. Soltanto il costo del rifiuto arriva circa a zero, 50 euro per ogni kg per una guaina da 4 kg al metro quadro si arriva a spendere anche 2 euro al metro quadro. In generale già l’acquisto di una membrana bituminosa costa, per un prodotto da 4 kg al metro quadro, tra i 2 ed i 2,20 euro al metro quadro.

Oltre ovviamente al problema poi della manodopera e i relativi costi su cui ci si deve anche confrontare con quelli che sono i costi per la rimozione e il trasporto in discarica di questo particolare materiale. Per un preventivo dettagliato sui costi dello smaltimento della guaina bituminosa contattaci indicandoci la quantità e altri elementi.

La normativa sulle guaine bituminose

smaltimento guaina bituminosa
Come smaltire la guaina bituminosa

Lo smaltimento della guaina bituminosa (rifiuto identificabile con il codice CER 17 03 03) ha dei costi abbastanza elevati come già accennato e questo è perché le membrane bituminose sono classificate tra i rifiuti speciali.

Effettuare questo smaltimento insieme alla rimozione e al trasporto in discarica nella città di Napoli, può arrivare ad avere dei costi davvero molto elevati ed in più sarà importante cercare di seguire tutto quella che è la normativa in materia.

La normativa italiana a partire dal 1997 prevede infatti che si deve fare il possibile per prevenire qualunque tipologia di fonte di inquinamento. Perciò per prevenire i rischi ambientali bisognerà seguire tutta una serie di regole. A questo scopo esistono delle ditte specializzate nel settore che vi garantiranno tutto l’aiuto di cui avete bisogno.

La guaina bituminosa, ovvero questa copertura fatta di bitume e di derivati perciò del petrolio, deve essere smaltita affidandosi a consorzi di imprese o esperti del settore che nel corso dello smaltimento riusciranno a tenere sotto controllo qualunque rischio inquinante e metteranno anche in campo tutta una serie di procedure nell’arco della rimozione del trasporto che salvaguardano l’ambiente.

I vantaggi di questo smaltimento effettuato in maniera così ottimale, riguarderà la possibilità di tenere sotto controllo eventuali agenti inquinanti ed in più vi permetterà anche di avere fin chiaro fin dal primo istante quali sono tutti i costi e perciò affrontarli organizzandosi giorno dopo giorno.

È difficile standardizzare i costi in base al territorio di riferimento oppure alla quantità ma in generale in una città come Napoli, il prezzo per le attività di rimozione trasporto e smaltimento arriva a costare fino a 2 euro sennò addirittura 3 euro al metro quadro. Sarà importante perciò farsi fare un preventivo personalizzato. Contattaci subito.

immagine delle fibre di amianto

Rimozione e smaltimento eternit a Napoli

Il termine “Eternit”  è di derivazione latina, da eaternitas che letteralmente vuol dire Eternità.

A coniare il termine fu l’austriaco Ludwig Hatschek che, agli inizi del 900, brevettò un particolare tipo di fibrocemento a base di una miscela di cemento-amianto a cui, proprio per le sue caratteristiche di resistenza, diede il nome di eternit.

L’eternit è oggi identificato con appellativi diversi: eternitte, eternit, fibrocemento, cemento-amianto, amianto, asbesto.

Impropriamente i termini Eternit e Amianto sono utilizzati come sinonimi; in realtà, l’amianto è solo uno dei componenti, presente al 15-20% dell’eternit e, di fatto, sarebbe tecnicamente più corretto definire l’eternit un fibrocemento a base di amianto, cioè cemento mescolato a fibre di amianto.

Una semplice ma potente analogia, con contenuti meno tecnici e più vicini a tutti noi di quanto possa essere l’eternitte ma che ci aiuti a capire la differenzazione tra eternit e amianto è il “pane”;: Immaginate che il pane sia l’Eternit, cioè il prodotto finito, e la farina l’amianto, uno dei componenti del pane ; non trovereste scorretto dire che la farina sia pane?.

L’amianto è l’elemento che ha reso l’eternit così famoso tanto nel campo edilizio, per le sue ottime qualità tecnologiche, che nel campo legislativo e sanitario, per gli effetti nocivi che l’inalazione delle fibre di amianto disperse possono produrre sulla popolazione.

Il successo dell’Eternit raggiunse l’Italia introno la prima metà del 900 e si espanse a tal punto che, nel periodo compreso tra gli anni 30 e il 1992, l’Italia fu considerata la seconda produttrice/ esportatrice  Europea  di Eternit.

In quegli anni, viste le particolari peculiarità possedute dall’Eternit quali: una grande resistenza allo striamento e un’alta resistenza al fuoco, fecero sì che amianti a matrice compatta  e cementizia  fossero largamente utilizzati, oltre che nelle nell’edilizia in senso più globale, anche per tutti i rivestimenti antincendio e termocoibenti.

Solo nel 1992, con Legge Ordinaria del Parlamento nr.257 del 27/03/1992 veniva imposta la cessazione dell’impiego di amianto in tutti i settori a causa di studi clinici che avevano correlazionato l’impiego dell’eternit nell’edilizia e la diffusione del mesotelioma : un tumore raro, la cui unica causa accertata è l’inalazione di fibre naturali, tra le quali l’amianto.
Dal 1992 ad oggi, quindi, non solo è stata interrotta la produzione di cementi-amianto, ma si è dato il via ai processi di bonifica ambientale che prevedessero la rimozione e lo smaltimento di tutti i manufatti in eternit e, dove possibile, la relativa sostituzione dell’amianto con materiali eco-compatibili.

E’ possibile che, a tutt’oggi, vi siano ancora manufatti contenenti amianto?

Visto il successo dell’eternit nell’edilizia intorno agli anni 50, nonchè il boom  edilizio stesso di quegli anni e, considerata la recenza dei provvedimenti legislativi in tema di utilizzo dell’amianto, non solo è possibile ma è dato di fatto che, ancora oggi, vi sino una varietà di manufatti contenenti amianto o cemento-amianto sia nella varianti a matrice friabile, la più pericolosa, si a matrice compatta.
Di seguito si riporta una lista di manufatti edili e non contenenti amianto  largamente diffusi  tra gli anno 30 e 90  che potrebbero, a tutto oggi, essere in uso nei nostri uffici, condomini, abitazioni.

AMIANTO A MATRICE FRIABILE

AMIANTO A MATRICE COMPATTA
CEMENTO-AMIANTO
ETERNIT

Manufatto

Ambito di utilizzazione

Manufatto

Ambito di utilizzazione

Ricoprimenti a spruzzo

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

TEGOLE

Edilizia abitativa
Industria

Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

COPPELLA COPRICOLMO

Edilizia civile
Industria

Funi, corde, tessuti

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

COPPONI AUTOPORTANTI

Edilizia civile
Stalle e fienili
Piccoli capannoni
industriali

Cartoni, carte e prodotti affini

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

LASTRE ONDULATE PER COPERTURA

Edilizia civile
Industria

Prodotti bituminosi

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

LASTRE PIANE PER CONTROSOFFITTATURA

Industria
Luoghi aperti al pubblico
Teatri
Cinematografi

Mattonelle di vinile con intercapedini di carta di amianto

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

LASTRE PIANE

Uso domestico Industria
Edilizia civile Palestre
Piscine
Industria

Mattonelle e pavimenti vinilici

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

SERBATOI

Edilizia civile Industria

PVC e plastiche rinforzate

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

SILOS

Industria

Ricoprimenti e vernici

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

TUBI ,RACCORDI, QUINTI

Edilizia civile Industria

Mastici sigillanti

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

COPRI TUBO

Edilizia civile Industria Ospedali

Rivestimenti isolanti termo-acustici

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

GRONDAIE E DISCENDENTI ACQUE METEORICHE

Edilizia civile
Industria

Controsoffitti

Edilizia Abitativa
Edilizia Civile
Industrie

CANNE FUMARIE E COMIGNOLI

Edilizia civile
Industria

CONDOTTE D’AREA

Edilizia civile
Industria

UNITA’ EDILIZIE PREFABBRICATE

Edilizia civile nell’emergenza

CABINE

Edilizia civile
Industria

VCAMERE COIBENTATE PER COMBUSTIONE

Edilizia civile
Industria

QUADRI  ELETTRICI

Edilizia civile
Industria

 

Cosa fare se ipotizzammo presenza di Eternit nella nostra casa, ufficio, cantiere a Napoli?

Non esitare a contattarci. Effettuiamo lo smaltimento dell’eternit in tutta la provincia di Napoli. 

Offriamo tecnici specializzati nella diagnosi, bonifica e rimozione di manufatti in eternit.

Potrai usufruire di un sopralluogo e un preventivo gratuito in tutta Napoli e ricorda, non solo è fatto obbligo da legge la rimozione e bonifica di manufatti in eternit, ma, intervenire tempestivamente, riduce i danni che l’inalazione delle fibre di amianto possono causare e ci aiuta a rendere il nostro mondo più sano e più pulito.

Se vivete a Roma potete contattare i nostri partner nello Smaltimento Eternit Roma.

immagine delle fibre di amianto

Rimozione e bonifica da amianto in tutta Napoli

L’Amianto è un minerale fibroso che è stato utilizzato in un’ampia gamma di prodotti d’edilizia e d’industria, prima che la sua estrazione, lavorazione e il commercio sono stati proibiti per legge. Sia l’amianto friabile sia l’amianto compatto (miscela con cemento, chiamato anche eternit) presentano un pericolo a causa del rilascio nell’ambiente di un’alta quantità di fibre, che sono inalabili e possono provocare delle malattie come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni.

Purtroppo ancora oggi in molte zone di Roma si trovano ancora le coperture dei tetti, le tubazioni e i serbatoi o le vasche in amianto o eternit.

Ci occupiamo dello smaltimento dei manufatti in amianto in tutta la provincia di Napoli.

Lo smaltimento dell’amianto richiede precauzioni e attrezzature adeguate per evitare la diffusione esagerata delle fibre di amianto durante i lavori.

Prima della rimozione e dello smaltimento amianto, infatti, il minerale deve essere reso inoffensivo in modo che non costituisca un pericolo per la salute dei lavoratori o dei condomini o passanti. Solo dopo l’applicazione di sostanze fissanti, avviene la rimozione dell’amianto con adeguati macchinari a Napoli e dintorni.

Dopo la rimozione sicura, provvederemo al trasporto in siti ove sia possibile lo smaltimento amianto a Napoli. 

Troverete informazioni più dettagliati cliccando Smaltimento amianto.

Se non vi trovate a Napoli contattate i nostri partner operanti sul territorio laziale di frosinone e latina:

immagine di cartucce e toner usati

Raccolta e smaltimento di toner e cartucce

Toner e cartucce appartengono alla classe dei rifiuti speciali non pericolosi ed essi devono essere raccolti e smaltiti separatamente.

I codici CER per identificare questi rifiuti sono rispettivamente 08 03 18 e 16 02 16.

Con il crescente utilizzo di stampanti, fax e fotocopiatrici il consumo di toner e cartucce sono aumentati, soprattutto negli uffici.

Il servizio della raccolta toner e cartucce è indirizzato principalmente a uffici e aziende, ma anche a privati e famiglie.

Quanto costa il servizio di smaltimento toner e cartucce a Napoli?

Scriveteci una richiesta gratuita e senza impegno. Indicateci il numero delle consumabili da smaltire oppure la periodicità con cui va effettuato il servizio (facendo una stima del consumo effettivo.)

Se siete un negozio o un ufficio un nostro consulente si recherà presso la vostra sede per stilare un preventivo a seconda delle vostre necessità.

Richiedeteci subito il costo per lo smaltimento dei toner e delle cartucce in una delle zone di Napoli.

In che zone di Napoli effettuiamo il ritiro di toner e cartucce?

  • Acerra
  • Afragola
  • Agerola
  • Anacapri
  • Arzano
  • Bacoli
  • Barano d’Ischia
  • Boscoreale
  • Boscotrecase
  • Brusciano
  • Caivano
  • Calvizzano
  • Camposano
  • Capri
  • Carbonara di Nola
  • Cardito
  • Casalnuovo di Napoli
  • Casamarciano
  • Casamicciola Terme
  • Casandrino
  • Casavatore
  • Casola di Napoli
  • Casoria
  • Castellammare di Stabia
  • Castello di Cisterna
  • Cercola
  • Cicciano
  • Cimitile
  • Comiziano
  • Crispano
  • Ercolano
  • Forio
  • Frattamaggiore
  • Frattaminore
  • Giugliano in Campania
  • Gragnano
  • Grumo Nevano
  • Ischia
  • Lacco Ameno
  • Lettere
  • Liveri
  • Marano di Napoli
  • Mariglianella
  • Marigliano
  • Massa Lubrense
  • Massa di Somma
  • Melito di Napoli
  • Meta
  • Monte di Procida
  • Mugnano di Napoli
  • Napoli
  • Nola
  • Ottaviano
  • Palma Campania
  • Piano di Sorrento
  • Pimonte
  • Poggiomarino
  • Pollena Trocchia
  • Pomigliano d’Arco
  • Pompei
  • Portici
  • Pozzuoli
  • Procida
  • Qualiano
  • Quarto
  • Roccarainola
  • San Gennaro Vesuviano
  • San Giorgio a Cremano
  • San Giuseppe Vesuviano
  • San Paolo Bel Sito
  • San Sebastiano al Vesuvio
  • San Vitaliano
  • Sant’Agnello
  • Sant’Anastasia
  • Sant’Antimo
  • Sant’Antonio Abate
  • Castellammare di Stabia
  • Santa Maria la Carità
  • Saviano
  • Scisciano
  • Serrara Fontana
  • Somma Vesuviana
  • Sorrento
  • Striano
  • Terzigno
  • Torre Annunziata
  • Torre del Greco
  • Trecase
  • Tufino
  • Vico Equense
  • Villaricca
  • Visciano
  • Volla

immagine di alcune pile usate

Raccolta e smaltimento di batterie

Le pile contengono sostanze pericolose che non dovrebbero essere disperse nell’ambiente, ma è esattamente quello che succede, se le pile sono buttate insieme con gli altri rifiuti.

Solo la raccolta delle pile separata evita che le batterie esauste contenendo piombo e acido solforico inquinino il nostro paese.

La raccolta delle pile non porta soltanto il vantaggio di non inquinare, ma con il riciclo delle pile si può recuperare il metallo contenuto nelle batterie esauste. Infatti, la raccolta delle pile rappresenta il punto di partenza per il riciclaggio delle batterie e 50% della produzione italiana di piombo è attribuito al recupero metallo dalle pile.

I rifiuti quali pile e batterie vengono identificati con il codice CER 16 06 04.

Quanto costa smaltire le pile?

Inviateci una richiesta gratuita e senza impregno per lo smaltimento delle pile esauste.

Raccoltarifiuti.com offre la raccolta delle pile per trasformare questi rifiuti tossici nocivi in risorse di piombo.

immagine cassette e pezzi di legno

Raccolta e trasporto legno/legname

Il legno ha mille vite e dalle cassette per l’ortofrutta o dalle scatole di legno per l’imballaggio potrebbe diventare un mobile. Naturalmente questa trasformazione parte dalla raccolta del legno usato.

Il codice CER per i rifiuti di origine lignea è 17 02 01. Fanno parte di questa grande famiglia i bancali, i pallet, le travi, le cassette, i rami degli alberi etc.

Infatti nei contenitori della raccolta differenziata dedicati alla raccolta legno si possono buttare imballaggi di legno, cassette per l’ortofrutta, pallet e imballaggi industriali, mobili frantumati, rifiuti legnosi provenienti dall’edilizio ecc.

Raccoltarifiuti.com agevola la trasformazione del legno da rifiuto in risorsa tramite la raccolta legno.

La raccolta del legno è condotta alle industrie di riciclo che si occupano della triturazione o pressatura del legno per produrre la materia prima per le industrie.

Smaltimento legno: prezzi

Per conoscere i prezzi dello smaltimento del legno potete richiederci un preventivo gratuito e senza impegno per il servizio.

Nella richiesta di preventivo indicateci il quantitativo espresso in kg o mc e l’origine del legname (se per esempio si tratta di cassette in legno, di travi, di bancali, di legno proveniente da lavorazioni del verde etc. ).

Sarete ricontattati a breve da un operatore della vostra zona per conoscere il prezzo totale del lavoro e i tempi per svolgerlo.

 

immagine di un mucchio di pneumatici usati

Raccolta e trasporto pneumatici usati

Che cosa fare con le gomme usate? Forse anche voi avete già buttato i vecchi pneumatici sui lati delle Strade isolate oppure in piccole discariche abusive.

Sia che siate un privato sia che abbiate un’officina di gomme potreste aver bisogno di un servizio di smaltimento pneumatici esausti nella vostra zona. Le gomme vecchie non possono essere abbandonate in giro perché potreste assere soggetti a salate sanzioni.

Per gomme intendiamo sia gemme di automobili, che di biciclette o di motoveicoli. nel mondo dei rifiuti i pneumatici vengono identificati con il codice CER 16 01 03.

Noi ci occupiamo di smaltire correttamente i pneumatici usati presso discariche autorizzate a Napoli e provincia.  Al cliente verrà rilasciata una certificazione di avvenuto smaltimento da esporre in qualsiasi momento.

Raccoltarifiuti.com invita a pensare ai problemi che ne derivano: l’inquinamento estetico del nostro paesaggio, roghi causati dalle gomme facilmente infiammabili, l’inquinamento a causa degli agenti contaminati contenuti nelle gomme (quali zinco, piombo o zolfo), proliferazione aumentata delle zanzare che usano l’acqua piovana nelle gomme per deporne le uova. Si consiglia dunque la raccolta delle gomme tramite un’azienda specializzata.

La raccolta delle gomme con il trasporto alle discariche adeguate per garantire lo smaltimento con riciclaggio non evita soltanto l’impatto sull’ambiente, ma garantisce anche il riutilizzo delle materie prime degli pneumatici, quali gomma, acciaio e fibra.

Quanto costa lo smaltimento dei pneumatici?

Sei un gommista? Un privato? Richiedici subito un preventivo gratuito e senza impegno. Non scordarti di indicarci il numero dei pneumatici o il loro volume, espresso in mc.

Raccoltarifiuti.com include nell’offerta “raccolta gomme” il ritiro e trasporto degli pneumatici alle discariche.

Ti indicheremo subito il costo per lo smaltimento delle gomme vecchie a Napoli e provincia.

immagine di oggetti di ferro in una discarica

Ritiro e trasporto di ferro a domicilio

Il ferro vecchio, e come tutti i materiali ferrosi, l’acciaio, il bronzo, il rame e altre leghe metalliche, sono tutte materie prime completamente riciclabili.

Il ferro è un materiale totalmente riciclabile e la raccolta di ferro allo scopo del riciclaggio rappresenta un risparmio considerevole di materia prima. Infatti, il 40% della produzione mondiale di acciaio (una lega a base di ferro) è basato sui materiali di riciclo da rottami di ferro.

Dopo la raccolta del ferro, il recupero avviene generalmente con l’impiego di camion con gru oppure con l’utilizzo di camion scarrabili qualora siano impiegati dei container.

Raccoltarifiuti.com offre il servizio di ritiro ferro presso il vostro domicilio in tutta la città di Napoli, per non far finire questa importante risorsa nelle discariche.

Il ferro verrà trasportato verso la discarica autorizzata più vicina e al cliente verrà rilasciato un formulario con la certificazione dell’avvenuto smaltimento secondo i criteri di legge.

Chi abbandona rifiuti ferrosi in strada o nelle campagne e viene colto in flagrante è punito con salate sanzioni in ambito penale.

Il nostro servizio è rivolto a privati e ad aziende in tutta la città di Napoli.

Per lo smaltimento del ferro a Napoli e provincia contattateci subito per un preventivo gratuito.

immagine di un mucchio di riviste e giornali usati

Ritiro e trasporto carta e cartone

Circa il 30% del totale dei rifiuti in Italia è carta e riciclare questo materiale tramite la raccolta differenziata di carta e cartone significa usufruire di una risorsa.

Come risaputo, per la produzione primaria della carta bisogna tagliare alberi e il danno per l’ambiente è immenso, riciclare la carta non mette solo in salvo questi alberi, ma risparmia energia e soldi.

Per questo motivo Raccoltarifiuti.com invita a fare la raccolta di carta e cartone.

La carta ed il cartone sono identificati con il codice CER 15 01 01.  E la nostra ditta è tra le migliori a Napoli nei servizi di ritiro, raccolta, trasporto in discarica e smaltimento di carta di ogni genere.

Le ricerche online fanno emergere che gli utenti cercano oltre alla carta e al cartone, anche lo smaltimento di carte speciali come la carta stagnola, la carta proveniente da uffici e contente dati sensibili, la carta vetrata, la carta abrasiva o la carta oleata.

Sia che siete un privato, un’azienda o un ufficio, contattateci senza impegno, un nostro consulente vi fornirà tutte le indicazioni necessarie oltre che un preventivo gratuito e senza impegno.

Che cosa buttare nella raccolta carta e cartone?

Nella raccolta di carta si buttano giornali, riviste, quaderni, scatole, imballaggi in cartone, quaderni, fogli.

Invece non bisogna buttare nella raccolta carta e cartone: Carta con residui di colla, contenitori unti, brik del latte e del succo di frutta.

Con la proposta della raccolta carta e cartone Raccoltarifiuti.com si rivolge sopratutto agli uffici con maggior consumo di questo materiale.