L’impatto della pandemia che ha colpito tutto il mondo sarà scioccante anche per quanto riguarda l’ambiente, con la necessità di effettuare uno smaltimento corretto e una classificazione di tutti i DPI, che hanno visto un aumento esorbitante dell’uso delle mascherine proprio per contrastare il contagio, con la conseguenza che i mari si stanno riempiendo di questi dispositivi di protezione individuale. Vediamo insieme come si smaltiscono correttamente i DPI secondo la procedura smaltimento rifiuti speciali.

Smaltimento dpi usati, come funziona?

Fin dall’inizio della pandemia in tutto il mondo gli operatori sanitari e i cittadini stanno usando i dispositivi di protezione individuale e questo aumenta il volume dei rifiuti prodotti senza che siano stati presi dei provvedimenti in merito. Lo smaltimento di mascherine e guanti, oltre a quello delle visiere protettive in plastica si va ad aggiungere all’aumento che si è registrato per quanto riguarda i rifiuti sanitari infetti provenienti sia dagli ospedali che dalle case di cura.

Per lo smaltimento esistono delle normative di riferimento, ma sicuramente sono necessarie anche soluzioni alternative in grado di diminuire la portata del problema.

La normativa per lo smaltimento dei d.p.i dispositivi protezione individuale

Una cattiva gestione dei rifiuti aggrava ancora di più l’inquinamento crescente che già affligge il pianeta. I DPI sono definiti dal un D,Lgs. Il numero 81/2008 che nell’articolo 74 precisa: “si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

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Differenza tra dpi domestici e dpi sanitari

Una definizione che si adatta perfettamente all’ambito del lavoro e quindi le mascherine sprovviste di filtro, come quelle chirurgiche o quelle igieniche (dpi ospedalieri), come evidenziato dalla norma UNI EN 14683, non fanno parte dei DPI ma sono invece dei sono dispositivi medici, il cui utilizzo non serve a proteggere coloro che le indossano, ma invece preservano da eventuali contaminazioni le persone con cui si entra in contatto. Passando alla loro classificazione nell’ambito dei rifiuti, dato che non sono filtranti, sia le mascherine che i guanti non sono riciclabili e questo deve essere tenuto presente quando si procede al loro smaltimento dopo l’uso.

Classificazione dpi

La classificazione dei rifiuti è stata basata per alcune tipologie individuando l’attività che li genera, mentre in altri casi si fa riferimento alla loro funzione originale. Queste classificazioni, con l’attribuzione del “Codice CER” fa riferimento ad uno specifico paragrafo dal titolo “Elenco dei rifiuti”, presente all’interno dell’allegato di una decisione della Commissione Europea e precisamente la numero 2000/532/CE. Da questa si evince che i DPI usati nelle condizioni “ordinarie” possono essere catalogati in due:

  • codici C.E.R, il 15.02.02
  • codice cer 15 02 03

Nel caso dei DPI usati si devono prendere in considerazione altri 2 codici, il 18.01.03 e il 18.01.04 entrambi relativi a due ambienti specifici come quello sanitario e quello veterinario.

Questa classificazione contribuisce a chiarire come si debbano smaltire i DPI che vengono utilizzati per contrastare l’emergenza coronavirus (stessa cat di cui fa parte la classificazione guanti). Gran parte dei dispositivi di protezione sono del tipo “monouso” e sono stati progettati per abbassare il rischio di contaminazione tra le persone, specialmente quando si tratta di pazienti che possono essere stati esposti al virus. Per questo tutti i cittadini sono chiamati, insieme alle aziende ed alle strutture mediche a mettere in atto quanto è previsto dalla relativa normativa per lo smaltimento.

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Smaltimento DPI usati provenienti da abitazioni

Nel caso in cui i rifiuti provengano da case dove abitano delle persone con contagio da Covid, questi devono essere considerati nello stesso modo di quelli che provengono dalle strutture sanitarie, cioè pericolosi e con possibile rischio di infezione, per cui lo smaltimento dpi deve essere messo in atto con delle modalità ben precise.

Prima di tutto è necessario attuare una interruzione della raccolta differenziata, e tutti i rifiuti prodotti nell’abitazione devono essere conferiti nel cassone dell’indifferenziato con l’uso di due sacchetti, posizionati uno dentro l’altro e chiusi in maniera da non poter toccare i rifiuti contenuti. Inoltre si deve evitare di toccare il sacco con “mani nude” e di schiacciarlo, oltre che evitare che sia toccato dagli animali.

Se i rifiuti provengono invece da abitazioni nelle quali non ci sono soggetti positivi al covid si può continuare con la raccolta differenziata, avendo cura di conferire i DPI usati all’indifferenziato.